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NOTIZIE

SCUOLE SENZA DIRETTORE AMMINISTRATIVO, ANCORA NESSUNA SOLUZIONE: APPELLO AL PREFETTO DI BERGAMO. I sindacati: “Non possono nominare supplenti, né pagare fornitori, né ricevere finanziamenti”

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A oltre due mesi dall’avvio dell’anno scolastico ancora non è stata sbloccata la situazione delle scuole prive di Direttore Amministrativo (DSGA): nelle scuole “autonome”, dotate cioè di un proprio bilancio, per ogni operazione economica serve la firma congiunta del Dirigente Scolastico e del Direttore dei servizi Amministrativi.

“In assenza di una di queste figure non è possibile nominare supplenti per garantire l’ordinario funzionamento” denunciano oggi unitariamente i sindacalisti di FLC-CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA, SNALS-CONFSAL e GILDA-UNAMS di Bergamo. “Inoltre, non si può pagare il dovuto ai fornitori, né si possono stipulare l’assicurazione per dipendenti e alunni, gestire piani di diritto allo studio, avviare progetti, ricevere finanziamenti, pagare lo stipendio dei supplenti”.

DIESSE RUBBER HOSES, È MORTO IL LAVORATORE COINVOLTO NELL’INFORTUNIO DEL 5/11. ASSEMBLEA DEI LAVORATORI. Salgono a 18 i morti sul lavoro dall’inizio del 2018 in provincia di Bergamo (o oltre i confini provinciali ma alle dipendenze di aziende bergamasche)

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Si allunga, purtroppo, la lista degli infortuni mortali avvenuti nei luoghi di lavoro in provincia di Bergamo. A pochi giorni dalla denuncia di quella che è stata definita “un’emergenza provinciale” da parte dei sindacati confederali che, venerdì davanti alla Prefettura, hanno svolto un presidio e hanno incontrato il Prefetto Elisabetta Margiacchi proprio sul tema della sicurezza sul lavoro, ieri è arrivata un’altra brutta notizia: è deceduto l’elettricista della ditta Elettrobonatese srl di Bonate Sopra che operava all’interno della Diesse Rubber Hoses Spa e che il 5 novembre scorso era rimasto coinvolto in un grave infortunio. Il lavoratore, che si chiamava Matteo Regazzi, era stato investito da una bobina caduta da un carrello elevatore.

FONDERIE MAZZUCCONI, CHIAMATI AL VOTO PER ELEGGERE I DELEGATI 385 LAVORATORI NEI SITI DI AMBIVERE E PONTE S. PIETRO. VINCE LA FIOM-CGIL

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“Un risultato importante, davvero significativo, un grande successo, in controtendenza rispetto agli anni passati”: così Paola Guerini della FIOM-CGIL di Bergamo ha commentato i risultati del voto per l’elezione dei delegati alle Fonderie Mazzucconi dove si è votato, ieri, per il rinnovo delle due distinte Rappresentanze Sindacali Unitarie di Ambivere (231 persone in organico) e Ponte San Pietro (154), per un totale di 385 dipendenti.

SICUREZZA SUL LAVORO, DUE INFORTUNI A CALCIO E A BREMBATE SOPRA (BG) NEL GIORNO DEL PRESIDIO DEI SINDACATI DI BERGAMO PER CHIEDERE PIÙ CONTROLLI, FORMAZIONE E AZIONI CONCRETE

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Proprio nel giorno del presidio organizzato dai sindacati confederali davanti alla Prefettura per chiedere più sicurezza nei luoghi di lavoro, due nuovi infortuni si sono verificati nella provincia di Bergamo: questa mattina una lavoratrice della Effeggi Pallets spa di Brembate di Sopra è stata colpita alla testa da un braccio meccanico impiegato per la movimentazione del materiale. Oggi pomeriggio, invece, è stato coinvolto in un secondo infortunio un operaio di 38 anni che lavora per un’azienda di guarnizioni, con sede a Cividate, in via di trasferimento nel capannone di Calcio, dove è avvenuto l’incidente.

DGR 754: INSUFFICIENTI LE MODIFICHE AL “MODELLO LOMBARDO” DI PRESA IN CARICO DEI MALATI CRONICI. La Regione cerca di coinvolgere i Medici di base, ma senza rivedere gli aspetti di fondo del modello adottato

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Con la DGR 754 del 5 novembre (BURL 12 novembre) Regione Lombardia ha cercato di trovare un rimedio alla scarsa adesione dei medici di medicina generale al “modello lombardo di presa in carico dei pazienti cronici”, ma l’operazione non pare destinata ad incontrare un gran successo, almeno per i malati, perché non viene toccato l’impianto di fondo del “modello”.
L’aspetto principale della Delibera sta nell’assegnazione alla nuova figura di “medico in forma singola” della possibilità di redigere il PAI (Piano di assistenza individuale) del paziente. In pratica, i medici di base che non avevano aderito al “modello” (a Bergamo, circa la metà dei 669 medici di medicina generale) potranno farlo, pur senza aver aderito ad una cooperativa, come era invece previsto nelle precedenti delibere.
Nella nuova figura di “medico in forma singola” confluiranno anche i medici cosiddetti “cogestori” previsti inizialmente (medici che avevano espresso una parziale adesione al “modello”; pochissimi, in realtà).
La scelta di coinvolgere i medici di base nella stesura del PAI è una scelta giusta perché proprio il ruolo del tutto marginale che la riforma assegnava a loro - cioè a chi, più di tutti, ha una conoscenza diretta del paziente – è uno dei limiti più gravi del “modello”; ma senza sostanziali modifiche agli altri aspetti di criticità, tra i quali quello di definire con maggiore precisione che il medico di medicina generale rimane centrale nella funzione di clinical manager nella gestione del paziente per le prescrizioni di terapie o prestazioni, questo parziale ritocco non sortirà effetti.
La partecipazione attiva dei medici al modello di presa in carico continua a restare una scelta individuale: possono aderire o non aderire; non siamo di fronte, quindi, ad un sistema strutturato, sicuro, con ruoli e responsabilità certe cui il paziente può rivolgersi con fiducia. Non c’è nessuna traccia del team assistenziale (medici di famiglia, infermieri, educatori) che coopera, con distinzioni di ruoli, per supportare la fondamentale auto-cura dei pazienti (empowerment) valorizzando le risorse del territorio, come le associazioni di patologia e quelle di volontariato. Non viene messo in discussione il macchinoso ruolo del “gestore”, che continua ad avere il ruolo centrale di regia del processo: per rendersi conto della incredibile paralizzante macchinosità del “modello” basta guardare le ultime tre pagine dell’Allegato 3 (“Ulteriori indicazioni operative sul percorso di presa in carico”) dove sono elencate ben 13 possibili situazioni che rendono necessari cambiamenti organizzativi.
La DGR, preceduta da accordi con le organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale e da un’intesa con l’Ordine dei Medici lombardo, prevede un compenso ai medici di 10 euro per PAI sottoscritto. A parte la sgradevole situazione che così si determinerà quando il medico chiederà l’adesione al paziente, c’è il probabile rischio di ridurre la stesura del PAI ad una pratica burocratica standardizzata (la Regione si impegna a fornire “un supporto informatico efficace per garantire una rapida e semplificata stesura del PAI”).
C’è, inoltre, il serio problema della tutela e sicurezza dei dati personali. La Delibera fa più volte riferimento a questo tema accennando ai rischi di “divulgazione non autorizzata” o “accesso in modo illegale a dai personali trasmessi, conservati o comunque trattati”. Ma mentre le norme internazionali prevedono regole rigide in caso di violazioni, la Delibera estende, dalle 24 previste, fino a 72 ore la notifica da parte del titolare del trattamento all’autorità di controllo delle violazioni dei dati personali di cui si sia venuti a conoscenza.
Infine la Delibera prevede una serie di ulteriori provvedimenti come il Bando trimestrale, a cura delle ATS, per il reclutamento dei nuovi medici aderenti (il “medico in forma singola”), come il ritorno al metodo di finanziamento a prestazione, invece del budget di cura, la definizione di una nuova classificazione dei pazienti in riferimento a specifiche patologie, l’implementazione di un nuovo servizio “denominato EPIC (Eventi Presa in Carico)” per lo scambio informativo tra Enti.

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