Questo Sito Utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione sul sito. Continuando la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.

Anche al Consorzio di Bonifica i “tacchini” non hanno voglia di celebrare le feste

on .

Forse il Consorzio di Bonifica sarà soppresso e le funzioni di tutela del territorio verranno accorpate dagli altri Enti che già le svolgono sul territorio non compreso nel perimetro consortile (ossia buona parte della Provincia bergamasca a partire dalle valli, dai fiumi e dai cosiddetti "reticoli minori" in carico ai Comuni).
Premesso che le opere di Bonifica sono necessarie, e che gli operatori dipendenti dal Consorzio le stanno svolgendo efficacemente, abolendo l'ENTE le possibilità di risparmi sono notevoli.
Mantenere il Consorzio così com'è comporta dei costi altrimenti evitabili: l'attuale sede consortile è costata complessivamente intorno ai cinque milioni di euro e grava, ovviamente, in termini di tasse, spese condominiali, e gestionali.
Presidente e Vice/Vicario, alla notizia della possibile soppressione, si limitano ad agitare pubblicamente lo spauracchio del "dopo di noi il nulla".
Gli stessi non vogliono discutere delle economie di scala che, con l'abolizione dell'Ente, si potranno conseguire nella conduzione di appalti milionari che oggi sono gestiti dal Consorzio in veste di Stazione Appaltante. Risparmi ai quali vanno sommate le economie ottenute rinunciando a consulenze e incarichi ad esterni.
Per non parlare dei costi relativi al Personale, 52 Persone di cui 3 dirigenti, 6 quadri, 32 impiegati e 11 operai. Costi che, per l'anno scorso, sono stati pari a 3.707.000,00 €. Queste sono spese che non rientrerebbero nei "risparmi": ai Lavoratori dovrà essere garantita la continuità dell'impiego, ma se ne potrebbero/dovrebbero "razionalizzare" le funzioni. Poi in Consorzio non sono presenti tutte le professionalità richieste e bisogna ricorrere a professionisti esterni.
Nessun cenno ai risparmi in tema di "spese legali": centinaia di migliaia di euro l'anno per difendersi dalle cause intestate, a volte pretestuosamente, da Consorziati a Loro insaputa.
Poi è vero che il presidente percepisce "soltanto" 30.000 € l'anno, i due vice 13.000 € ciascuno e i Consiglieri il semplice rimborso delle spese vive e, quindi, si sostiene che il C.D.A. costa relativamente poco. Resta il fatto che si possono ritenere comunque spese inutili.
A nessuno dovrebbe sfuggire un dato oggettivo: fare parte del C.D.A del Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca significa gestire un enorme potere economico (ad esempio: è in progetto la realizzazione delle "Vasche" sul Serio ad Albino: costo previsto sopra i 40 milioni di euro). Per questo motivo, ma solo per questo, non si può pretendere dai "tacchini" di celebrare le Feste.

Umberto Dolci
(Consigliere Consortile pro tempore eletto nel C.D.A. per la lista Cittadini & Consumatori)