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VIGILANZA PRIVATA, SCIOPERO NAZIONALE PER IL PERSONALE DI SICUREZZA DEGLI AEROPORTI. ANCHE A ORIO AL SERIO SCATTERÀ LA PROTESTA. Terza mobilitazione per il Contratto nazionale

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Le motivazioni sono sempre le stesse, anche in questa terza mobilitazione: cambio d’appalto, contrattazione di secondo livello, salari bassi sono alcuni tra i nodi su cui si è arenata la trattativa per il rinnovo del Contratto nazionale del comparto della sicurezza, cioè delle guardie giurate della vigilanza privata e degli addetti ai servizi fiduciari (vigilanza non armata, portierato aziendale).

Per domani, venerdì 6 settembre, è stato proclamato uno sciopero nazionale delle guardie giurate degli aeroporti, nell’ambito dell’agitazione che nel resto del settore si è tenuta all’inizio di agosto. Anche nello scalo di Orio al Serio, dunque, molti lavoratori incroceranno le braccia.

I sindacati di categoria FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL E UILTUCS-UIL avevano già svolto altri due scioperi nazionali, a marzo e lo scorso anno.

Ricordiamo che nella provincia di Bergamo sono oltre un migliaio i dipendenti delle società di vigilanza privata e dei servizi fiduciari. Tra questi, oltre 200 lavorano nell’aeroporto orobico.

“Si tratta di una trattativa iniziata più di tre anni fa e che oggi, nonostante le proposte concrete avanzate dalle organizzazioni sindacali, non ha ancora sciolto punti cruciali come quelli degli incrementi salariali, del cambio d'appalto, dell’inquadramento del personale, della salute e sicurezza e della contrattazione di secondo livello” commentano Mauro Rossi per la FILCAMS-CGIL, Eleonora Capelli della FISASCAT-CISL, e Sandro Dalle Fusine per UILTUCS-UIL di Bergamo. “Ripetiamo ancora una volta che non è accettabile che le associazioni datoriali continuino a presentarsi al tavolo con posizioni inammissibili e a totale svantaggio dei lavoratori su diversi temi. Gli incrementi salariali proposti sono a dir poco vergognosi, così come la richiesta di una flessibilità assoluta a favore delle sole imprese risulta irricevibile. Emerge una mancanza di rispetto nei confronti dei migliaia di lavoratori di un settore tanto delicato, quanto complesso, a maggior ragione per un comparto strategico per la sicurezza dei cittadini, dove le politiche di dumping contrattuale, in barba alle norme in materia di appalti, sono all'ordine del giorno".