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PARCHEGGIO AL GIOVANNI XXIII: CAOS OLTRE LE TARIFFE. La Direzione dell’ospedale non si attiva per agevolare l’utilizzo dei propri servizi a chi necessita di cure

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PARCHEGGIO OSPEDALE

Federconsumatori denuncia la condizione ormai al limite del collasso che quotidianamente si verifica al mattino presso gli accessi ai parcheggi dell'ospedale Giovanni XXIII.
Come risaputo le associazioni di tutela dei consumatori dal giorno successivo all'apertura dell'ospedale si stanno attivando per trovare una soluzione al problema del "caro parcheggio" (es. raccolta firme, incontri con Provincia, Comune, Direzione ospedale, amministratore BHP, tentativi di conciliazione in Camera di Commercio, ecc...). Al momento senza risultati tangibili.
C'è però un altro aspetto, legato alla sosta, che non va sottovalutato: ogni mattina all'inizio dell'attività ospedaliera rivolta agli "esterni" (visite, esami, terapie, ecc...), per parcheggiare si entra nel CAOS.
La questione è la seguente: se si arriva all'ospedale appena dopo le otto bisogna mettersi in fila alle sbarre poste all'ingresso dei tre spazi adibiti a parcheggio e attendere che i primi visitatori del nosocomio escano e liberino il posto a chi sta arrivando.
Questa situazione comporta disagi evidenti: via Martin Luter King si ingolfa di traffico, molti praticano il parcheggio selvaggio in dispregio dei divieti esistenti e chi si comporta civilmente perde molto tempo alla ricerca di un posto libero nei tre parcheggi.
Quale può essere una soluzione? Tre mesi fa, in occasione dell'incontro collettivo dedicato alle rimostranze contro l'eccessivo costo delle tariffe, il Direttore amministrativo del Papa Giovanni XXIII dichiarò che l'Azienda ospedaliera stava studiando il modo per aumentare il tempo a disposizione per esami diagnostici, terapie ambulatoriali, visite specialistiche e tutto quanto ad oggi è concentrato in poche ore della giornata.
Lo scopo dichiarato era quello di consentire un maggior utilizzo del parcheggio, aumentare i ricavi e trovare quindi le risorse per modifiche tariffarie volte a soddisfare le esigenze dei Cittadini.
Noi, al di là dei problemi tariffari, tenuto conto che per la Gente avere una maggiore possibilità di scelta del tempo da dedicare alla propria salute è sicuramente un miglioramento della condizione attuale, ci dichiarammo favorevoli al progetto.
Purtroppo, passati ormai tre mesi dall'annuncio di buone intenzioni non se ne è saputo più nulla. Vorremmo ricordare ai distratti che con gli annunci, e le promesse, non si risolvono i problemi. Al massimo si "tengono buoni" i contestatori per un po' di tempo.
Infine, ancora una volta, auspichiamo che la buona politica batta un colpo.