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PREVISTI 13.500 CONTROLLI CALDAIE| I “furbi” continueranno ad essere impuniti. L’aria ad essere inquinata. Gli impianti a rischio. Si continueranno a spendere malamente le poche risorse a disposizione

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Federconsumatori non mette in discussione la necessità e l'utilità di controllare gli impianti termici: Federconsumatori denuncia il metodo discriminatorio utilizzato da Provincia e Comune capoluogo nella scelta delle caldaie da controllare.
Per noi, quando si hanno poche risorse a disposizione (i controlli costano) si dovrebbe procedere tenendo conto delle priorità esistenti.
Da anni stiamo discutendo con i tecnici provinciali e comunali ai quali contestiamo, a quanto pare inutilmente, come i doverosi controlli degli impianti termici vengono applicati, ossia così: "Il meccanismo di estrazione degli impianti selezionati, che si basa sui dati del Catasto Unico Regionale degli Impianti Termici (C.U.R.I.T.) e conta circa 400.000 impianti per la provincia bergamasca, non è casuale ma privilegia gli impianti per cui risulta qualche irregolarità nella manutenzione o nella sicurezza dell'impianto."
Iniquo, poco utile alla lotta contro l'inquinamento e per la sicurezza, insistere nel fare ulteriori verifiche sulle caldaie già controllate, revisionate e registrate al Catasto Unico Regionale degli Impianti Termici a cura e responsabilità di tecnici abilitati e patentati. Tecnici pagati profumatamente dai Cittadini che rispettano le normative in tema di risparmio energetico e tutela ambientale. È un poco come "scopare sul pulito".
Troppo facile comportarsi in questo modo invece che andare a scovare gli impianti irregolari; magari incrociando i dati catastali e/o le forniture di gas metano.
Da parte nostra si insiste nel sostenere che per primi dovrebbero essere sottoposti a verifica quegli impianti che non risultano censiti presso il CURIT perché mai sottoposti a revisione obbligatoria. Uguale attenzione andrebbe posta nel controllare se le prescrizioni per sanare eventuali irregolarità evidenziate nel corso di precedente verifica sono state eseguite. Soltanto dopo che si sono fatte questi controlli, se avanzano risorse, avrebbe senso procedere con l'estrazione a campione tra gli impianti che da documentazione depositata presso il CURIT risultano in regola con le normative vigenti.