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SETTORE DELLE COSTRUZIONI, VENERDÌ LO SCIOPERO GENERALE. Circa 30mila lavoratori a Bergamo e in provincia

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Non accadeva dal 1992 di proclamare uno sciopero dell’intero settore delle costruzioni, dall’edilizia alla lavorazione del legno, al mondo dell’arredo fino al cemento, dai lapidei al settore dei laterizi: i lavoratori di questi comparti saranno tutti insieme in piazza a Roma venerdì 15 marzo nel giorno dello sciopero di 8 ore proclamato da FENEAL-UIL, FILLEA-CGIL e FILCA-CISL. Con la mobilitazione chiederanno “lavoro e sviluppo, nella consapevolezza che se non ripartono i cantieri non ripartirà il Paese” e “una politica industriale in grado di rilanciare l’intera filiera”.

Anche da Bergamo, dove per le costruzioni in totale lavorano circa 30mila addetti, partiranno su treni speciali lavoratori e sindacalisti diretti a Roma: oggi, per fornire dati sul settore e per illustrare le motivazioni della protesta si è tenuta una conferenza stampa nella sede della CGIL di via Garibaldi 3 a Bergamo. Erano presenti Giuseppe Mancin di FENEAL-UIL, Simone Alloni di FILCA-CISL e Luciana Fratus di FILLEA-CGIL di Bergamo.

Nell’occasione sono stati forniti dati sul numero dei lavoratori del settore in bergamasca, con le cifre delle Casse Edili e degli altri comparti, ma si sono ripercorse anche le vertenze più significative registrate negli ultimi dieci anni sul territorio orobico: dalla quella che coinvolse la Novem Car Interiors Design spa alla vertenza della Prefabbricati Cividini, da Magnetti Groups e CSP fino ad arrivare ad Italcementi.

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Nel settore dell’edilizia (solo uno di quelli che compongono la filiera delle costruzioni) dal 2008 a oggi il calo degli addetti è stato pari al 51,56%, mentre il numero delle aziende ha registrato un -46,8%. Nel 2018 le ore di lavoro denunciate sono state il 55,5% in meno di quelle denunciate nel 2008 (Fonte: Cassa Edile e Edilcassa).

Di seguito le proposte dei sindacati:

Tavolo di crisi del settore, da istituire a Palazzo Chigi; nuovo piano di investimenti per riavviare le opere; completamento delle opere incompiute; revisione mirata del Codice Appalti; sistemi di qualificazione delle imprese, rafforzamento del Durc con la congruità; qualificazione delle stazioni appaltanti; contrasto al dumping contrattuale; istituzione di un Tavolo interministeriale per il lavoro nel settore dei materiali da costruzione; nuovi incentivi sulla formazione; rafforzamento degli incentivi per ristrutturazioni, anti-sismico, risparmio energetico, bonus mobili; misure per favorire la ricerca tecnologica nei settori cemento, legno, lapideo, laterizio; interventi per incentivare l’utilizzo delle pietre e dei materiali locali; misure per le politiche abitative; messa in sicurezza del territorio, contro i rischi sismici ed idrogeologici; misure per il recupero, le ristrutturazioni, la riqualificazione urbana; messa in sicurezza degli edifici pubblici; fondo nazionale di garanzia creditizia per la competitività delle imprese; interventi sul sistema bancario per sostenere le imprese che operano per la PA (riducendo i tempi lunghi di pagamento).