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Asse interurbano da chiudere. Chi è al servizio delle Istituzioni deve avere il coraggio di prendere decisioni impopolari

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Federconsumatori e Adiconsum sollecitano le Autorità competenti ad assumere un comportamento responsabile in tutela della sicurezza dei Cittadini che si trovano a percorre l'asse interurbano nel tratto compreso tra Treviolo e Bonate.
Della questione si parla ormai da tanto tempo, e da tanto tempo doveva essere evidente anche a chi ci amministra che, per garantire la sicurezza di chi transita sulla strada della vergogna (vergogna per i tempi di realizzazione e per la "qualità" dell'opera), l'unica soluzione fosse quella di rifare la strada rovinata adottando tecniche e materiali idonei a sopportare l'intenso traffico che la percorre.
Sinora non vi sono stati interventi concreti nel segno di quanto andava fatto. Adesso si rinvia ulteriormente l'inizio dei lavori e, nell'attesa di non si sa quando cominceranno, si vorrebbero adottare palliativi che non solo non garantiscono la minima sicurezza ma andranno a pesare ulteriormente sulle risorse economiche dei Cittadini. In prima battuta saranno costi a carico della collettività, per l'istallazione di segnaletica e di apparecchiature per la rilevazione della velocità (rivelazione non significa "controllo"), poi, sotto forma di sanzioni per coloro che supereranno i limiti difficilmente rispettabili su un tratto rettilineo di strada a più corsie, saranno ulteriore gabella per i singoli conducenti.
Sempre parlando di costi, si sappia che gli eventuali danni subiti a causa delle condizioni stradali da chi percorrerà l'asse disastrato, dovranno essere risarciti da chi ha in gestione l'opera. Cioè sempre con i denari dei contribuenti. A parte le responsabilità personali che, giusto un mese fa, indussero uno dei responsabili tecnici del settore manutenzioni stradali della Provincia di Bergamo a chiedere il rifiuto dell'incarico.
Per quanto descritto Federconsumatori e Adiconsum chiedono che, sino a quando non saranno eseguiti i lavori necessari a garantirne la sicurezza, il tratto dell'asse interurbano malridotto sia interdetto al transito. Contestualmente chiedono un incontro alle autorità provinciali alle quali esporre le proprie preoccupazioni e richiedere garanzie anche per il resto delle strade bergamasche.