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Bovini ed equini non vanno mischiati a insaputa del consumatore

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Federconsumatori Bergamo non ha motivi per dubitare che la scoperta di carne equina, non dichiarata, mischiata a carne bovina sia una colossale frode alimentare ma non comporti automaticamente rischi per la salute dell' uomo.
D'altronde siamo stati rassicurati dalle autorità sanitarie che la carne di cavallo non è meno sicura per l'alimentazione umana di quella bovina.
Però, poiché ognuno di noi ha il diritto di scegliere cosa mangiare (ad esempio il diritto di non mangiare carne equina), non è lecito sia messa la sordina a fatti del genere.
Noi siamo tra coloro che non ritengono sufficiente "sapere" da dove proviene il prodotto che mangiamo, ma serve vigilanza da parte delle autorità sanitarie. Detto questo rimane incomprensibile il motivo, se c'è un motivo, per cui la commercializzazione di carni equine non comporti l'obbligatorietà della tracciabilità. Tracciabilità che è obbligatoria per carni bovine, prodotti avicoli, frutta e l verdura, pesce, ecc.
L'anagrafe della provenienza; del luogo di macellazione e di quello di confezionamento, accompagnata da una periodica verifica da parte delle autorità preposte di quanto scritto sulle etichette, sarebbe d'aiuto ai consumatori ma anche ai macellai che si affrancherebbero da illazioni e maldicenze.
In un Paese normale non dovrebbero essere necessarie crisi del tipo "mucca pazza" e/o "influenza aviaria" per indurre i legislatori a emanare Leggi a difesa dei Cittadini.