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NOTIZIE

Il “Decreto sicurezza” e le implicazioni per la salute: Le organizzazioni medico-umanitarie si rivolgono al Parlamento. CORREGGERE IL “DECRETO SICUREZZA” PER GARANTIRE IL DIRITTO ALLA SALUTE

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Le principali organizzazioni medico umanitarie italiane impegnate sui temi delle migrazioni e dell’asilo si sono rivolte al Parlamento per denunciare le serie implicazioni per il diritto alla salute che comportano le norme contenute nel “Decreto sicurezza”:

  • L’abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari comporterà un maggiore tasso di irregolarità e una conseguente maggiore vulnerabilità in termini di salute. Del resto, abbiamo visto anche a Bergamo come l’alto tasso di dinieghi alle richieste di asilo (uno dei più alti d’Italia) abbia scaricato sul Comune le conseguenze sociali e assistenziali per il forte aumento di persone senza fissa dimora non più assistite nei centri di accoglienza e ora senza altra alternativa che dormire all’aperto e in ripari di fortuna, con le prevedibili conseguenze in termini di salute.
  • La drastica riduzione del sistema di accoglienza SPRAR comporterà il prolungamento della permanenza nei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) che in gran parte d’Italia non prevedono né percorsi di formazione e integrazione, né misure adeguate alle specifiche vulnerabilità di persone affette da disabilità, donne incinte, genitori soli con figli minori, persone con postumi da traumi, torture, violenze (ma non è, finora, il caso di Bergamo; lo sarà con il preannunciato imminente dimezzamento della quota giornaliera dei 35 euro, dimezzamento che non consentirà più ai CAS bergamaschi di assicurare tutte queste attività e servizi).
  • La mancata iscrizione all’anagrafe dei residenti costituirà di fatto un ostacolo per l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale.
  • L’inclusione dei presidi sanitari nel cosiddetto “DASPO Urbano” sarà un ulteriore ostacolo per l’accesso alle cure, violando il codice di deontologia medica, come ha già denunciato anche l’Ordine dei Medici

La lettera è stata sottoscritta da: Centro Astalli, Emergency, INTERSOS, Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, Medici contro la Tortura, Médecins du Monde, Medici per i Diritti Umani, Medici Senza Frontiere.

NO PILLON L’ITALIA SCENDE IN PIAZZA IL 10 NOVEMBRE. ANCHE BERGAMO SI MOBILITA: APPUNTAMENTO SABATO DALLE 14 ALLE 18 IN PIAZZA MATTEOTTI

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La famiglia non deve essere un campo di battaglia: per questo la CGIL partecipa in tutt’Italia alle iniziative contro il Ddl Pillon, un disegno di legge che di fatto rende impossibile il divorzio a chi è meno ricco perché le separazioni saranno fortemente disincentivate dagli alti costi imposti dalla mediazione obbligatoria a pagamento.
I figli e le figlie diventeranno ostaggi di un costante negoziato sotto tutela per far funzionare il mantenimento diretto e le donne, la parte in genere economicamente più debole delle coppie, rischiano di restare stritolate dalle nuove misure.

GRUPPO POZZONI, 5 E 6 NOVEMBRE MOBILITAZIONE DEI 460 ADDETTI CONTRO LA DISDETTA DELL’INTEGRATIVO. Sindacati: “Sciopero e presidio: Niiag e Eurogravure necessitano di investimenti, non di tagli”

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Sciopero e due presidi fuori dai cancelli di Eurogravure e Nuove Arti Grafiche: i sindacati e le Rappresentanze Sindacali Unitarie del Gruppo non accettano la formale disdetta di tutti gli accordi di secondo livello, compresi quelli sull'orario di lavoro e organici, un atto unilaterale che hanno definito “inaccettabile e pericoloso”.

L’VIII CONGRESSO DELLA CGIL DI BERGAMO SI CONCLUDE CON LA RIELEZIONE DI GIANNI PERACCHI ALLA GUIDA DEL SINDACATO PROVINCIALE. 45 interventi in due giorni di lavori con 233 delegati

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Due giorni di dibattito, 233 delegati, 45 interventi e, nelle ultime settimane, 1.235 assemblee e 12 congressi di categoria svolti: si è chiuso poco fa l’VIII Congresso della CGIL di Bergamo. L’Assemblea generale, appena eletta e subito convocata, ha votato e confermato al posto di segretario generale provinciale Gianni Peracchi, con 73 voti favorevoli, 5 contrari e 2 astensioni (80 votanti, 91 aventi diritto).

Primo giorno. L’VIII CONGRESSO DELLA CGIL DI BERGAMO. La sintesi della relazione del segretario Peracchi, la ricerca dell’IRES Lucia Morosini con tutti i dati e le foto di giornata

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Tanti interventi, tanti temi affrontati nell’avvio del dibattito che ha visto prendere la parola funzionari, sindacalisti e delegati sindacali di molte realtà e aziende della bergamasca: si è aperto questa mattina e proseguirà anche domani nell’Auditorium Sant’Alessandro di via Garibaldi l’VIII Congresso della CGIL di Bergamo.
Il sindacato orobico giunge a questo appuntamento dopo aver svolto 1.235 assemblee nelle aziende, negli uffici, nelle leghe del territorio (il 20% in più di quelle dell’ultimo appuntamento congressuale di quattro anni fa), dopo il voto di quasi un terzo dei propri iscritti e dopo i dodici Congressi delle diverse categorie sindacali nelle ultime tre settimane.

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