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Uniacque: una delusione

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Federconsumatori – Adiconsum – Adoc sono state tra le prime associazioni a condividere l'idea di istituire sul territorio provinciale di Bergamo il cosiddetto "Gestore Unico" del servizio idrico integrato. L'obiettivo era quello di assicurare a tutti gli Utenti le stesse condizioni sia di qualità dell'acqua, sia di costi, nel rispetto delle normative europee in tema di depurazione delle acque. La garanzia doveva essere data dalla gestione pubblica del servizio. Ad oggi non è così per responsabilità politiche.
Uniacque, che ci mette del proprio per essere invisa ai Cittadini/Utenti, anche se volesse non potrebbe conseguire l'obiettivo di dare a ogni bergamasco il medesimo servizio allo stesso costo. Di fatto non è il Gestore Unico del Servizio Idrico Integrato sul territorio.
Oltre ad un numero irrilevante di piccoli comuni che non sono confluiti in Uniacque (che avrebbe dovuto garantire il "Servizio Idrico Integrato"), c'è il "caso" dell'amministrazione Provinciale che continua a sedere contemporaneamente nei Consigli di Amministrazione di Uniacque, Hidrogest e Cogeide.
Non sembra imbarazzare i nostri amministratori il fatto che Hidrogest e Cogeide siano in conflitto con la decisione assunta dalla medesima Istituzione (Provincia di Bergamo) di individuare un unico Gestore per tutto il territorio.
Nel frattempo Uniacque, attraverso la recente acquisizione di BAS, è diventata il maggiore gestore operante in Provincia di Bergamo. Il problema è che non risponde alle aspettative di chi pensava che il Gestore Pubblico, in quanto rappresentante degli interessi dei Cittadini, si sarebbe comportato nei confronti dei suoi primi datori di lavoro con maggiore attenzione di quanto alcuni Gestori privati non facessero.
Nel tempo abbiamo dovuto constatare un incomprensibile atteggiamento del Gestore nei confronti degli Utenti che, di volta in volta hanno subito: unilaterale modifica delle condizioni contrattuali; aumenti delle tariffe applicati senza la dovuta spiegazione preventiva; addebiti per guasti causati dal gelo ai vecchi contatori; assenza della carta dei servizi condivisa; mancanza della possibilità di dirimere i contenziosi tramite l'istituzione di un tavolo di conciliazione paritetica (che BAS SII aveva sottoscritto); contrarietà nel riconoscimento di perdite occulte; ecc...
Da questo primo esame una riflessione è d'obbligo: gli Utenti erano trattati con maggior rispetto da BAS SII che da Uniacque; tant'è vero che le Amministrazioni comunali dove il servizio idrico è erogato da Hidrogest (capitale interamente pubblico) e da Cogeide (capitale misto pubblico-privato), visto come si comporta Uniacque, non mostrano particolare interesse a "passare" al Gestore Unico.
Il problema è che senza una strategia unitaria del Servizio Idrico Integrato, con relative opportunità di reperire i finanziamenti necessari, gli obiettivi di cui si è scritto all'inizio "assicurare a tutti gli Utenti le stesse condizioni sia di qualità dell'acqua, sia di costi, nel rispetto delle normative europee in tema di depurazione delle acque" saranno difficilmente conseguiti. In questa situazione il rischio di subire pesanti multe dalla Comunità Europea per inadempienze nel sistema di depurazione delle acque è reale.
Per quanto descritto le associazioni di tutela dei Consumatori rinnovano, a tutti coloro che avessero a cuore la questione (amministratori comunali per primi), l'invito ad attivarsi per fare rispettare quello che per decisione unanime dell'Autorità d'Ambito di Bergamo, fu deciso l'01.08.2006 "l' AATO ha sottoscritto con Uniacque il Contratto di Servizio, che è divenuto l'unico contratto di riferimento e regolamentazione della gestione del s.i.i. operata dal Gestore unico, nell'Ambito Territoriale Ottimale della Provincia di Bergamo (AATO)".