Questo sito web utilizza i cookie al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie.

IL XII CONGRESSO PROVINCIALE DEL SUNIA DI BERGAMO: LUISELLA GAGNI CONFERMATA ALLA GUIDA

on .

Le politiche abitative attuate negli ultimi anni, la necessità di affitti che siano sostenibili da parte della popolazione più fragile e la cosiddetta “rigenerazione urbana” (cioè l’azione di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, in particolare nelle periferie): sono alcuni dei temi discussi oggi in occasione del XII Congresso del SUNIA di Bergamo, il Sindacato Inquilini Assegnatari che si occupa della tutela di chi vive in affitto, in abitazione privata o alloggio pubblico.
Il Congresso si è aperto alle 14.00, nella sede di via Garibaldi 3, con la relazione di Luisella Gagni, della segreteria provinciale CGIL e segretaria uscente di SUNIA Bergamo. Sono intervenuti, poi, Gianni Peracchi, segretario generale della CGIL provinciale, e, dopo il dibattito, Daniele Barbieri, che guida il SUNIA nazionale.

 Durante i lavori congressuali Luisella Gagni è stata confermata alla guida del Sindacato di categoria. Con lei, nella nuova segreteria, sono stati eletti all'unanimità Angela Calvi (confermata), Maria Teresa Carlessi (nuova eletta), Luigina Moioli (nuova eletta), Pietro Roberti e Giovanni Quadriglia, entrambi confermati.

SUNIA SEGRETERIA IMG 1776

“Crollano verticalmente gli investimenti nell’edilizia pubblica (negli ultimi 10 anni circa 500milioni di euro in meno) e si riducono i fondi per il sostegno affitto. Malgrado la precarietà e l’impoverimento del lavoro, sul fronte dell’abitare i prezzi del mercato privato restano artificialmente alti, rendendo poco praticabile un progetto di vita per giovani” ha detto all’inizio della sua relazione Luisella Gagni.
“In questo contesto la nuova frontiera della rendita speculativa sembra essere la Rigenerazione Urbana che da più fronti viene considerata una risposta alla necessità di ridurre il consumo di suolo e al recupero di stabili che oggi risultano inutilizzati perché bisognosi di riconversione.
Per far sì che questa frontiera si traduca in risposta positiva alla domanda sempre crescente di case pubbliche si deve prevedere la riqualificazione di quote significative di edilizia pubblica e sociale in affitto nei programmi di rigenerazione.
Il concetto di rigenerazione urbana si traduce anche nel privilegiare il recupero di patrimonio edilizio esistente con efficientamento energetico e riqualificazione anche dei quartieri, investendo in servizi e mobilità. È necessario che le amministrazioni comunali governino questi processi. Servirebbe a questo scopo una ‘legge Urbanistica d’indirizzo nazionale’”.

“Riaffermare il ruolo dell’abitare in termini quantitativi e qualitativi è uno dei modi per contrastare il preoccupante fenomeno, presente nelle città d’arte, della sottrazione del mercato dell’affitto di quote di patrimonio immobiliare destinato al mercato del B&B gestito da piattaforme che facilitano l’incontro tra domanda ed offerta (vedi Città Alta).
Questo fenomeno ha ridotto progressivamente il numero degli abitanti residenti, distruggendo relazioni urbane consolidate ed attività legate alla vita della città per sostituirle con una fabbrica del turismo che risponde molto spesso con lavoro povero a una domanda di servizi legati ai soggiorni temporanei. Giusto mettere a disposizione di tutti un patrimonio culturale che è una delle risorse più importanti del nostro Paese ma è indispensabile anche salvaguardare un tessuto di relazioni e di opportunità diverse da quelle legate all’industria del turismo”.

“Nel frattempo il disagio abitativo è ancora molto esteso nel nostro Paese: perdita della tenuta del reddito delle famiglie, difficoltà dei giovani ad avere un lavoro, canoni d’affitto non sempre sostenibili, mancanza di alloggi pubblici. L’emergenza abitativa si registra soprattutto in provincia: lì gravitano soggetti deboli alla ricerca di canoni di locazioni più sostenibili che però restano senza risposta. Infatti, di fronte alla carenza di alloggi pubblici, il mercato dell’affitto privato resta il naturale sbocco alla necessità di reperire una casa.
La crisi ha segnato un calo dei valori immobiliari di circa il 30% dal 2007 ad oggi. I canoni di affitto hanno segnato invece solo una riduzione variabile del 10% al 20%.
La diminuzione dei canoni d’affitto non ha colmato il divario tra l’aspettativa dell’offerta e la capacità della domanda che ha visto ridursi la propria capacità reddituale indebolita dalla crisi.
Punte di forte emergenza sono gli sfratti, in particolare per morosità incolpevole, passati dalle percentuali irrisorie dei primi anni Ottanta all’attuale 90% delle sentenze emesse.
A Bergamo e provincia nel 2017 le richieste di esecuzione di sfratto sono state 2.491 e i provvedimenti eseguiti sono stati solamente 438 di cui 399 per morosità incolpevole del conduttore. Del resto dei casi non ci è dato sapere, lasciandoci con la preoccupazione in merito al destino che hanno avuto le famiglie interessate”.

5 SUNIA 2 IMG 1757

Luisella Gagni è poi intervenuta parlando del mondo dell’Edilizia Residenziale Pubblica: “Il numero complessivo degli alloggi Aler tra Bergamo e provincia ammonta a 6.105 unità a fronte di una graduatoria del solo Comune di Bergamo di circa 1000 domande all’anno. La realtà bergamasca di ERP vede la presenza di parecchie persone anziane e di queste una buona percentuale sole. Si dovrebbe incominciare a pensare a ‘badanti di quartiere’ e alla figura del cosiddetto ‘maggiordomo’. Si dovrebbe pensare a dotare di servizi i quartieri, con negozi di vicinato per meglio rispondere alle esigenze delle numerose famiglie, si dovrebbe iniziare a prevedere nelle manutenzioni straordinarie dei capitoli di spesa per l’abbattimento delle barriere architettoniche.
Un’ulteriore riflessione riguarda il mix abitativo. I quartieri ERP presenti nella nostra città (Bergamo) e nella nostra provincia sono costituiti da edifici del secolo scorso, strutturati con alloggi di media grandezza che rispondevano alle esigenze di un altro contesto storico. Con la loro dimensione possono accogliere nuclei famigliari numerosi che, ad oggi, sono rappresentati quasi esclusivamente da famiglie di migranti, con il rischio concreto che con il tempo avremo quartieri composti esclusivamente da migranti rischiando di creare ghetti.
Si deve pensare ad edilizia pubblica che preveda all’interno dei caseggiati appartamenti di metrature diversificate per creare un mix di giovani, anziani, famiglie con figli e per raggiungere l’obbiettivo di coesione sociale. Le periferie e i quartieri ERP devono diventare priorità nelle agende politiche delle amministrazioni perché sono i luoghi delle contraddizioni che possono segnare il destino delle città”.

E un accenno è stato fatto anche alle case occupate: “Ogni anno in Italia circa 10/12.000 alloggi vengono occupati, sottraendo ai cittadini che sono in graduatoria una risposta al loro disagio abitativo. È innegabile che le occupazioni esprimono un forte e reale disagio al quale non viene data una soluzione, ma riaffermare la certezza del diritto è indispensabile”.

E in merito alle relazioni con enti locali e con le altre realtà del territorio, Gagni ha aggiunto: “Nel 2016 si è sottoscritto a livello unitario un Protocollo d’intesa con l’Assessorato alla riqualificazione urbana, edilizia pubblica e privata, patrimonio immobiliare del Comune di Bergamo. All’interno del Protocollo si prevede una convenzione con l’Agenzia della casa, promossa dal Comune stesso, che tiene incontri per affrontare i problemi legati agli alloggi pubblici. Con Aler di Bergamo, poi, siamo riusciti ad ottenere un Tavolo di confronto a cadenza bimestrale per affrontare i temi della manutenzione ordinaria e straordinaria, della pianificazione d’investimento triennale, delle gare d’appalto del verde. Nel 2017 si è costituito l’Osservatorio della Legalità che abbraccia Aler di Bergamo, Lecco e Sondrio. Sempre lo corso anno abbiamo iniziato a rinnovare gli Accordi Territoriali riferiti ai canoni concordati. Il primo è stato sottoscritto a luglio con il Comune capoluogo e a seguire con altri 63 Comuni tra cui 3 comuni ATA. Dobbiamo proseguire, sapendo che la nostra Provincia è composta da 242 Comuni. È iniziata, intanto, anche l’interlocuzione con alcuni Responsabili dei Piani di Zona (soggetti a cui tutta la materia delle case pubbliche è stata assegnata dalla legge 16/2016)”.

Ricordiamo che il SUNIA, nell’ambito dell’edilizia privata si occupa, ad esempio, di controllo dei contratti di locazione, delle spese condominiali, del calcolo per l’aggiornamento ISTAT, della tassa di registro, del canone concordato, fornisce assistenza nelle controversie tra locatore e conduttore e dà consulenza legale.
Nell’ambito dell’edilizia pubblica si occupa di compilazione delle domande per l’assegnazione di alloggi e offre consulenza per la richiesta di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, per il controllo e la contestazione delle spese condominiali e nei ricorsi per l’attribuzione dei punteggi.