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Ricerche e convegni

Due incontri Spi sulla sanità lombarda - Materiali

Riforma sanitaria e invecchiamento attivo


red Lo Spi Cgil di Bergamo ha organizzato due incontri pubblici con l'intento di affrontare, sia in termini generali che - soprattutto - in chiave locale, due temi che riguardano la riforma socio sanitaria, recentemente varata da Regione Lombardia: l'integrazione socio sanitaria e la prevenzione per un migliore invecchiamento della popolazione anziana.

Gli incontri si sono tenuti il 9 e il 16 giugno alle ore 17 e sono aperti a tutti.

red Scarica il programma degli incontri


Tracce dei contributi dei relatori dell'incontro del 9 giugno:
"L'integrazione socio sanitaria nella riforma lombarda e le politiche dell'ente locale"

red L'impianto della nuova riforma sanitaria regionale, Mario Barboni
(consigliere regionale PD)

red Il punto di vista dell'ATS, Giuseppe Calicchio
(direttore sociosanitario ATS Bergamo)

red Il punto di vista del Comune, Elena Lazzari
(responsabile dei servizi in favore di persone e famiglie, servizi sociali ed educativi Comune di Bergamo)


Tracce dei contributi dei relatori dell'incontro del 16 giugno:
"Tutela e prevenzione per un invecchiamento attivo"

red La prevenzione nella riforma sanitaria, Bruno Pesenti
(direttore dipartimento di igiene e prevenzione sanitaria ATS Bergamo)

red L'esperienza del progetto "Medicina predittiva" e nuove prospettive, Renato Bresciani
(responsabile dipartimento attività sociosanitarie integrate ATS Bergamo)

red Le politiche sociali del Comune per invecchiare meglio, Cristina Trussardi
(responsabile unità operativa anziani Comune di Bergamo)


COMUNICATO 1

red All'integrazione socio-sanitaria progettata dalla riforma regionale e alle politiche degli enti locali è dedicato il primo dei due incontri organizzati dallo SPI-CGIL di Bergamo sulla sanità lombarda: l'appuntamento è per il 9 giugno, alla Fondazione Serughetti La Porta viale Papa Giovanni XXIII, 30 (ore 17.00 - 19.00).

"Come sta procedendo l'applicazione della Riforma regionale del sistema sanitario e sociosanitario? Per gli utenti dei servizi si profilano cambiamenti in meglio? E per gli operatori? Sono questi gli interrogativi che stanno al centro dell'incontro di domani" ha spiegato Orazio Amboni del Dipartimento Welfare della CGIL di Bergamo, a cui saranno affidate le conclusioni dei lavori. "Tra gli obiettivi della Riforma c'erano un migliore equilibrio tra intervento dell'ospedale e intervento dei servizi territoriali e una presa in carico dei malati cronici in modo integrato tra le diverse strutture attraverso una diversa organizzazione della rete dei servizi: durante l'incontro si cercherà di tracciare un bilancio di questi processi, a distanza di quasi un anno dall'approvazione della Legge Regionale 23 sull'evoluzione del sistema sociosanitario lombardo".

L'appuntamento sarà coordinato da Carmen Carlessi del Dipartimento Welfare della CGIL di Bergamo. Interverranno Mario Barboni, consigliere regionale del PD, che illustrerà l'impianto della nuova riforma sanitaria regionale, Giuseppe Calicchio, direttore socio sanitario ATS Bergamo, che porterà il punto di vista dell'ATS (ex ASL), Elena Lazzari, responsabile dei servizi in favore di persone e famiglie, servizi sociali ed educativi del Comune di Bergamo, che interverrà proprio dalla prospettiva comunale. A conclusione dei lavori, come già detto, prenderà la parola Orazio Amboni della CGIL di Bergamo.

Nel 2015 è stata varata, dopo una lunga e complessa elaborazione, la legge di riordino del sistema socio-sanitario lombardo. Il sindacato confederale e quello dei pensionati sono stati parte attiva nel confronto con le forze politiche ed i rappresentanti istituzionali nella fase di discussione preliminare al varo della riforma.
"Abbiamo voluto, proprio in questo primo incontro, conoscere anche il punto di vista degli enti locali, dal momento che anch'essi si fanno carico di alcuni interventi fondamentali" ha spiegato oggi Gianni Peracchi, segretario generale dello SPI-CGIL di Bergamo. "I due seminari proposti saranno l'occasione per approfondire, in chiave locale, temi che riguardano la riforma socio-sanitaria recentemente varata dalla Regione Lombardia. La riforma presenta opportunità interessanti: sono state acquisite alcune osservazioni da noi proposte in fase di confronto, ma la riforma ha mantenuto, nel suo impianto generale, elementi di ambiguità e criticità notevoli. Quasi a un anno dall'approvazione del testo e in piena fase di applicazione delle nuove disposizioni, è necessario fare il punto della situazione, anche perché oggi sembrerebbero prevalere gli elementi più critici del riordino e ancora non si intravedono le positive opportunità auspicate. Abbiamo, inoltre, pensato di realizzare un focus sul tema della prevenzione, in particolare per le persone anziane, partendo da un interessante progetto di 'medicina predittiva' sperimentato con la partecipazione attiva delle leghe SPI della città di Bergamo".

red Il secondo incontro, che si terrà giovedì 16 giugno sempre alla Fondazione Serughetti La Porta in viale Papa Giovanni XXIII, 30 (ore 17.00 – 19.00), sarà infatti dedicato alla "Tutela e prevenzione per un invecchiamento attivo": interverranno Sergio Marletta della lega SPI-CGIL Bergamo Centro, che coordinerà i lavori, Bruno Pesenti, direttore del Dipartimento di igiene e prevenzione sanitaria dell'ATS di Bergamo con il suo contributo su "La prevenzione nella riforma sanitaria", Renato Bresciani, responsabile del Dipartimento delle attività sociosanitarie integrate dell'ATS di Bergamo, che parlerà dell'esperienza del progetto "Medicina predittiva" e Cristina Trussardi, responsabile dell'Unità operativa anziani del Comune di Bergamo, che parlerà delle politiche sociali del Comune per invecchiare meglio. Le conclusioni saranno affidate a Augusta Passera dello SPI-CGIL di Bergamo.

Ufficio Comunicazione Cgil Bergamo, 8 giugno 2016


COMUNICATO 2

red All'integrazione socio-sanitaria progettata dalla riforma regionale e alle politiche degli enti locali è stato dedicato, ieri, il primo dei due incontri organizzati dallo SPI-CGIL di Bergamo sulla sanità lombarda: alla Fondazione Serughetti La Porta sono intervenuti Carmen Carlessi del Dipartimento Welfare della CGIL di Bergamo, Mario Barboni, consigliere regionale del PD, Giuseppe Calicchio, direttore socio sanitario ATS (ex ASL) Bergamo, Elena Lazzari, responsabile dei servizi in favore di persone e famiglie, servizi sociali ed educativi del Comune di Bergamo, e Orazio Amboni della CGIL di Bergamo.
Oltre ai relatori e a numerosi medici e pensionati, erano presenti il direttore generale dell'ASST Papa Giovanni XXIII Carlo Nicora, il direttore socio-sanitario Donatella Vasaturo della medesima struttura, l'onorevole Elena Carnevali e alcuni rappresentanti degli ex Distretti.

Come sta procedendo l'applicazione della Riforma regionale del sistema sanitario e sociosanitario? Per gli utenti dei servizi si profilano cambiamenti in meglio? E per gli operatori? A questi interrogativi si è cercato di dare risposta con la discussione di ieri, a distanza di quasi un anno dall'approvazione della Legge Regionale 23 sull'evoluzione del sistema socio-sanitario lombardo.
Il sindacato confederale e quello dei pensionati sono stati parte attiva nel confronto con le forze politiche e i rappresentanti istituzionali nella fase di discussione preliminare al varo della riforma.

Oggi, in una nota, Gianni Peracchi, segretario generale dello SPI-CGIL di Bergamo, riassume la discussione avvenuta ieri: "Il testo di riforma ha acquisito una serie di nostre osservazioni e presenta delle opportunità interessanti. Tuttavia ha mantenuto, nel suo impianto generale, elementi di ambiguità e criticità notevoli.
Per fare qualche esempio positivo, vorrei citare la centralità nelle politiche sanitarie della cronicità e la presa in carico complessiva dell'utente, principi acquisiti nel testo legislativo anche sulla base delle nostre osservazioni, condivise parzialmente con i gruppi consiliari in Regione.
Tra le criticità, spicca, invece, il potenziale indebolimento del ruolo degli enti locali: infatti se in precedenza i sindaci si confrontavano con la ex ASL (ora ATS) che gestiva le attività sul territorio, oggi, invece, hanno molta meno possibilità di farlo, visto che la gestione dei servizi territoriali è passata in capo alle ex aziende ospedaliere ora ASST. Abbiamo voluto, proprio in questo primo incontro, conoscere anche il punto di vista degli enti locali, dal momento che anch'essi si fanno carico di alcuni interventi fondamentali.

Frizioni e rilevanti difficoltà sono emerse anche nella fase di raccordo delle attività di programmazione che spettano alla nuova ATS con le titolarità della gestione vera e propria (come già detto), anche della parte socio sanitaria, ora di competenza delle ex aziende ospedaliere (ASST).
Altro elemento critico emerso è la previsione di istituire nuove agenzie e strutture (a nostro avviso troppe): un'agenzia di controllo, un'agenzia di promozione, un'azienda centrale acquisti, un'azienda centrale emergenza, ecc. Nel tentativo di semplificare l'organizzazione, si è finiti con il complicare ancora di più la struttura.
Altro nodo negativo è costituito dal rapporto con i medici di base, che continuano a rimanere poco integrati nel sistema, sostanzialmente 'liberi professionisti'.
Siamo sempre più convinti che occorra conseguire un'operazione di capovolgimento, così come tra l'altro previsto dalla legge di riforma: se prima il paziente/utente dei servizi si doveva orientare tra le diverse offerte, l'opposto ci auspichiamo accada ora, cioè che attorno alla persona ruotino in maniera integrata i diversi servizi, perché quello che il sistema fa è dare risposte diverse da parte di diversi soggetti a bisogni diversi, ma relativi sempre e solo a una singola persona".

"A proposito dei Comuni, poi" continua Peracchi, "alcuni dei punti di forza delle attività degli enti locali sono costituiti dal servizio di assistenza domiciliare, dalle sperimentazioni del custode sociale, dagli alloggi protetti, dalla residenzialità assistita, dalla presenza nei luoghi di presa in carico dell'anziano di uno o più rappresentanti dei Piani di zona intercomunali: questi servizi vanno agganciati meglio ai progetti di continuità assistenziale e agli interventi socio sanitari più classici, da quelli in ambito ospedaliero a quelli delle RSA (case di riposo) e dei centri diurni integrati.
A questo riguardo è stata rilanciata dallo SPI-CGIL l'idea di potenziare i posti letto di cure intermedie nelle 64 RSA bergamasche, dove poter, ad esempio, rimettere in forma pazienti non ancora del tutto autosufficienti, ma dimessi precocemente dagli ospedali. Ciò costituirebbe una formidabile cerniera tra ospedale e domicilio e determinerebbe risparmi per il Servizio sanitario e maggiori entrate per il sistema delle RSA.
Insomma, l'idea lanciata ieri è quella di provare a cogliere e governare anche in sede locale alcune opportunità sancite nel processo di riforma, ragione per la quale sarà più che mai necessario riprendere il confronto negoziale con le locali istituzioni".

Il secondo incontro, si terrà giovedì 16 giugno, sempre alla Fondazione Serughetti La Porta in viale Papa Giovanni XXIII, 30 (ore 17.00 - 19.00) e sarà dedicato alla "Tutela e prevenzione per un invecchiamento attivo".

Ufficio Comunicazione CGIL Bergamo, 10 giugno 2016


COMUNICATO 3

red All'invecchiamento attivo e alla cosiddetta medicina "predittiva" è dedicato il secondo incontro organizzato dallo SPI-CGIL di Bergamo sui temi (tra punti positivi e nodi critici) della recente riforma della sanità regionale.

L'appuntamento è per giovedì 16 giugno alla Fondazione Serughetti La Porta in viale Papa Giovanni XXIII, 30 (ore 17.00 – 19.00). Interverranno Sergio Marletta della lega SPI-CGIL Bergamo Centro, che coordinerà i lavori, Bruno Pesenti, direttore del Dipartimento di igiene e prevenzione sanitaria dell'ATS di Bergamo con il suo contributo su "La prevenzione nella riforma sanitaria", Renato Bresciani, responsabile del Dipartimento delle attività sociosanitarie integrate dell'ATS di Bergamo che parlerà dell'esperienza del progetto "Medicina predittiva" e Cristina Trussardi, responsabile dell'Unità operativa anziani del Comune di Bergamo, che interverrà a proposito delle politiche sociali del Comune per invecchiare meglio. Le conclusioni saranno affidate a Augusta Passera dello SPI-CGIL di Bergamo.

Una parte dei lavori verterà sulla sperimentazione di medicina "predittiva" che si è svolta dal novembre del 2014 allo scorso aprile nella provincia di Bergamo.
"Sin dall'inizio lo SPI-CGIL ha accolto l'invito dell'allora ASL e ha promosso tra i propri iscritti il progetto sperimentale" ha spiegato oggi Sergio Marletta, responsabile della Lega Centro dello SPI-CGIL. "Si cercavano over 65 anni per lo screening gratuito e per partecipare ad un programma sportivo: sui 517 partecipanti da tutta la provincia, 110 volontari sono stati trovati dallo SPI-CGIL Lega Centro. L'adesione è stata superiore a quanto previsto da principio, infatti il programma inizialmente prevedeva 400 valutazioni. L'obiettivo del progetto era analizzare e prevenire il rischio di perdita di autonomia negli anziani".

Il sindacato ha, dunque, raccolto la proposta dell'ASL e del Centro Don Orione in collaborazione con il Centro di Ricerca HTH (Human Factors and Technology for Health Care) dell'Università di Bergamo.

I volontari si sono sottoposti (gratis) a diversi screening medici e ad allenamento sportivo in palestra fino ad aprile scorso. Il progetto, realizzato col supporto finanziario dal Ministero della Salute, ha avuto la sua struttura operativa al Centro Don Orione, in particolare nella sede dell'unità di Medicina Sportiva.
"I seminari proposti sono l'occasione per approfondire, in chiave locale, temi che riguardano la riforma socio-sanitaria recentemente varata dalla Regione Lombardia" aveva spiegato in occasione del primo incontro Gianni Peracchi, segretario generale dello SPI-CGIL di Bergamo. "La riforma presenta opportunità interessanti: sono state acquisite alcune osservazioni da noi proposte in fase di confronto, ma la riforma ha mantenuto, nel suo impianto generale, elementi di ambiguità e criticità notevoli. Quasi a un anno dall'approvazione del testo e in piena fase di applicazione delle nuove disposizioni, è necessario fare il punto della situazione, anche perché oggi sembrerebbero prevalere gli elementi più critici del riordino e ancora non si intravedono le positive opportunità auspicate. Abbiamo, inoltre, pensato di realizzare un focus sul tema della prevenzione, in particolare per le persone anziane, partendo da un interessante progetto di 'medicina predittiva' sperimentato con la partecipazione attiva delle leghe SPI della città di Bergamo".
"Io stesso ho partecipato alla sperimentazione" continua Sergio Marletta. "Entrando più nel dettaglio, gli scopi sono stati quelli di valutare le condizioni di autonomia e i fattori di rischio per gli ultra65enni, prescrivere migliori stili di vita, creare una rete territoriale di intervento per la riduzione del rischio di diventare non autosufficienti, promuovere la presenza di professionalità non necessariamente riabilitative, cioè di animatori, istruttori di fitness e di scienze motorie, da inserire in realtà residenziali e diurne per anziani e sul territorio. Come SPI abbiamo anche cercato di avere un ruolo attivo all'interno del progetto, chiedendo e ottenendo dal Comune di Bergamo l'impegno a trovare aree sportive dove i partecipanti al progetto svolgessero l'attività fisica prevista, sotto monitoraggio. Questa sperimentazione è in linea, anzi ha anticipato, quanto previsto all'interno della riforma in termini di prevenzione".

I volontari sono stati contattati dal Centro Don Orione per eseguire analisi cliniche mirate a determinare, ad esempio, gli indicatori di invecchiamento e di rischio di malattie cardio e cerebrovascolari, la percentuale di grasso corporeo, gli indicatori di mobilità del tronco e degli arti, quelli di forza ed equilibrio e di benessere psicosociale.
Successivamente, dopo le valutazioni mediche, i partecipanti hanno avviato attività motorie adattate e diete specifiche a seconda delle condizioni fisiche rilevate individualmente. Sono seguiti colloqui psicologici sul grado di inclusione sociale degli anziani e sulla percezione dell'ambiente socio-economico locale.
Per il mese di settembre è previsto un convegno in cui verranno illustrati i risultati della sperimentazione.

Ufficio Comunicazione Cgil Bergamo, 14 giugno 2016