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BIANCHI INDUSTRY DI ZINGONIA, IL 14 MAGGIO RAGGIUNTA UN’INTESA PER IL RINNOVO DELL’INTEGRATIVO. Soddisfazione della FIOM-CGIL provinciale

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Per i circa 200 lavoratori della Bianchi Industry di Zingonia oggi pomeriggio è stato raggiunto un accordo per il rinnovo del Contratto integrativo aziendale. Si tratta di una bozza d’intesa, visto che dovrà essere sottoposta alle assemblee dei lavoratori e votata in un referendum.

Nell’azienda metalmeccanica, specializzata nella produzione di distributori automatici per bevande e snack, la trattativa era stata avviata a inizio anno.

“Esprimo soddisfazione per il risultato che abbiamo raggiunto, sia per la parte normativa, con miglioramenti rispetto a quanto previsto dal Contratto nazionale e dalle normative di legge, sia per la parte economica” ha commentato poco fa Claudio Ravasio della segreteria della FIOM-CGIL di Bergamo. “L’accordo prevede un aumento di 200 euro del Premio di Risultato nominale, che passerà da 650 euro a 850 euro da subito, con l’eventuale possibilità (volontaria) del lavoratore di convertire tutto o parte del Premio in forme di welfare”.

Per la parte normativa si prevedono (o confermano se già previste nel vecchio accordo):

- la limitazione sulle ore di flessibilità rispetto al CCNL

- una riduzione di orario a 39 ore settimanali (al venerdì si esce un'ora prima)

- l’ incremento del 2% dei part-time

- la maggiorazione del lavoro notturno dalle ore 18 alle ore 22 al 25% (+ 5% rispetto al CCNL)

- permessi per la nascita di figlio: 2 giorni in più oltre ai 5 previsti dalla Legge

- permessi per lutto per ogni evento nell'anno, estesi anche agli affini di secondo grado

- ferie/PAR solidali con eventuale contributo aziendale

- l’istituzione di una Commissione per il Fondo di Solidarietà rivolto ai lavoratori in difficoltà economica

- il passaggio dal 2° al 3° livello dopo 24 mesi (CCNL prevede 36 mesi)

- 8 ore di formazione aggiuntive alle 24 ore già previste dal CCNL

- una percentuale massima di lavoratori a termine e in somministrazione limitata al 15% (la Legge prevede fino al 30 % con i lavoratori in somministrazione)

- l’impianto di raffrescamento per i reparti produttivi, dunque un miglioramento del microclima per gli operai.