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DI BANDIERE, DI SINDACATO IERI E OGGI E DEL FASCINO IMMUTATO DALL’INIZIO DEL ‘900

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In tempo di campionati mondiali di calcio tornano a sventolare, coloratissime, le bandiere delle nazioni partecipanti.

Le bandiere degli Stati, di alcuni Stati, che simbolicamente rappresentano un concetto e una nozione sociale e territoriale importante e ancora oggi valida, quella di nazione.
Anche se in un contesto di internazionalizzazione ad altre bandiere, di aggregazioni più ampie, andrebbe dato nuovo colore e nuovo vigore, come quella blu a stelle dell’Europa.

Le bandiere rappresentano spesso un’identità, un tratto distintivo ed è bello che sventolino insieme, magari con qualche elemento di pacifica concorrenza e un sano spirito agonistico, ma sempre insieme.
E in tutti i campi, dallo sport al mondo delle associazioni.
Sono una macchia viva di colore le bandiere del sindacato confederale sventolate ad ogni manifestazione.

bandieraCGIL

L’ho presa da lontano, parlando di bandiere, perché pur non essendo io un fanatico del tema sono rimasto colpito e affascinato da un cimelio che oggi è custodito, grazie ad Eugenia Valtulina e a Dino Annovazzi, in un ufficio al secondo piano di Via Garibaldi 3, la sede della #CGIL di #Bergamo.

Ben riposta nella sua cassetta di legno, restaurata, una tela di due metri per due conserva il suo carico di storia di quasi 120 anni.
Incute soggezione a chi in quell’ufficio lavora. Promana un richiamo alla responsabilità non certo lieve, che non può essere descritto con la sola parola.

Guardare quell’antica bandiera fa riflettere sul perimetro del sindacato, sull’equilibrio tra locale e globale, sul senso di appartenenza e sullo spirito mutualistico di fratellanza e solidarietà.
Tutte dimensioni oggi, più che mai, da far rivivere.

di G.P.