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IL TELERISCALDAMENTO SERVE NELLA LOTTA CONTRO L’INQUINAMENTO? PER LE ASSOCIAZIONI DI TUTELA DEI CONSUMATORI LA RISPOSTA È SÌ: A QUANTO PARE NON LO È PER TUTTI

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I rappresentanti di Federconsumatori, Adiconsum ed Adoc, nel corso dell'incontro avuto oggi 29 luglio 2014 con i rappresentanti di A2A per avere informazioni sui lavori in corso, e per confrontarsi in merito all'estensione del Teleriscaldamento a Bergamo, hanno chiesto quali siano i criteri in base ai quali il servizio viene "portato" in certe parti della città e non in altre.
La risposta, diremmo ovvia, è stata che A2A produce investimenti laddove ha la possibilità di concludere contratti che le permettano la remunerazione delle risorse economiche impiegate. Sia che si tratti di utenze private sia che si tratti di utenze ad uso pubblico.
Per la parte " allacciamenti a edifici pubblici", siamo stati informati degli importanti accordi stipulati con l'Amministrazione di Bergamo per l'erogazione del servizio a molti edifici comunali e di quello sottoscritto con l'Ospedale Papa Giovanni XXIII. Scelte che riteniamo siano coerenti con la lotta all'inquinamento atmosferico.
Alla domanda specifica: perché mentre state scavando in via Gavazzeni per sostituire la tubatura del gas non portate la rete del teleriscaldamento al Patronato San Vincenzo, alla Casa del Giovane, all'Umanitas Gavazzeni, all'Esperia e, soprattutto, alle scuole superiori del campus di via Europa?
Ci è stato risposto che i Responsabili delle strutture citate hanno declinato l'offerta di A2A la quale, l'anno scorso in fase di programmazione per il 2014, propose Loro la fornitura di Teleriscaldamento.
Ed allora ci chiediamo che credibilità abbiano coloro che a parole sono in prima fila nella lotta all'inquinamento e poi, nei fatti, fanno scelte contraddittorie.