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22 MARZO – GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA

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Ricorre oggi la Giornata mondiale dell’Acqua. Un appuntamento importante per riflettere su questa vitale risorsa, che troppo spesso diamo per scontata.
A livello mondiale ci sono 1,4 miliardi di chilometri cubi di acqua, ma solo lo 0,001% del totale è effettivamente disponibile per l’utilizzo dell’uomo e questo dato aiuta a comprendere quanto sia importante utilizzare in maniera corretta questa risorsa.
Come si legge dall’articolo pubblicato dal Barilla Food Center for Nutrition, tra agricoltura, industrie e famiglie, è il settore agricolo a consumare più acqua. In media il 70% del prelievo totale di acqua dolce è destinato all’irrigazione, mentre l’industria ne consuma il 22% e il restante 8% è dedicato all’uso domestico.
Utilizzando sempre i dati del Barilla Food Center for Nutrition, nella ricerca “Per un consumo consapevole e responsabile: la lotta allo spreco alimentare e le buone pratiche”, che abbiamo realizzato con il contributo della Camera di Commercio di Bergamo, abbiamo evidenziato come un indicatore che ci aiuta a capire il nostro consumo di acqua è “l’impronta idrica”, che misura l’ammontare di acqua che è stata utilizzata in tutte le fasi di produzione di un bene.
Come si legge dal sito www.barillacfn.com/it: “Quotidianamente, in media un individuo beve 2 litri d’acqua al giorno, ma senza accorgercene, a nostra insaputa, utilizziamo fino a 5mila litri di acqua “virtuale” al giorno solo per alimentarci. E se, da un lato, mettiamo sempre più attenzione alle azioni di routine, come chiudere il rubinetto dell’acqua mentre ci laviamo i denti, dall’altro non siamo ancora del tutto consapevoli di quanta acqua “invisibile” si nasconde in quello che mangiamo. Se adottassimo una dieta vegetariana, il consumo di acqua virtuale varierebbe dai 1.500/2.600 litri rispetto ai 4.000/5.400 di una dieta ricca di carne. Tradotto in pratica significa che mangiando, ad esempio, una porzione di crema di ceci insieme con un piatto di fagiolini e patate cotte al vapore con scaglie di grana e un frutto, si mangiano – senza accorgersene – anche 1446 litri di acqua; invece, sostituendo lo stesso pasto con un filetto di manzo, una porzione di insalata mista condita con olio, una fetta di pane e un frutto i litri di acqua salgono a 3244”.
Con la ricerca pubblicata a Febbraio, Federconsumatori Bergamo si unisce a questo monito: compiere atti di consumo in modo consapevole e responsabile anche a tavola comporta delle conseguenze più o meno virtuose anche a livello ambientale.