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VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI DEL 7 OTTOBRE: A BERGAMO UN INCONTRO DEDICATO ALLA PROPOSTA DI UN “MINISTERO DELLA PACE”. Appuntamento venerdì 28 settembre

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Si avvicina il 7 ottobre, data della Marcia della Pace Perugia-Assisi 2018 che quest’anno ha un obiettivo importante: quello di realizzare la più grande marcia degli ultimi tempi. Anche da Bergamo l’iniziativa vedrà la partecipazione di tanti cittadini: sono otto gli autobus che si muoveranno verso Perugia grazie alla collaborazione tra Rete della Pace di Bergamo (già Tavola della Pace) e Coordinamento Provinciale bergamasco degli Enti Locali per la Pace. Ci sono ancora posti liberi per il passaggio in bus: è possibile contattare la CGIL di Bergamo (035.3594119) o la CISL (035.324131). La quota di partecipazione è di 20 euro per gli iscritti ai due sindacati e per gli studenti, e di 30 euro per tutti gli altri.

Intanto, in vista della Marcia e a conclusione di una serie di iniziative propedeutiche locali, venerdì 28 settembre a Bergamo si terrà il convegno “Ministero della Pace. Una scelta di governo” nella sede della Fondazione Serughetti La Porta, in viale Papa Giovanni XXIII 30 (ore 18.00). L’dea di un dicastero della Pace – con la proposta dettagliata per istituirlo - è stata avanzata dall’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII che l’ha presentata al Senato nel dicembre 2017.

L’introduzione dell’incontro di venerdì sarà a cura di Aldo Lazzari della Rete della Pace di Bergamo. Laila Simoncelli dell’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII presenterà la campagna “Ministero della Pace” illustrandone i contenuti e la cronologia. Prenderà, poi, la parola Mao Valpiana del Movimento Nonviolento. Seguirà una tavola rotonda. I lavori verranno moderati da Francesco Chiesa della Rete della Pace di Bergamo.

Nel nostro Paese esistono diversi organi (consulte, comitati, osservatori) che in modi differenti si occupano di attività connesse alla promozione della pace e alla prevenzione della violenza. Manca, però, ‘una cabina di regia istituzionale’ per dar vita a un nuovo sistema nazionale per la promozione della pace.
Il nuovo ministero– nella proposta avanzata dall’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII - potrebbe, in collaborazione con altri dicasteri e gli altri organi istituiti presso amministrazioni statali, individuare azioni coordinate nazionali e finalmente dare il nome ad una politica strutturale per la pace.
Il nuovo ministro, agendo in maniera trasversale ed in collaborazione con gli altri ministeri, secondo la proposta avrebbe competenza su:
1. Promozione di politiche di Pace per la costruzione e la diffusione di una cultura della pace attraverso l’educazione e la ricerca, la promozione dei diritti umani, lo sviluppo e la solidarietà nazionale ed internazionale, il dialogo interculturale, l’integrazione.
2. Disarmo-monitoraggio dell’attuazione degli accordi, dei trattati e delle raccomandazioni internazionali; studi e ricerche per la graduale razionalizzazione e riduzione delle spese per armamenti e la progressiva differenziazione produttiva con la conversione a fini civili delle industrie nel settore della difesa; stimolazione dei processi di ricerca e di riconversione industriale bellica a fini civili attraverso percorsi che vedano la partecipazione della società civile, degli enti locali (Regione, Province e Comuni), dei sindacati, dei dirigenti d’azienda e di esperti.
3. Difesa Civile Non Armata e Nonviolenta, con particolare riguardo ai Corpi Civili di Pace ed il Servizio Civile quali strumenti di intervento nonviolento della società civile nelle situazioni di conflitto e in contesti di violenza strutturale e culturale.
4. Prevenzione e riduzione della violenza sociale e culturale, e promozione di un linguaggio libero dall’odio.
5. Qualificazione delle politiche di istruzione rispetto a nonviolenza, trasformazione positiva e nonviolenta dei conflitti, tutela dei diritti umani e mantenimento della pace.
6. Mediazione sociale, riconciliazione e giustizia riparativa.

Tra gli impegni concreti di immediata attuazione il ministero della Pace dovrebbe adoperarsi in primis per:
• L’Istituzione di un nuovo Sistema Nazionale per la promozione della Pace e per la Coesione Sociale dei cittadini, in collaborazione con altri ministeri, dipartimenti, comitati interministeriali e con gli altri organi collegiali istituiti presso amministrazioni statali, le cui determinazioni incidono sulla costruzione e promozione della “pace positiva’’ ai fini dell’individuazione di azioni coordinate.
• L’adozione di un Piano Nazionale per la Prevenzione della violenza e la promozione della pace sociale.
• La costituzione di commissioni di studio e consulenza e gruppi di lavoro nelle materie oggetto delle aree di delega.
• Provvedere nelle predette aree di funzioni ad intese e concerti di competenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri necessari per le iniziative, anche normative, di altre amministrazioni.
• Promuovere la comunicazione istituzionale in materia di politiche per la pace.
• Curare il coordinamento tra le amministrazioni competenti per l’attuazione dei progetti nazionali e locali, nonché tra gli organismi nazionali operanti nelle materie oggetto della delega.
• Partecipare ai lavori del Consiglio d’Europa e dei suoi organismi, nelle materie oggetto della delega di funzioni.

www.ministerodellapace.org
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Gli organizzatori
La Rete della Pace di Bergamo è lo spazio in cui diverse realtà presenti a Bergamo e provincia si ritrovano per condividere riflessioni e prassi per la costruzione di una società pacifica e nonviolenta. Attualmente è composta da: Auser, CGIL, CISL, Cooperativa Ruah, Donne in Nero, Fondazione Serughetti La Porta, Il Seme, Gherim/Amndala, Mani Amiche, Donne Internazionali, UPF, Acli, Proteo, Arci, Libera, Caritas Diocesana Bergamasca, Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro.
La Rete rimane sempre aperta ad eventuali nuove richieste di ingresso.
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Il Coordinamento Provinciale bergamasco degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani è nato nel 2006 e riunisce i Comuni della provincia di Bergamo che sono attenti ai temi di pace, libertà e uguaglianza. Il Coordinamento provinciale ha l’obiettivo di lavorare per la pace in ambito locale, mantenendo importanti relazioni con la società civile, per la costruzione di una politica fatta di relazioni vive e attente alle dimensioni diverse dalla propria.
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