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LAVORI PUBBLICI E RIBASSI D’ASTA PREOCCUPANTI| Più di 122mila euro di “ribasso” sui 254.867mila previsti

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RIBASSI ASTAIn Valle d’Astino sono iniziati i lavori per la posa della nuova CONDOTTA FOGNARIA da via San Vigilio a via Astino – 2° lotto: tratto via Lavanderio-via Astino.
Federconsumatori evidenzia quello che ritiene essere argomento di riflessione su come gli appalti pubblici possono essere assegnati.
Il Committente, in questo caso Uniacque, ha elaborato un progetto dal quale deriva un bando pubblico tramite il quale si mettono a gara opere per l’ammontare di 286.849,03 euro. Somma risultante da una base d’asta soggetta a ribasso (254.867,85 euro) più oneri per la sicurezza (31.972,18 euro) non diminuibili.
La cosa abbastanza difficile da capire è come sia possibile, partendo dalle cifre riportate, che i lavori in corso siano passati dai previsti 286.849,03 euro agli attuali 153.395,51.
La spiegazione è la seguente: i lavori di cui sopra sono stati assegnati all’impresa che ha vinto la gara offrendo il ribasso del 52,36% sull’importo a base d’asta.
Dato che si sta intervenendo su suolo pubblico su progetto e risorse di una SpA che è totalmente pubblica, Federconsumatori pone una domanda: com’è possibile un divario simile tra preventivato e assegnato?
Poiché non riteniamo sufficiente essere perplessi, davanti a un ribasso del 52,36% esprimiamo alcune preoccupazioni:

- che i lavori (compresi i ripristini) non siano eseguiti a regola d’arte;
- che i costi possano subire aumenti notevoli per la realizzazione di opere non previste ma necessarie all’esecuzione di quanto richiesto;
- che l’impresa vincitrice dell’appalto, a un certo punto dell’avanzamento lavori, si trovi in difficoltà economiche e sia costretta a “sospendere” l’attività;
- che “Pantalone” si trovi costretto a pagare, in seguito a possibili rivendicazioni, quello che un giudice decidesse essere il giusto prezzo da riconoscere per i lavori fatti.

La nostra riflessione parte dal presupposto che i prezzi delle opere previsti nella gara d’appalto siano giustificabili e non “fuori mercato” al punto d’essere dimezzati.