Questo Sito Utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione sul sito. Continuando la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.

La lobby del “Caro Estinto” non si dà pace

on .

Settimana scorsa la stampa locale riportava una lettera di rimostranze a firma della segreteria della Federazione nazionale imprese onoranze Funebri, contro la scelta del Comune di Bergamo di continuare a sostenere l’attività svolta da Bergamo Onoranze Funebri (BOF). La quale continuerà l’attività calmieratrice in tema di costi e servizi legati alle onoranze funebri, in quanto l’asta indetta dal Comune per affittarne la gestione ad una società esterna è andata deserta.
Nella sua comunicazione la Federazione nazionale delle imprese funebri non ha remore nell’equiparare i servizi erogati dai propri associati ad una qualunque attività commerciale: pertanto sostiene che gli stessi servizi, se svolti dalla società a partecipazione pubblica, sono assimilabili a pratiche di concorrenza sleale.
Federconsumatori invece ritiene che le Onoranze Funebri non siano un “qualunque” servizio. Noi da sempre sosteniamo l’utilità di un’azienda a capitale pubblico che garantisca lo svolgimento di onoranze funebri che rendano il doveroso e dignitoso saluto al defunto grazie anche a tariffe che non impoveriscano i superstiti. Questo BOF lo fa, e lo fanno già alcune agenzie locali che hanno concordato con l’amministrazione comunale convenzioni ad hoc. Con tanto di capitolato dove sono elencati servizi resi e relativi costi.
Facciamo notare che nel “mercato” delle onoranze funebri esistono delle difficoltà notevoli nel potere contrattuale del cittadino quando si trova di fronte ad un evento che gli provoca dolore e disorientamento; deve occuparsi di pratiche burocratiche; prendere decisioni sui tempi da rispettare; parenti da avvertire; ecc… e non sa nulla di costi e valore dei servizi funerari che in quel contesto gli vengono proposti. A volte da venditori che nemmeno sa da chi siano stati chiamati.
La Federazione delle imprese funebri denuncia che se BOF lavorasse in perdita l’amministrazione comunale utilizzerebbe i soldi dei cittadini per ripianare le perdite. Aggiunge che se le proprie associate dovessero svolgere con continuità i servizi al prezzo che applica BOF, correrebbero il rischio di subire visite da parte delle Fiamme Gialle e/o dall’Agenzia delle Entrate sotto forma di accertamento preventivo in quanto i ricavi aziendali risulterebbero anomali.
Federconsumatori annota che BOF, anche per il 2016, ha chiuso il bilancio in attivo. Quanto ai rischi di vedersi controllare i conti dalla GdF o dall’Agenzia delle Entrate non si capisce in cosa consista il pericolo, se l’azienda è in regola.
Per ultimo: Federconsumatori ritiene inaccettabile che chi ha liberamente deciso di non partecipare all’offerta fatta dal Comune, per difendere i propri interessi lasci intendere che se avesse accettato di concorrere “avrebbe tradito il rispetto per la propria azienda, i propri dipendenti e la propria clientela che da sempre fruisce di servizi di qualità il cui prezzo corrisponde al valore dei servizi e delle forniture”.