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RUAH DI BERGAMO: SUI 30 ESUBERI ANNUNCIATI RAGGIUNTA UN’IPOTESI DI ACCORDO FRA LE PARTI. Chiuso lo stato di agitazione. Ma si temono altri tagli

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Arrivano novità, in queste ore, nella delicata vertenza aperta alla cooperativa sociale Ruah di Bergamo che il 13 maggio aveva annunciato l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per 22 dipendenti a tempo indeterminato e la cessazione di  8 a tempo determinato. 
Al termine di un confronto tra sindacati e rappresentanti della cooperativa, ieri sera, è stata raggiunta un’ipotesi di accordo che ora verrà sottoposta ai lavoratori.
Due giorni prima, il 5 giugno, in Prefettura si era tenuto il tentativo di conciliazione presieduto dal viceprefetto dott.ssa Iole Galasso. Nel pomeriggio dello stesso giorno si era svolta un’assemblea dei lavoratori.

“In Prefettura abbiamo chiesto alla cooperativa – ma anche al viceprefetto, visto che il bando per il servizio di accoglienza dei migranti è proprio emanato dall’ufficio territoriale del Governo - quali fossero le prospettive nel lungo periodo” hanno riferito oggi Giuliana Rota di FP-CGIL e Alessandro Locatelli di FISASCAT-CISL di Bergamo che stanno seguendo la vertenza. “Abbiamo anche segnalato che la riduzione del rapporto numerico operatori/migranti potrebbe portare a tensioni. Abbiamo chiesto l’impegno da parte della cooperativa di trovare collocazioni alternative per i dipendenti in esubero all’interno della propria struttura,  o eventualmente in altre cooperative, ma anche il ricorso ad ammortizzatori sociali attraverso l’accesso al Fondo Integrazione Salariale e un’incentivazione alle uscite volontarie” aggiungono i due sindacalisti di FP-CGIL e FISASCAT-CISL.

Nell’incontro di ieri pomeriggio si  è giunti a un’ipotesi di accordo: “Si è riusciti a individuare collocazioni alternative per una parte di personale a rischio, quindi gli esuberi in questa prima fase riguarderanno esclusivamente 9 insegnanti di lingua italiana più il mancato rinnovo di 6 contratti a tempo determinato” spiegano i due sindacalisti. “Per il personale che aderirà volontariamente alla procedura di mobilità e per i contratti a tempo determinato che cesseranno si è concordato un incentivo economico all’esodo. Nell’ipotesi di accordo è stato anche concordato l’utilizzo del Fondo Integrazione Salariale per fronteggiare le eventuali riduzioni di orario di lavoro prospettate”.

Nei giorni scorsi la cooperativa -ma anche gli stessi sindacati- avevano sottolineato come a saltare a seguito dei tagli ministeriali siano i corsi di lingua italiana all’interno dei centri, le attività di sensibilizzazione e coinvolgimento dei diversi territori, minando così l’opera di integrazione.
La contrazione dell’attività è indubbiamente causata da un calo degli arrivi ma anche da una forte riduzione economica della quota giornaliera prevista nel rinnovo del bando di gara della Prefettura di Bergamo per il servizio di accoglienza e per il quale, appunto, Ruah ha presentato formale offerta economica.

Rispetto alla sostanziale modifica del capitolato previsto dal rinnovo del bando di gara pubblicato dalla Prefettura di Bergamo (che obbliga a tagli così ampi da trasformare il tipo di accoglienza proposta) il viceprefetto Iole Galasso mercoledì ha precisato che “nella redazione del bando di gara la Prefettura non agisce con discrezionalità ma applica le direttive ministeriali”.

Certo, resta la preoccupazione per le parole usate da Ruah quando, sempre in Prefettura, ha riferito di temere altri esuberi per il prossimo anno. “È evidente che diminuire i fondi per l’accoglienza, cioè mettere le mani sui famosi 35 euro su cui per anni si è fatta cattiva informazione, dicendo che finivano nelle tasche dei migranti, si tradurrà nel tagliare posti di lavoro di operatori e insegnanti, oltre che nella chiusura di strutture disseminate sul territorio” concludono i due sindacalisti.