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NOTIZIE

MEDICI DIPENDENTI AIOP NELLA SANITÀ PRIVATA, GIOVEDÌ 28 GENNAIO IN SCIOPERO PER IL CONTRATTO NAZIONALE. L'attesa dura da 15 anni

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Sono passati 15 anni e il rinnovo del loro Contratto nazionale ancora non c’è: sono i medici della sanità privata di strutture che fanno riferimento ad AIOP, Associazione Italiana Ospedalità Privata, in provincia di Bergamo al lavoro in Humanitas Gavazzeni e Castelli, nel Gruppo San Donato, cioè nelle cliniche di Ponte San Pietro e di Zingonia, poi nella Clinica Quarenghi, in Ferb, Nephrocare e Habilita.

CASSA INTEGRAZIONE DICEMBRE 2020. Un anno difficile che richiederà una revisione del sistema degli ammortizzatori. A dicembre 4,3 milioni di ore autorizzate (-47,3% rispetto a novembre)

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Con la pubblicazione dei dati del mese di dicembre, avvenuta oggi da parte dell’INPS, è possibile avere il quadro annuale delle ore di cassa integrazione autorizzate.
Immediatamente si percepisce lo stravolgimento della normale dinamica, dovuto alla straordinarietà dell’evento COVID-19. Dal grafico che riporta l’andamento annuale dal 2010 si può notare come un primo cambiamento significativo sia avvenuto nel 2015, con la modifica della normativa degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, dovuta ai decreti Jobs Acts che hanno determinato una progressiva riduzione del ricorso alla cassa integrazione, diminuzione rafforzata da momentanee riprese economiche che hanno raggiunto il massimo nel 2018, mentre già nel 2019, soprattutto nella parte finale dell’anno, un rallentamento del ciclo economico ha portato il ricorso alla cassa integrazione vicino ai 4 milioni di ore autorizzate.

CASSA INTEGRAZIONE DICEMBRE2020

Il mese di aprile 2020 segna il punto massimo di ricorso alla cassa integrazione, con un picco di oltre 28 milioni di ore. Nei mesi successivi il numero di ore si riduce fino a toccare il punto più basso proprio a dicembre.

CASSA INTEGRAZIONE1 DICEMBRE2020

Ha poco senso, visto le scenario completamente diverso, confrontare i 4,3 milioni di ore di dicembre 2020 con le 92.510 ore di dicembre 2019.
Ha più senso, invece, vedere come il calo di richieste a dicembre rispetto a novembre sia dovuto massicciamente all’industria (-59,2%) e all’edilizia (-14,6%), mentre il commercio si conferma come il settore più drammaticamente colpito dagli effetti della pandemia (dicembre 1.418.219 ore, contro 1.294.294 di novembre; +9,6%). Non a caso è la cassa in deroga (la tipologia di ammortizzatore più utilizzata nel commercio) che cresce anche a dicembre, con 1.481.400 (+12,5% rispetto a novembre) mentre calano la cassa ordinaria (-56,2%, con 2.707.400 ore autorizzate) e la cassa straordinaria (-81,3% rispetto a novembre, con 134.454 ore autorizzate): un andamento diverso da quello nazionale, che vede una variazione congiunturale della cassa ordinaria del +39,7%, della cassa straordinaria del +47,5%, della cassa in deroga del -5,0%, differenze probabilmente dovute ai tempi di lavorazione delle pratiche.
Rispetto ai tempi di pagamento, da notare come finora pare del tutto marginale il ricorso all’istituto della “anticipazione sociale”, cioè alla misura concordata tra Regione Lombardia, INPS, Banche e Organizzazioni Sindacali per un’anticipazione del pagamento da parte delle banche in caso di ritardi. In gran parte dei casi, per la Cassa Ordinaria – cioè per la modalità nettamente prevalente – gli accordi raggiunti dalle Organizzazioni Sindacali prevedono un’anticipazione da parte delle aziende stesse, per la cassa in deroga (che in provincia di Bergamo nel corso del 2020 ha interessato 40.125 pagamenti) dopo le difficoltà iniziali i tempi si sono ridotti, anche grazie ad interventi di sburocratizzazione previsti dalla normativa.
Infine va ricordato come i problemi maggiori restino quelli legati alla gestione dei “fondi di solidarietà” (prevalentemente per il settore artigianale e sociosanitario), con un cronico sottofinanziamento e un allungamento dei tempi di pagamento dovuti all’attesa delle norme di rifinanziamento.
La necessità di una revisione dell’intero sistema degli ammortizzatori sociali, dopo la dura messa alla prova nell’anno 2020, diventa ineludibile, superando le perduranti diversità tra settore e settore e prevedendo un’estensione delle tutele ai settori oggi ancora scoperti (e non a caso in grave sofferenza), nonché una revisione del sistema di finanziamento.

Nel dettaglio l’andamento nei settori produttivi è stato il seguente:

% rispetto a novembre 2020  %
 Legno  -48,3%
 Alimentari  -56,4%
 Metallurgiche  -81,0%
 Meccaniche  -60,3%
 Tessili  -66,5%
 Abbigliamento  -58,7%
 Chimica, gomma, plastica  -56,1%
Carta, stampa, editoria -71,7%
Trasporti, comunicazioni -88,6%
Totale industria -59,2%
Edilizia -14,6%
Commercio +9,6%
Totale provincia -47,3%

PARCHEGGI ALL'OSPEDALE PAPA GIOVANNI XXIII, INCONTRO IN PROVINCIA SU TARIFFE ORARIE CHE LAVORATORI E UTENTI DEVONO PAGARE

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Sulle tariffe orarie che i cittadini ma anche i lavoratori dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo pagano per le soste nel parcheggio, CGIL, CISL e UIL hanno avuto ieri un incontro con il presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli e con la segretaria generale dell’amministrazione provinciale Immacolata Gravallese. La Provincia è, infatti, l’ente a cui spetta di affidare il diritto di gestione del parcheggio tramite gara d'appalto.

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