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FAKE NEWS, MANIPOLARE IL CONSENSO E NUTRIRE LE PAURE: LA CGIL DI BERGAMO LANCIA UNA CAMPAGNA PER SMASCHERARLE

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Sviluppare il senso critico nella lettura delle informazioni: sarà questo il principale obiettivo di una nuova campagna di sensibilizzazione della CGIL di Bergamo per il 2019. Lo anticipa, oggi, Gianni Peracchi, segretario generale provinciale.

“Più precisamente vorremmo provare a fornire nei modi e nei tempi più adeguati una serie di consigli pratici e di indicazioni concrete per decodificare alcune informazioni artatamente false e tendenziose, inserite soprattutto nei circuiti dei social. Sono le cosiddette fake news che oggi pesano in maniera significativa nella creazione e nell’orientamento del consenso, facendo prevalentemente leva sulle paure delle persone e sulla creazione di sentimenti di avversità nei confronti di chi è diverso sia in termini di genere che di età che di colore della pelle.

Il Censis ha definito nella sua recentissima ricerca sulle condizioni dei cittadini italiani il nostro come un Paese caratterizzato da una grande sfiducia e dal ritorno di una sorta di cattivismo, non sempre giustificato da condizioni socioeconomiche reali, per quanto queste abbiano risentito profondamente degli effetti della crisi degli anni precedenti.
La platea alla quale vorremmo rivolgerci è quella dei lavoratori, dei pensionati e dei giovani o giovanissimi. Lo faremo con assemblee esplicative, momenti di formazione di gruppi ristretti, attraverso i nostri tradizionali mezzi di comunicazione e attraverso quelli più innovativi.
Soprattutto, attraverso tutti i circuiti possibili e immaginabili della nostra organizzazione che, pur necessitando di profondi cambiamenti, mantiene una struttura e una capillarità capace di interagire e rappresentare larghe fasce della popolazione.
È un tema che viene da lontano, che una volta si caratterizzava soprattutto nelle truffe nei confronti degli anziani e nei raggiri. Oggi crediamo faccia parte di una strategia più larga e organizzata per costruire e, ribadiamo, organizzare il consenso politico verso chi fa della individuazione di un nemico da combattere, della paura, dell’appiattimento delle competenze e dell’abbassamento della conoscenza le proprie armi vincenti.
Le tecniche di orientamento dell’opinione pubblica hanno attraversato tutte le epoche e in parte sono state anche trasversali sul piano politico, ma oggi con la diffusione anche tra gli anziani dell’utilizzo dei social hanno acquisito una velocità e un livello di elaborazione e personalizzazione dei profili individuali formidabili. Se a questo si aggiunge che una notizia negativa, ancorché infondata, viaggia molto più velocemente di una notizia buona o, in ogni caso, corretta, capite bene che ci troviamo di fronte a una novità da non sottovalutare. Dare un contributo per poter aumentare la consapevolezza delle persone di fronte a notizie distorte ci pare un progetto utile e da perseguire con grande determinazione”.