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IL MESTIERE DI CAMIONISTA E I GIOVANI “PIGRI”, FILT-CGIL DI BERGAMO RISPONDE A FAI: “CONDIZIONI INSOSTENIBILI, ALTRO CHE POCA VOGLIA DI LAVORARE”. Tavolo di trattative rotto a livello nazionale: sciopero il 30 e 31 ottobre

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Voglia di lavorare che manca? Proprio non ci sta, Marco Sala, segretario generale della FILT-CGIL di Bergamo, a sentire parlare di pigrizia dei giovani che eviterebbero di scegliere il mestiere del camionista per svogliatezza, come dice Doriano Bendotti, segretario Federazione autotrasportatori di Bergamo, sulla stampa locale di oggi.

“Le condizioni di lavoro in questo settore sono diventate insostenibili, il Contratto nazionale di riferimento prevede la possibilità di lavorare fino a 47 ore a settimana (estensibile fino a 58 ore o a 61, eccezionalmente) e la normativa europea prevede un’attività di guida fino a 9 ore al giorno, estensibili a 10 ore per due volte a settimana (Regolamento CE 561 del 2006)” spiega Marco Sala. “Il punto è che a fronte di un orario di lavoro già impegnativo, le aziende virtuose, quelle di grandi dimensioni, che rispettano le regole in Italia si contano sulle dita di una mano”.

Fuori dalle regole ci sarebbe una miriade di piccole e piccolissime aziende, a volte a conduzione famigliare, che premono affinché si faccia presto, si vada veloci, senza andare tanto per il sottile in fatto di orari: “C’è un abuso del lavoro nero, ci sono manipolazioni frequenti del cronotachigrafo, che serve al calcolo delle ore di guida effettiva, c’è chi utilizza automezzi senza cuccetta per l’autista, malgrado la normativa lo preveda, così tocca dormire sui sedili. Ci sono mezzi con aria condizionata rotta, mai sistemata, malgrado anche questo sia un obbligo di legge. La paga, poi, non è più quella di una volta, e quasi sempre gli autisti devono sostenere anche i costi di dispendiosi corsi per patentini di trasporto di merce speciale. Come se questo non bastasse, in deroga a qualsiasi normativa e contratto, le aziende piccole chiedono anche che gli autisti facciano i facchini, cioè si occupino di carico e scarico della merce. Sulla stampa locale si fa anche riferimento al calo del numero di lavoratori rumeni nel settore: nemmeno loro si sono impigriti, quello che accade è invece altro! Molte aziende italiane hanno cominciato ad assumere autisti rumeni mediante agenzie interinali rumene, dunque pagandoli con stipendi rumeni, sensibilmente più bassi. Come sindacato stiamo cercando di combattere anche questo fenomeno. Dunque, fatta la lista delle difficili condizioni di lavoro, come la mettiamo? È abbastanza chiaro che qui non è questione di poca voglia di lavorare?”.

Ora, anche per i dipendenti delle aziende che rispettano il Contratto nazionale, si profilano tempi difficili: “Proprio il capitolo delle tutele del settore dell’autotrasporto ha contribuito (insieme ad altri nodi irrisolti) a rompere le trattative del tavolo nazionale: per questo come FILT-CGIL il 30 e 31 ottobre abbiamo proclamato unitariamente anche con FIT-CISL e UIL-Trasporti uno sciopero nazionale di 48 ore” aggiunge Sala.

Le segreterie nazionali di FILT-CGIL, FIT-CISL e UIL-Trasporti, infatti, hanno dichiarato uno sciopero generale del settore per garantire l’unicità del CCNL di settore, scaduto ormai da 22 mesi, e sostenerne un rapido e necessario rinnovo e contro le richieste delle controparti datoriali di:
-realizzare un peggioramento complessivo delle tutele e dei diritti dei lavoratori;
-abbassare il valore delle attuali indennità a partire da quella di trasferta per la quale le associazioni dell’autotrasporto hanno richiesto un sostanziale dimezzamento;
-precarizzare e rendere variabili istituti contrattuali ora certi come la quattordicesima mensilità, gli scatti di anzianità, il ROL, le ex-festività nonché di 2 giorni di ferie.

Lo sciopero generale del 30 e 31 ottobre si terrà dalle 00.00 del 30 alle ore 24.00 del 31. Per le imprese che svolgono servizi essenziali, soggetti alla regolamentazione della legge 146/90, lo sciopero sarà di 24 ore, dalle ore 00.00 alle ore 24.00 del 27 ottobre 2017.