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CHIUSURA DEL PONTE DI PADERNO/CALUSCO. Perché i responsabili non pagano per i lavori malfatti? Dove è Regione Lombardia?

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Dal 14 settembre scorso il Ponte San Michele, importante punto di collegamento tra le sponde dell’Adda è chiuso a tempo indeterminato al traffico ferroviario, automobilistico, ciclistico e pedonale.
Federconsumatori non contesta la scelta di chiudere il ponte ritenuto “non sicuro”, contestiamo il come questa insicurezza abbia potuto manifestarsi da un giorno all’altro.
L’ottobre scorso, nel corso dell’audizione svoltasi in Regione Lombardia, alle domande del Consigliere Paolo Franco il responsabile di RFI ha spiegato che dal 2011 al 2014 sul ponte furono posizionati dei sensori “soltanto” per studiare il comportamento della struttura e avviare la progettazione (PER SOSTITUIRLO?).
Il monitoraggio invece, sempre a detta del responsabile RFI, è stato effettuato in maniera “più spinta” tramite sopralluoghi periodici di progettisti e rocciatori con verifica visiva, asta per asta, per controllare corrosione, sezione, ecc..
Se così si è fatto noi non capiamo come sia stato possibile trovare improvvisamente da un giorno all’altro la struttura del ponte nelle condizioni di non garantirne la sicurezza
A questo punto viene il legittimo dubbio che ci sia stata una significativa carenza di manutenzione preventiva!
Trascorsi oltre due mesi dall’evento, i disagi e i danni continuano: spostarsi in auto continua a costare sempre più in termini di tempo e di denaro, usare il treno è a dir poco avventuroso.
Ad oggi Comune di Calusco e Regione sembra abbiano stanziato 90.000 euro per abbattere da qui a fine anno parte della TARI a carico di chi svolge attività commerciali.
Federconsumatori ritiene insufficiente quanto sinora riconosciuto a chi sta subendo danni e disagi per responsabilità del gestore del servizio. Inoltre sosteniamo sia ingiusto che a pagare per le mancanze di RFI siano sempre, in un modo o in un altro, i cittadini contribuenti e non il responsabile diretto della mancata manutenzione.
A parte i danni e i disagi sarebbe utile immaginare cosa sarebbe potuto accadere a chi continuava a transitare sino al 13 settembre su quel ponte tanto insicuro da doverne vietare il transito. E, magari, valutare se chi ora sta mettendo mano alle dovute riparazioni ha titolo e professionalità sufficienti a garantirne la sicurezza per il prossimo futuro.