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SCUOLE SUPERIORI CHIUSE IN LOMBARDIA, FLC-CGIL DI BERGAMO: “Si costringono gli istituti, ogni volta, a fare e disfare un assetto organizzativo che richiede molto lavoro"

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La situazione è ancora troppo a rischio per consentire un sereno rientro in classe degli studenti delle scuole superiori: così Regione Lombardia ha assunto l'orientamento di proseguire le lezioni per le scuole secondarie di secondo grado con la didattica a distanza al 100% e di posticipare il ritorno in aula al 25 gennaio prossimo, e non più a lunedì 11 come aveva disposto il Governo.

Sulla questione interviene oggi Elena Bernardini, segretaria generale della FLC-CGIL di Bergamo, il sindacato che tutela i lavoratori di scuola, ricerca e università.

“Si assiste ormai ad una specie di lotteria delle date, a cui tanti soggetti istituzionali e tanti opinionisti partecipano, rilanciando di continuo. Si mettono in campo diverse variabili - percentuale di studenti in presenza, orari di ingresso e uscita, date - ciascuna delle quali costringe ogni volta le scuole a fare e disfare, come una Penelope inquieta, un assetto organizzativo che richiede molto lavoro e che ad ogni piccola variazione va completamente rivisto.

Si dispone il ricorso alla didattica a distanza facendo credere (e illudendosi) che sia una soluzione. Si dà per scontato quello che non è affatto certo: che sia una metodologia equivalente, che non comporti conseguenze pesanti sulla dispersione scolastica, sull'inclusione e sulla vita di relazione di tanti adolescenti.

L'obiettivo da perseguire indubbiamente è e resta ‘tutti a scuola in sicurezza’. Per ottenerlo ciascuno deve fare la propria parte: si è capito che si deve agire su quello che succede prima dell'ingresso a scuola e dopo l'uscita. Serve il controllo sugli assembramenti all'esterno e lungo i percorsi.

Da parte loro le scuole sono pronte a ricevere gli studenti; hanno uno specifico protocollo da applicare. Hanno anche organizzato l'orario su due turni in ingresso e quattro in uscita, come disposto dal tavolo presso la Prefettura. È stato previsto un rientro graduale, a partire dal 50% degli studenti. Sono anche state incrementate le corse dei pullman, coinvolgendo le ditte private, come chiedevamo da mesi.

Ora da cosa dipendono i rinvii, su cui Stato e Regioni si rincorrono? Queste decisioni ci dicono ‘tutti a casa’ finché non c'è sicurezza. Bene la cautela, ma quali azioni si mettono in campo, cosa si predispone nel frattempo?”.