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EDITORIALE DI CATTANEO SUL SINDACATO. Il segretario generale della CGIL di Bergamo Gianni Peracchi interviene su L'Eco

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Le sollecitazioni di Franco Cattaneo sono sempre interessanti. Nel titolo del suo editoriale si parla di una grande assenza del sindacato (nel quadro politico attuale), anche se l'auspicio finale è che la voce confederale, come sempre è stato, si farà sentire.

Ad onor del vero qualche chiara posizione sul primo provvedimento adottato dall’attuale compagine governativa c'è stata: apprezzabili, ma non sostanziali, i limiti ai tempi determinati, compensati però dai rischi di perdita di posti di lavoro per via della assenza di una fase transitoria
Oppure condivisione del principio di ridurre il precariato, ma denuncia dell’inadeguatezza degli strumenti messi in campo e totale contraddittorietà con l'introduzione di voucher in settori in cui la flessibilità è ampiamente normata da una serie di tipologie contrattuali, a partire dal contratto per le raccolte in agricoltura.
Ora si aspettano gli orientamenti per la prossima finanziaria, ma se l'idea è di rimescolare e demolire gli ottanta euro o il congelamento dell'iva per recuperare coperture economiche per flax tax e reddito di cittadinanza, non ci siamo.
Ovviamente si valuteranno i singoli provvedimenti, ma si starà in una visione e valutazione complessiva della loro portata. Soprattutto per quanto riguarda le politiche fiscali, salariali e redistributive. Fermo restando il giusto riconoscimento delle differenze, far pagare di meno chi ha di più allunga le distanze delle ineguaglianze e non aiuta certo la ripresa.
Non spetta solo a me dirlo, sarà il congresso della mia organizzazione a deciderlo, ma non credo proprio, per arrivare alla questione politica e generale posta da Franco Cattaneo, si possano scambiare due pannicelli caldi per coprire un disegno sociale e politico che alimenta paure, pulsioni xenofobe, conflitto tra generazioni. Tanto meno un disegno basato sulla totale disintermediazione sociale - altro che quelli di prima - ovvero sulla finta democrazia del clic e sulla mortificazione di conoscenze e competenze, governata da una s.r.l e da un "contratto" di governo tra due forze politiche.
Da questo punto di vista, partendo dalla buona esperienza di Bergamo per arrivare a un’auspicata sintonia a livello nazionale, sono convinto che il sindacato confederale unito avrà un ruolo importante e saprà far sentire la sua voce nell’interesse di lavoratori, giovani, pensionati, disoccupati e di una società più coesa nel suo complesso.