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Nuovo ospedale Papa Giovanni XXIII: cominciamo male

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Federconsumatori Adiconsum e Adoc denunciano le condizioni di notevole disagio in cui si trovano i cittadini che hanno la necessità di accedere ai servizi erogati dalla nuova struttura ospedaliera "Giovanni XXIII" in Bergamo.
Il primo ostacolo che si incontra è costituito dalla insufficiente segnaletica stradale; in particolare per la parte che interessa l'accesso al pronto soccorso per coloro che provengono da via Martir Luter King. Alla prima rotonda, superato il passaggio a livello, dove c'è l'indicazione "ospedale", che indica a destra la strada da seguire per l'accesso pedonale, manca quella riguardante il pronto soccorso.
In via Martin Luter King chi intende recarsi all'ospedale a piedi si trova a percorrere un tratto di strada privo di marciapiede, quindi, per i pedoni, c'è il rischio di essere travolti dalle auto in transito.
Una volta raggiunto l'ingresso, tra biciclette e moto parcheggiate disordinatamente in ogni posto (più segni di preoccupante "provvisorietà" nell'arredo), presso l'URP si possono avere informazioni e una mappa con evidenziate le "Torri" e relativa legenda indicante la posizione dei diversi ambulatori, reparti, servizi, ecc...
La "mappa" con legenda, inspiegabilmente, non contiene alcuna indicazione di dove si trova e come si può raggiungere il pronto soccorso.
Presso la struttura dove è inserito il pronto soccorso non è previsto un numero congruo di parcheggi riservati a coloro i quali accompagnano le persone bisognose di assistenza. Questo costringe a ripercorrere l'area riservata alle urgenze, uscire di nuovo dall'ospedale per raggiungere i parcheggi a pagamento e da lì rientrare per ricongiungersi a coloro che si sono affidati temporaneamente agli addetti all'emergenza.
In sostanza si costringe la gente a una tortura da affrontare nei momenti in cui la prima preoccupazione è rivolta a chi sta male.
A parere di chi scrive dovrebbero essere individuati ulteriori posti auto, nelle immediate adiacenze del pronto soccorso, da mettere a disposizione esclusiva e gratuita di coloro che accompagnano le persone bisognose di pronto intervento.
Veniamo ora al tema rovente dei "parcheggi a pagamento".
Le Associazioni bergamasche di Tutela dei Consumatori ritengono ingiusto che chi si deve recare all'ospedale per una cura temporanea o per visite (tenuto conto che a volte si rende necessario fermarsi anche più ore per cure ed esami, o per assistere malati) sia costretto a pagare una cifra che può rivelarsi eccessiva per parcheggiare l'automobile.
Ancora più ingiusto quando manca la possibile alternativa sia per penuria di trasporti pubblici adeguati sia per assenza di parcheggi a sosta libera nelle vicinanze; oltre alla mancanza di uno spazio dedicato al parcheggio delle biciclette e delle moto.
Mentre si attendono tempi economicamente migliori per riparlare di fermata del treno e di eventuale sottopasso della linea ferroviaria esistente, Federconsumatori, Adiconsum e Adoc si rivolgono alla sensibilità e al senso di responsabilità di: Sindaco di Bergamo, Presidente della Provincia, Direttore Generale dell'Ospedale e Responsabili dell'ATB perché si attivino nel mettere in atto nei tempi brevi alcune azioni necessarie a ridurre i disagi evidenziati:

  1. massiccia opera di informazione (segnaletica stradale e cartellonistica pubblica) in tutta la città con indicazioni chiare su come raggiungere l'ospedale e il pronto soccorso;
  2. immediata messa in sicurezza dei pedoni sulle vie d'accesso alla struttura ospedaliera tramite realizzazione di marciapiedi. Oppure, in alternativa, la creazione di alcuni passaggi pedonali che colleghino la rete viaria ai percorsi interni adiacenti la zona parcheggio;
  3. individuazione di parcheggi gratuiti per gli utenti del pronto soccorso;
  4. realizzazione di luoghi dedicati alla sosta (gratuita) di moto e biciclette e, magari, l'istallazione di una postazione capiente del servizio "LA BIGI";
  5. realizzazione di congrui spazi adibiti alla sosta, anche temporanea (zona disco per due ore), alternativi al parcheggio a pagamento;
  6. immediata attivazione delle nuove linee 4 e 11 dell'ATB più una nuova linea di servizio pubblico che, transitando dalla stazione ferroviaria e da quella delle autolinee arrivi al Papa Giovanni XXII, eviti a chi arriva da fuori città di essere costretti a usare il mezzo privato o a servirsi del servizio taxi;
  7. in alternativa provvisoria al punto 6), si suggerisce all'Assessore alla mobilità la stipula di una convenzione con i tassisti bergamaschi per stabilire un costo fisso ed equo delle corse che partono dalla stazione e dalle autolinee per l'ospedale e viceversa.

Naturalmente contiamo sul fatto che le cure, in termini di qualità, continuino ad essere quelle sulle quali si poteva contare nella vecchia collocazione di largo Barozzi.