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MERCATONE UNO, IN TANTI AL PRESIDIO DI VERDELLO. “Chiediamo che i posti di lavoro siano tutelati con gli ammortizzatori sociali, ma soprattutto che si arrivi a un bando con investitori affidabili"

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In tantissimi sono giunti, oggi pomeriggio, davanti ai cancelli del Mercatone Uno di Verdello, molte più persone dei trenta lavoratori direttamente coinvolti in bergamasca nella chiusura della catena di negozi di arredamento. La solidarietà di colleghi, amici e cittadini si è manifestata con un presidio, tra bandiere, striscioni e slogan contro i licenziamenti: “Rivendichiamo la tutela dei posti di lavoro” hanno detto, tra i lavoratori, Mauro Rossi della FILCAMS-CGIL e Terry Vavassori di FISASCAT-CISL provinciali. “Ancora una volta, sulle spalle dei dipendenti, si gioca una partita che ha visto un'azienda acquisire 55 punti vendita sul territorio nazionale per poi fallire dopo soli 9 mesi, senza chiarezza sulle responsabilità nella gestione. Per i lavoratori si apre, nuovamente, un periodo di profonda incertezza. Per questo chiediamo che i posti di lavoro siano tutelati e che lo si faccia con urgenza, attivando gli ammortizzatori sociali del caso, ma soprattutto che si giunga a un bando che possa veramente prevedere investitori affidabili e sostenibili".

 Al termine del presidio è iniziata un’assemblea, convocata da FILCAMS-CGIL e FISASCAT-CISL di Bergamo.

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Dopo la notizia del fallimento, arrivata nella notte fra venerdì e sabato, e della chiusura improvvisa dei punti vendita di Mercatone Uno in tutto il paese, anche in bergamasca resta altissima l’apprensione. Sono oltre 1.800 i lavoratori nei 55 punti vendita che la Shernon Holding aveva acquisito nove mesi fa dall’Amministrazione Straordinaria della vecchia società specializzata nella vendita di mobili e complementi d’arredo. Ad aprile la Holding aveva deciso di presentare istanza di ammissione al Concordato Preventivo presso il Tribunale di Milano. Ricordiamo che Mercatone Uno si trovava sull'orlo del fallimento già nel 2015.