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UBI,LA BORSA E L’INCHIESTA| Se la legge non necessariamente deve essere uguale per tutti

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La lettura dell’articolo “UBI, la borsa e l’inchiesta”, di venerdì 7 c.m. a firma Tancredi Bianchi, pubblicato su Corriere Bergamo, suscita alcune considerazioni non proprio positive. Specialmente in Federconsumatori che sta seguendo le vicende, a volte drammatiche, di chi ha visti bruciati i propri risparmi dalle banche venete, dove non si è “destabilizzato” a tempo debito il sistema. Mentre un’attenta vigilanza preventiva, magari anche seguita da denunce e rinvii a giudizio avrebbe potuto limitare i danni.
A lasciare perplessi è la considerazione finale quando si raffigurano due scenari che soltanto a parlarne potrebbero causare irrimediabili danni a carico degli indagati e della stessa banca. Sia se gli indagati per ostacolo alla vigilanza e illecita formazione di maggioranza assembleare siano rinviati a giudizio, sia se la questione rimanesse irrisolta sino alla prossima assemblea di rinnovo degli organi statutari.
Unica alternativa sembrerebbe quella che il GUP chiarisse meglio, e velocemente, la situazione per evitare di costringere UBI a navigare in una stagione di incertezza. Il tutto senza tenere conto della quantità di documenti da leggere, studiare e valutare.
In pratica si ha la sensazione netta che si stia invitando il giudice a, preferibilmente, decidere per un non luogo a procedere. Sempre per non turbare i mercati.
Non ci sarebbe nulla da ridire sulla prima parte (velocizzare) se tale attenzione ai tempi della giustizia venisse brandita ogni volta che un comune cittadino si trova a dovere rispondere alla legge dei suoi comportamenti; ma anche quando da vittima è in attesa di giudizio.
Ma non funziona in questo modo. Solitamente coloro i quali possono contare su consistenti risorse economiche, oppure sono tra i potenti di turno, sono ben felici della lentezza dei tribunali che consente loro di cavarsela sempre senza pagare il dovuto.
Nel caso UBI non crediamo sia il successo dell’aumento di capitale e nemmeno le ottime quotazioni conquistate negli ultimi tempi a giustificare l’auspicio di una sostanziale immunità per gli indagati, a prescindere dai risultati delle indagini sinora svolte.
A parere di Federconsumatori Bergamo il GUP deve essere libero da pressioni, anche se provenienti da autorevoli fonti in campo finanziario.