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BIVACCHI ALLA STAZIONE AUTOLINEE: CHE FARE? Il primo problema che si pone è quello della dignità delle persone

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 FeBIVACCHI STAZIONEderconsumatori Bergamo segnala il ripresentarsi, per l’ennesima volta, del problema relativo alla presenza di persone che a tutte le ore del giorno e della notte bivaccano sul marciapiede lungo il viale Arrivi della stazione Autolinee.
A queste donne e uomini l’Amministrazione comunale offre la possibilità di ospitalità in strutture assistenziali che si rendono disponibili ad accoglierli. Ma a questo si contrappone l’indisponibilità di molti dei senzatetto ad accettare quanto Loro proposto e offerto.
Questa scelta avviene per i più svariati motivi. Dormire in una struttura pubblica comporta assoggettarsi ad alcune elementari regole di civile convivenza. Innanzi tutto ci si deve identificare, poi non si possono portare animali, uomini e donne sono alloggiati separatamente, non si possono bere alcoolici né fumare tabacco e altro, si deve avere cura del proprio corpo sia per se stessi, sia per coloro che condividono l’ospitalità, ecc…
Da tempo ormai la situazione è fuori controllo sia sotto il profilo igienico - sanitario, sia sotto quello dell’ordine pubblico. Ricordiamo che il luogo occupato da decine di persone senza fissa dimora è privo di qualsiasi opera igienico/sanitaria.
Entro determinati limiti capiamo le difficoltà degli amministratori a contrastare i descritti “stili” di vita di chi abusa del luogo pubblico. Questo non deve far dimenticare i diritti di coloro che esigono semplicemente di vivere in una città dove il recarsi a prendere l’autobus non deve essere un percorso a ostacoli tra Gente sdraiata per terra, rifiuti vari, puzze ed altro. Parliamo di Cittadini che legittimamente frequentano le autolinee per usare i mezzi di trasporto sono donne, uomini anziani o giovani, molte volte soli sia nelle prime ore del mattino o a tarda serata.
Per quanto rappresentato Federconsumatori suggerisce agli Amministratori di prendere in considerazione l’opportunità di predisporre una struttura aperta attrezzata con servizi igienici adeguati dove chi rifiuta l’offerta di ricovero in luoghi chiusi e con regole da rispettare possa trovare riparo. Questa soluzione dovrebbe consentire alle autorità preposte (che per noi sono da identificare prioritariamente nelle forze di polizia) l’esercizio del legittimo “controllo” della situazione.