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MERCATONE UNO, IL DECRETO RILANCIO PROROGA L’AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA E LA CASSA INTEGRAZIONE. SOLLIEVO PER 1.600 LAVORATORI IN TUTTO IL PAESE, UNA TRENTINA A VERDELLO

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Sarebbero scaduti domani, 23 maggio, sia il mandato dei Commissari di Mercatone Uno in Amministrazione Straordinaria sia la copertura della Cassa integrazione. Alle dipendenze della catena di negozi di mobili ci sono ancora 1.600 persone in tutt’Italia, di cui una trentina legati al punto vendita di Verdello.

Nel Decreto Rilancio pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale martedì, però, è stato inserito un articolo che prevede per tutte le Amministrazioni Straordinarie in scadenza una proroga di 6 mesi. L’emergenza Covid-19 ha, in queste settimane, sospeso le trattative che erano in corso con potenziali investitori, dunque il prolungamento del mandato dei Commissari era ritenuto davvero indispensabile da sindacati e lavoratori.

SMART WORKING NELLA PUBBLICA AMMNISTRAZIONE, ATTIVATO PER CIRCA 3.000 ADDETTI DEGLI ENTI LOCALI BERGAMASCHI. Tre lavoratrici raccontano

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Negli ultimi tre mesi, tra quarantena e distanziamento sociale, in molti hanno sperimentato per la prima volta i pro e i contro dello smart working, trasformando angoli di casa propria in ufficio. Tra questi, la FP-CGIL provinciale stima ci siano anche circa 3.000 addetti, funzionari e dirigenti degli enti locali bergamaschi (su un totale di 5.000 dipendenti).

“La grande maggioranza dei dipendenti dei Comuni hanno lavorato da remoto. Solo gli addetti all’anagrafe impegnati con denunce di nascita e morte (necessariamente in formato cartaceo), quelli della Polizia Locale e gli operai comunali non hanno lavorato in smart working” ha spiegato oggi Dino Pusceddu della segreteria della FP-CGIL di Bergamo. “Il lavoro agile esiste nella Pubblica Amministrazione dal 2015 ma non è mai stato davvero una pratica diffusa: non venivano acquistate le strumentazioni tecnologiche necessarie né venivano accolte le richieste di lavorare a casa, anche a fronte di situazioni di estrema necessità” prosegue il sindacalista.

LA CGIL DI BERGAMO DEPOSITA UN ESPOSTO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA SU GESTIONE DELL’EMERGENZA E MORTI IN RSA. “Davvero Regione Lombardia e ATS hanno fatto il possibile per evitare strage di persone fragili?"

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Sono passati quasi tre mesi dall’inizio dell’emergenza e in più occasioni, attraverso diversi appelli, denunce pubbliche e comunicati, la CGIL di Bergamo ha cercato di veder garantito il diritto collettivo alla salute con particolare attenzione, ovviamente, ai lavoratori che hanno continuato a svolgere la loro attività (in prima linea e non) ma anche ai cittadini più anziani, in pensione.

Ieri pomeriggio, però, il sindacato ha fatto un passo in più: sulle morti in casa di riposo e, in generale, sulla gestione dell’emergenza, la CGIL provinciale ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo.

CASE DI RIPOSO, ASSOCIAZIONI DELLE RSA, FP-CGIL E FISASCAT-CISL DI BERGAMO SCRIVONO A REGIONE LOMBARDIA E ATS PROVINCIALE. “Dopo i colpi della crisi sanitaria, fare di tutto per evitare una crisi occupazionale”

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Dopo la drammatica serie di decessi nelle case di riposo della provincia di Bergamo (in totale da inizio anno 1.998, 1.340 in più rispetto allo stesso periodo del 2019), ora una nuova crisi, dopo quella sanitaria da Covid-19, si profila all'orizzonte della sessantina di RSA di questo territorio così duramente colpito dalla pandemia. È quella occupazionale ed economica, in un settore dove, al momento, sarebbero 1.500 i posti vuoti sui circa 6.000 presenti a livello provinciale.

Per segnalare le difficoltà economiche delle strutture e scongiurare la perdita di posti di lavoro, le associazioni di rappresentanza delle RSA A.C.R.B., ASSOCIAZIONE S. GIUSEPPE, UNEBA e i sindacati bergamaschi FP-CGIL e FISASCAT-CISL hanno scritto ieri, 15 maggio, una lettera aperta indirizzata a Regione Lombardia, in particolare all’assessorato al Welfare, e all’ATS di Bergamo.

PERACCHI: “FASE 2 SCARICATA DA REGIONE SULLE NOSTRE TASCHE E RIMESSA ALLA DISCREZIONE DI AZIENDE E PRIVATI CITTADINI”. A Bergamo "stanchi del rimpallo di responsabilità: la competenze in materia di tutela della salute e organizzazione di servizi e presidi

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Sul dibattito aperto in questi ultimi giorni in Lombardia, tra test sierologici a pagamento e rimpallo (estenuante e vano) di responsabilità gestionali tra centro e periferia di governo, ecco le riflessioni di Gianni Peracchi, segretario generale della CGIL di Bergamo.

“Sembra di voler polemizzare a tutti i costi, ma non è possibile che sotto il cielo di Regione Lombardia, a distanza di mesi dall’esplosione della pandemia, ci sia ancora così tanta confusione. Sul piano generale assistiamo, da una parte, al tentativo di imputare al Governo centrale quasi tutte le responsabilità del disastro pandemico, e dall’altra a scaricarle sui sistemi delle autonomie, dei presidi socio-sanitari e degli operatori nel territorio.

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