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SMART WORKING NEL GRUPPO UBI, SIGLATO L'ACCORDO. Nella fase sperimentale, già 350 i dipendenti aderenti

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Buone notizie per la conciliazione tra vita privata e professionale dei lavoratori del Gruppo UBI: è stato siglato il 31 agosto un importante accordo sindacale che disciplina alcune misure di conciliazione tra cui lo Smart Working, che, seppure già applicato in azienda in forma sperimentale e regolamentato attraverso "accordi individuali", viene ora disciplinato da un accordo sindacale. Ad oggi sono circa 350 i dipendenti del Gruppo che già vi hanno aderito sperimentalmente. Il 43% di questi fornisce la propria prestazione lavorativa da casa, mentre il 57% dagli spazi aziendali di co-working.

Con l'intesa siglata, fanno sapere unitariamente i sindacalisti di FABI, FIRST-CISL, FISAC-CGIL, UILCA-UIL E UNISIN, lo strumento è stato ampliato, migliorato e disciplinato a maggior tutela dei lavoratori, partendo da quanto prevede la Legge 81/2017 (cioè quella relativa alle misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e volte a favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato).

L’intesa prevede anche percorsi formativi volti a facilitare e sostenere in particolare il rientro dal congedo per maternità per neo-mamme o neo-papà e il rientro in generale da periodi di lunghe assenze; la previsione di definire, entro l’anno, il Fondo delle Giornate Solidali (Banca del tempo) e la nuova modalità di fruizione della formazione a distanza da un luogo diverso dal proprio posto di lavoro (Smart Learning); l’integrazione, con oneri a carico dell’azienda dell’indennità già erogata dall’Inps per congedo parentale (30%) pari al 10% della rispettiva Retribuzione Annua Lorda (misura valida per il 2019 e salvo casi di accordi migliorativi).

Lo Smart Working (SW) è una forma flessibile di lavoro da remoto consistente nella possibilità di eseguire, su base volontaria, la propria prestazione lavorativa presso un’altra sede aziendale (ufficio/locale/filiale) a tale scopo attrezzati (cosiddetti spazi di co-working) oppure presso la propria residenza o altro luogo privato diverso dalla abituale abitazione.

“Con l’azienda condividiamo il fatto che lo Smart Working possa essere utilizzato come strumento per agevolare la gestione delle ricadute sui lavoratori in caso di rilevanti ristrutturazioni” aggiungono i rappresentanti delle varie sigle sindacali.

Di seguito, i punti più significativi dell’accordo:
- la richiesta di attivazione dello SW, individuale e volontaria, deve essere presentata al proprio Responsabile e alle Risorse Umane. L'azienda ne valuterà l'accoglimento tenuto conto della compatibilità della stessa con le esigenze tecnico-organizzative (il mancato accoglimento della domanda verrà comunicato dall'azienda entro 60 giorni in forma scritta e motivato);
- si potranno richiedere fino ad un massimo di 10 giornate mensili (raddoppiando le 5 giornate ad oggi previste per chi era ammesso alla fase sperimentale);
- possono chiedere di accedere alla modalità tutti i dipendenti anche a part-time del Gruppo UBI (Aree Professionali, Quadri Direttivi, Dirigenti), purché con contratto a tempo indeterminato e anzianità di servizio di almeno 3 anni (NB: per i colleghi con anzianità inferiore, in continuità con la fase sperimentale già in corso, sarà comunque possibile inoltrare richiesta entro il numero massimo di 5 giornate mensili, tenuto conto che ciascun lavoratore necessita di un bagaglio di esperienze, di competenze lavorative e di organizzazione da maturare prevalentemente sul luogo di lavoro);
- saranno privilegiate le richieste presentate dai dipendenti con particolari situazioni personali e/o familiari, quali: disabilità, stato di gravidanza, figli sino ai 6 anni, figli con disagi comportamentali, bisogni educativi o disturbi dell'apprendimento, nonché la rilevante distanza fra residenza e luogo di lavoro;
- lo SW, che per legge deve tradursi in un accordo individuale sottoscritto dal lavoratore, può
essere attivato a tempo determinato o indeterminato. Nel secondo caso, in particolare, il recesso può avvenire con un preavviso, da entrambe le parti, di 30 giorni (aumentati a 90 in caso di recesso da parte aziendale nei confronti di lavoratori disabili);
- il buono pasto viene riconosciuto unicamente in caso di SW presso spazi di co-working aziendali;
- per le giornate lavorate in SW sono esclusi trattamenti di missione nonché l'eventuale indennità di mobilità percepita;
- l’azienda incrementerà su tutto il territorio nazionale gli spazi di co-working;
- a tutela dei colleghi l'accordo prevede specifiche norme in tema di formazione, prevenzione e sicurezza sul lavoro, aspetti assicurativi, orari, articolazione della prestazione e della presenza nella sede di assegnazione;
- l'accordo sindacale siglato fra organizzazioni sindacali e UBI ha carattere sperimentale sino al 31.12.2019.

Percorsi formativi dopo lunghe assenze
Viene introdotto nelle aziende del Gruppo un nuovo percorso formativo – volontario e individuale - volto a favorire il rientro in servizio dopo il periodo di congedo per maternità/paternità e in genere da periodi di lunghe assenze: saranno proposti momenti di formazione interattivi che prevedono la presenza fisica in aula alternati alla fruizione di moduli on line. La formazione potrà essere fruita entro 12 mesi dalla sua attivazione da parte del singolo lavoratore interessato a partire sin dall’inizio del congedo.