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Bike sharing (bici a noleggio). La BiGi in funzione di “Città Intelligente”. Un servizio ancora poco fruibile dalla maggior parte dei cittadini

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Solitamente quando si parla di un servizio la prima cosa che ci viene ricordata, assieme all'utilità del medesimo, è che questo ha un costo. Costo che, nel caso del servizio pubblico, grava sulla fiscalità generale. Stranamente non si sa nulla su quanto incida economicamente alla collettività bergamasca il servizio di noleggio "La BiGI".
La premessa è doverosa perché, a parere di Federconsumatori, l'uso del noleggio pubblico ("Bike sharing") dovrebbe essere incentivato e ampliato attraverso un'oculata dislocazione delle stazioni e un miglioramento dell'affidabilità della prestazione in termini di funzionamento delle "colonnine": troppo spesso fuori servizio.
Pur ignorando i costi reali, siamo consapevoli che l'operazione di sviluppo e mantenimento del servizio non si autofinanzia completamente con le attuali quote annue di abbonamento (20 €), ma comporta investimenti per le strutture e spese per la gestione che vanno inevitabilmente a gravare in parte sulla collettività; quindi, se Bergamo vuole essere "Città Intelligente" anche sul versante della mobilità, i nostri Amministratori devono investire ulteriori risorse nel progetto e spiegare ai Cittadini i cosiddetti costi/benefici dell'operazione. Da parte nostra non abbiamo difficoltà a sostenere che salute e migliore vivibilità ambientale hanno un prezzo che vale la pena di pagare.
Un'altra cosa è "certa": non basta avere più biciclette per risolvere i problemi richiamati.
In prima linea c'è il problema (irrisolto) delle infrastrutture esistenti (poche piste ciclabili e insicure) che deve essere affrontato senza invenzioni strane (tipo dichiarare "piste ciclabili" tratti di marciapiede dove a malapena passano contemporaneamente due pedoni).
Contemporaneamente esiste un ulteriore ostacolo all'uso di massa del servizio. Oggi, chi usa "LaBiGi", è condizionato dal fattore logistico. Fin che si tratta di muoversi in centro a Bergamo il servizio è utile e pratico da fruire: i problemi sorgono per coloro che vorrebbero arrivare in città partendo dalle proprie abitazioni che, guarda caso, per la maggior parte si trovano nei diversi quartieri un poco distanti da Piazza Matteotti.
Facciamo alcuni esempi: chi abita a Loreto, Colognola, Celadina, Redona, Valtesse, Campagnola, Clementina e Boccaleone (tutti quartieri densamente abitati) e quotidianamente ha la necessità di recarsi per motivi diversi in centro città, quante opportunità ha di contribuire alla realizzazione di una Città migliore utilizzando la bicicletta a nolo al posto dell'automobile? Oggi poche, anzi... nessuna.
A parere di Federconsumatori impegno dei nostri Amministratori, sempre che in termini di mobilità vogliano lavorare per fare di Bergamo una Città intelligente, deve essere quello di portare nuove stazioni de "LaBIGi" prioritariamente all'Ospedale Papa Giovanni XXIII e nei quartieri che ne sono sprovvisti.
In questo modo aumenterebbero gli abbonati che, probabilmente, accetterebbero anche un simbolico aumento dei costi a loro carico diretto.

Bergamo, 19 agosto 2013