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TECNOLOGIE E INCLUSIONE: QUALI SCENARI PER IL PAESE?. L'incontro organizzato dalla Filcams CGIL di Bergamo e Lombardia giovedì 11 luglio alle 18, alla Porta del Parco

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"Tecnologie e inclusione: quali scenari per il Paese?" E' questo il titolo dell'iniziativa organizzata dalla Filcams di Bergamo e Lombardia per l'11 luglio, alle 18 alla Porta del Parco (Mozzo). L'incontro, aperto a tutti, vedrà la partecipazione della sociologa Chiara Saraceno e del Prof. Adolfo Scotto Di Lazio (Unibg) che dialogheranno insieme al segretario generale della Filcams Cgil Bergamo, Mario Colleoni. Modererà i lavori Elvira Conca, giornalista de L’eco di Bergamo, e porterà i suoi saluti la segretaria generale Filcams Cgil Lombardia, Antonella Protopapa.
"Nella società attuale - spiega Colleoni - innovazione e progresso tecnologico sono generalmente associati a una trasformazione in positivo della società, a partire dal miglioramento delle prestazioni in ambito economico e sociale. Solo raramente ci chiediamo però che effetti possono avere questi fenomeni, se governati quasi esclusivamente da privati e per fini speculativi. Laddove le scelte pubbliche non definiranno un’adeguata politica di utilizzo del progresso tecnologico per il bene collettivo il rischio sarà che assisteremo ad una crescita dell’esclusione sociale e delle disuguaglianze, con la conseguente crescita del fenomeno della marginalizzazione economica,sociale e culturale. Il primo punto dal quale partire quando riflettiamo sulle problematiche relative all’ esclusione è quello di riconoscerne il carattere mutevole e multidimensionale.
L’Ocse continua il sindacalista stima che in Italia il 14% dei posti di lavoro a bassa competenza potrebbe sparire nei prossimi 15-20 anni a causa dell’automazione e che un altro 32% di occupati cambierà radicalmente il modo di lavorare. Queste proiezioni sottolineano quanto i rischi connessi possano incrementare la disuguaglianza e l’emarginazione, soprattutto in un Paese come il nostro dove il lavoro povero è cresciuto sensibilmente negli ultimi anni.
Le lavoratrici e i lavoratori da noi rappresentati operano spesso in condizioni di precarietà salariale, contrattuale e formativa, in settori dove la tecnologia potrebbe effettivamente sostituire la funzione attuale di molti di loro. In una fase di destrutturazione del welfare e in assenza di politiche economiche, sociali e formative virtuose molti di questi lavoratori rischieranno di uscire dal mercato del lavoro e non avere quella protezione sociale necessaria in una fase di transizione.
Se vogliamo evitare ulteriori fratture sociali conclude Colleoni sarà si di fondamentale importanza dotarsi di una politica industriale seria, di infrastrutture digitali utili ad attrarre investimenti e lavorare per creare buona occupazione, ma nel contempo sarà vitale agire sulla formazione permanente e sul lato delle politiche attive del lavoro, perni strategici, intorno ai quali si definirà il futuro occupazionale di milioni di cittadini e del nostro Paese".