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Il “Decreto sicurezza” e le implicazioni per la salute: Le organizzazioni medico-umanitarie si rivolgono al Parlamento. CORREGGERE IL “DECRETO SICUREZZA” PER GARANTIRE IL DIRITTO ALLA SALUTE

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Le principali organizzazioni medico umanitarie italiane impegnate sui temi delle migrazioni e dell’asilo si sono rivolte al Parlamento per denunciare le serie implicazioni per il diritto alla salute che comportano le norme contenute nel “Decreto sicurezza”:

  • L’abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari comporterà un maggiore tasso di irregolarità e una conseguente maggiore vulnerabilità in termini di salute. Del resto, abbiamo visto anche a Bergamo come l’alto tasso di dinieghi alle richieste di asilo (uno dei più alti d’Italia) abbia scaricato sul Comune le conseguenze sociali e assistenziali per il forte aumento di persone senza fissa dimora non più assistite nei centri di accoglienza e ora senza altra alternativa che dormire all’aperto e in ripari di fortuna, con le prevedibili conseguenze in termini di salute.
  • La drastica riduzione del sistema di accoglienza SPRAR comporterà il prolungamento della permanenza nei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) che in gran parte d’Italia non prevedono né percorsi di formazione e integrazione, né misure adeguate alle specifiche vulnerabilità di persone affette da disabilità, donne incinte, genitori soli con figli minori, persone con postumi da traumi, torture, violenze (ma non è, finora, il caso di Bergamo; lo sarà con il preannunciato imminente dimezzamento della quota giornaliera dei 35 euro, dimezzamento che non consentirà più ai CAS bergamaschi di assicurare tutte queste attività e servizi).
  • La mancata iscrizione all’anagrafe dei residenti costituirà di fatto un ostacolo per l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale.
  • L’inclusione dei presidi sanitari nel cosiddetto “DASPO Urbano” sarà un ulteriore ostacolo per l’accesso alle cure, violando il codice di deontologia medica, come ha già denunciato anche l’Ordine dei Medici

La lettera è stata sottoscritta da: Centro Astalli, Emergency, INTERSOS, Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, Medici contro la Tortura, Médecins du Monde, Medici per i Diritti Umani, Medici Senza Frontiere.