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Avviamenti e cessazioni nel II trimestre 2017

Presentiamo una sintetica elaborazione dei dati di Avviamenti e Cessazioni nel II trimestre 2017 in provincia di Bergamo

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L’elaborazione mette a confronto i dati della stessa fonte (il “Quadrante del Lavoro” di Regione Lombardia, che prende in considerazione le Comunicazioni Obbligatorie) a partire dal I trimestre 2012.

Sintesi dei contenuti

PAG. 1 - Oltre alla tabella con i valori assoluti e con i saldi, vengono presentati due grafici. Nel 2013 e 2014 gli avviamenti erano notevolmente meno numerosi delle cessazioni (saldo negativo) mentre a partire dal 2015 il saldo torna positivo. Il totale degli avviamenti nei primi due trimestri 2017 è molto alto (+7.820) un indubbio segnale della ripresa in atto, ma il dato va utilizzato con cautela perché il saldo finale annuale tiene conto del maggior numero di cessazioni nel IV trimestre.

PAG. 2 - La percentuale di avviamenti di lavoratrici (F) tende a calare scendendo dal 46,5% del 2012 al 42,1% dei primi due trimestri 2017. Probabilmente grazie al trascinamento della ripresa nei settori industriali, cresce la percentuale di avviamenti di lavoratori maschi (dal 53,5% del 2012 al 57,9% dei primi due trimestri del 2017).

PAG.3 - Con l’eccezione del settore Costruzioni (che cala del 5,2% rispetto agli avviamenti dei primi due trimestri 2016) tutti gli altri settori produttivi registrano una crescita. Da segnalare il positivo risultato del settore industriale che per i primi due trimestri 2017 supera i 10mila avviamenti e raggiunge il 31,5% del totale degli avviamenti (era il 26,2% nel 2012). Commercio e servizi restano, comunque, con il 57,8% il settore con più avviamenti (aveva il 62,7% nel 2012). Continua a crescere l’occupazione anche nell’agricoltura che passa dall’1,7% degli avviamenti 2012 all’attuale 2,8%.

PAG. 4 - Confermando le anticipazioni ISTAT e INPS sui dati nazionali, anche i dati bergamaschi segnalano un arretramento dei contratti di lavoro stabili (tempo indeterminato) e una forte crescita dei rapporti di lavoro precari (soprattutto il tempo determinato che ormai supera il 49% degli avviamenti).
Da segnalare una crescita dell’apprendistato (dal 3,7% raggiunge il 4,3%) e, grazie al ridotto costo dei contributi, sostituisce parzialmente il dimezzamento degli sgravi contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato. Resta elevato anche il ricorso alla somministrazione (lavoro interinale), 22,9%, che rivela un timore delle aziende ad instaurare rapporti di lavoro più duraturi, nel dubbio di una tenuta della crescita.

PAG. 5 - Non possono non preoccupare i dati sui titoli di studio degli avviati al lavoro: la percentuale più alta (54,8%) è relativa alla scuola elementare e media; solo l’8,3% possiede la laurea o titoli post laurea. L’Industria 4.0 pare essere un obiettivo ancora lontano.

(or amb)