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NOTIZIE

BONUS REGIONALE ASSISTENTI FAMILIARI. Seppur lentamente e con molti limiti la situazione comincia a sbloccarsi. Ora il via alle domande di bonus

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La Legge Regionale istitutiva è del 2015, poi si sono succedute varie delibere ma finora nessun effetto pratico: nessuna domanda di bonus poteva essere accolta perché mancava un requisito fondamentale cioè l’iscrizione al “registro territoriale” dell’assistente familiare (la “badante” per usare un termine ormai diventato di uso comune, anche se svalutativo sia di chi assiste sia di chi è assistito); senza questo requisito la famiglia non poteva accedere al bonus. La legge del 2015, infatti, prevedeva che per l’iscrizione al Registro l’assistente familiare, se straniera, dovesse essere in possesso di una certificazione di conoscenza della lingua italiana di “Livello A2”. La richiesta è senz’altro giusta: chi assiste deve saper comprendere la lingua dell’assistito ed esprimersi in modo comprensibile, ma per diverse cause questo requisito è finora quasi del tutto non raggiunto o irraggiungibile. Da un lato gli orari di lavoro delle assistenti familiari sono molto ampi e non permettono, o quantomeno rendono difficilissimo, frequentare corsi. Dall’altro, se anche l’assistente familiare riuscisse a trovare il tempo (rinunciando ai periodi di riposo) non c’è un’offerta sufficiente di corsi e di sedute d’esame per conseguire la certificazione di Livello A2.
Per sbloccare la situazione, Regione Lombardia ha deciso di ritenere equivalente alla certificazione A2 (che può essere rilasciata solo da quattro istituzioni a livello nazionale)anche il Permesso di soggiorno di lunga durata (la “Carta di soggiorno”) per ottenere il quale è comunque necessario superare un test di conoscenza della lingua italiana. Questa decisione consente ora alle assistenti familiari extra-UE di iscriversi al Registro, ma non lo consente ancora alle assistenti di nazionalità Comunitaria (solo per i cittadini Extra UE è prevista, infatti, la Carta di soggiorno, per i cittadini UE non è necessaria). Un passo avanti, quindi, ma certamente con un grave limite essendo molte le assistenti familiari provenienti da paesi dell’Unione Europea (ad esempio dalla Polonia). Una limitazione che colpisce, in ultima analisi, le famiglie: l’impossibilità per l’assistente familiare di iscriversi al Registro impedisce alla famiglia di accedere al bonus.
Un’ulteriore limitazione è costituita dal fatto che il destinatario del bonus è il “datore di lavoro” cioè o direttamente l’assistito o un familiare dell’assistito. Non viene preso in considerazione il caso di famiglie che si rivolgono a cooperative o ad agenzie private di somministrazione di personale: tipologie di rapporti di lavoro che, quando non sono utilizzati da finte cooperative speculative o da agenzie al limite, o oltre il limite, della legalità (caporalato, sfruttamento di mano d’opera ricorrendo all’applicazione di contratti di lavoro stranieri, ricorso a finte partite IVA …) rappresentano una buona soluzione per le famiglie perché garantiscono la formazione del personale e la sostituibilità in caso di sua assenza.
Ma la limitazione principale è,senza dubbio, lo scarso finanziamento della misura regionale: per la provincia di Bergamo solo 214mila euro, che equivalgono a circa 150-200 bonus, una cifra irrisoria rispetto alle migliaia e migliaia di rapporti di lavoro esistenti (oltre 10mila, secondo l’INPS, escludendo le prestazioni “in nero”). Il fatto, poi, che il bando preveda l’erogazione dei bonus secondo l’ordine di presentazione della domanda rappresenta un’ulteriore criticità che rischia di penalizzare chi deve ancora mettersi in coda per la certificazione ISEE o per i vari SPID e PIN necessari per accedere allo sportello on line della Regione.
Per le dimensioni che ha raggiunto il fenomeno, per la sua rilevanza sociale, per la qualità stessa di questo servizio assistenziale, è necessario che la Regione lo affronti con più serietà e meno propaganda.

Su www.cgil.bergamo.it scheda informativa, requisiti di accesso e documentazione richiesta, servizi CGIL che offrono consulenza e assistenza per la compilazione della domanda e per l’iscrizione al Registro territoriale.

 

AUMENTO DELL’ADDIZIONALE COMUNALE IRPEF, I SINDACATI CONFEDERALI SCRIVONO AL SINDACO DI BERGAMO GIORGIO GORI

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Lo scorso 28 novembre i segretari generali di CGIL, CISL e UIL e delle rispettive federazioni dei pensionati si sono incontrati, su richiesta, con il vicesindaco del Comune di Bergamo Sergio Gandi per un primo confronto sugli indirizzi di bilancio preventivo 2020. Il vicesindaco ha illustrato le linee guida e i principali progetti della programmazione delle attività del Comune. Ha confermato, fornendo articolate motivazioni, la necessità di rimodulare l’addizionale comunale IRPEF portandola dallo 0.6 allo 0.8%.

ACCORDO REGIONE-SINDACATI PER LA SICUREZZA, “A BERGAMO FORZE ANCORA INSUFFICIENTI”. “Alla nostra provincia destinati un tecnico della prevenzione e un medico. Non bastano. Il fabbisogno è di almeno una decina di tempi indeterminati”

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“Ancora una volta Bergamo fa la parte di Cenerentola nella distribuzione delle risorse umane dedicate alla prevenzione e alla sicurezza sul lavoro”: Angelo Chiari, Danilo Mazzola e Saverio Capuzziello di CGIL, CISL e UIL di Bergamo non accolgono con entusiasmo il programma d’azione seguito al Protocollo firmato dalla Giunta Regionale con le confederazioni sindacali lombarde. “Nell’intesa siglata con Regione Lombardia, infatti, alla nostra provincia vengono destinati un tecnico della prevenzione e un medico, su un totale di 46 contratti a tempo indeterminato. È un segnale positivo ma non sufficiente dal momento che il fabbisogno per rendere oggettivamente funzionante il servizio PSAL è di almeno una decina di tempi indeterminati”.

GRUPPO UBI, SOTTOSCRITTI GLI ACCORDI PER LA CESSIONE DI ATTIVITÀ DI UBIS ALLE AZIENDE ACCENTURE SERVICES AND TECHNOLOGY E BCUBE SERVICES: IL GIUDIZIO DELLA FISAC-CGIL

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Dopo una trattativa estremamente lunga e complessa iniziata a luglio, nella serata di ieri, 28 novembre, sono stati raggiunti gli accordi per la cessione di attività di UBIS alle aziende Accenture Services and Technology SRL e BCube Services SRL. L’operazione coinvolge oltre 200 lavoratori sul territorio nazionale (una decina di distaccati a Bergamo.).

“I PAESAGGI INTERIORI” DI ALFREDO COLLEONI, LA NUOVA MOSTRA DI LAVORODOPO. Venerdì 29 novembre, l’inaugurazione in CGIL a Bergamo

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Una grande foglia di alluminio appesa ondeggia mostrando un lato argenteo e l’altro dorato: fa parte di “I paesaggi interiori” di Alfredo Colleoni, la nuova mostra di Lavorodopo che verrà inaugurata venerdì 29 novembre (ore 17.30) negli spazi espositivi della CGIL di Bergamo, in via Garibaldi 3. Ancora una volta, come avviene ormai da molti anni, l’associazione culturale Lavorodopo porta l’arte dentro la sede del sindacato e la propone agli appassionati ma anche a chi arriva nella sede CGIL per cercare tutela e, quasi per caso, vi si imbatte. L’esposizione resterà allestita fino al 13 dicembre.

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