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MERCATONE UNO, IL 10 GIUGNO PRESIDIO A MILANO DURANTE L’AUDIZIONE IN REGIONE. Sindacati: “Cassa integrazione subito. Drammatico il silenzio del Governo sugli ammortizzatori sociali”. Chiesto un incontr

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Dopo le iniziative organizzate davanti ai singoli punti vendita (a Verdello, il 30 maggio scorso), ora nella vertenza Mercatone Uno è arrivato il momento di un presidio regionale: si terrà a Milano lunedì 10 giugno, dalle 13.30 alle 16, davanti alla sede del Consiglio Regionale di via Fabio Filzi dove in quelle ore, presso la IV Commissione Attività Produttive, sarà in corso un’audizione.

Dopo la notizia del fallimento, arrivata a fine maggio, e della chiusura improvvisa dei punti vendita in tutto il paese, anche in bergamasca la trentina di lavoratori del negozio di Verdello è stata colta da una grande apprensione. In tutto il paese sono oltre 1.860 i dipendenti nei 55 punti vendita che la Shernon Holding aveva acquisito nove mesi fa dall’Amministrazione Straordinaria della vecchia società specializzata nella vendita di mobili e complementi d’arredo. Poi, lo scorso aprile, la Holding aveva deciso di presentare istanza di ammissione al Concordato Preventivo presso il Tribunale di Milano.

“Grazie Shernon! 1.860 lavoratori a casa e l’hanno saputo via social!” si legge nei volantini che verranno distribuiti durante l’iniziativa di lunedì.

“Lo scorso 27 maggio il ministro dello Sviluppo Economico si era impegnato di fronte ai rappresentanti dei lavoratori al mantenimento dei livelli occupazionali e al riconoscimento della Cassa integrazione straordinaria da subito. Oggi possiamo dire, però, che il silenzio del Governo su questa vertenza è diventato drammatico” denunciano Mauro Rossi della FILCAMS-CGIL e Terry Vavassori di FISASCAT-CISL provinciali. “Serve l’erogazione della Cassa integrazione subito”.

Questa settimana, intanto, i sindacati di categoria di Bergamo hanno inviato una richiesta di incontro urgente alla Presidenza della Provincia: “Abbiamo chiesto di coinvolgere le Amministrazioni Comunali dei territori di residenza dei dipendenti, con la finalità di condividere i problemi di una vertenza drammatica che vede lavoratrici e lavoratori sospesi dall’attività, senza retribuzione, senza ammortizzatori sociali e senza la prospettiva di una ripresa del lavoro”.