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Picchi di accessi al pronto soccorso. Una risposta insufficiente a un bisogno ordinario e prevedibile.

L’Assessore regionale Gallera annuncia uno stanziamento straordinario per ridurre le attese nei Pronto Soccorso in vista di picchi di accessi per l’influenza
una risposta episodica e insufficiente – quel che serve è adeguare gli organici per gestire ordinariamente anche i picchi di accesso

L’Assessore Regionale Gallera ha annunciato in una news lo stanziamento di “4 milioni a strutture sanitarie per fermare sovraffollamento Pronto soccorso in vista picchi influenza”.
Il problema dei picchi di accesso al pronto soccorso esiste e non è certo limitato all’eccezionalità dei periodi di epidemie influenzali. Le attese in pronto soccorso prima di avere un posto letto nelle degenze sono realtà che i cittadini vivono costantemente, soprattutto tra il venerdì e il lunedì.


Una risposta come quella attivata da Regione Lombardia é meglio di niente ma é poco più di niente e saremmo curiosi di sapere, a consuntivo, a cosa é servita e in quali ospedali ci saranno le condizioni per renderla attuabile e minimamente efficace.
Già negli scorsi anni sono state adottate iniziative analoghe che, nella migliore delle ipotesi, si risolvevano nell’aggiunta di qualche posto letto soprattutto nei reparti di medicina. Ora, se per la nostra provincia sono stanziati 416mila euro, significa che in tutto si potranno assicurare dalle 500 alle 650 giornate di ricovero (sulla base del costo medio pesato) distribuite su tutta la provincia e su tutto l’anno garantendo quindi poche decine di ricoveri (il comunicato dell’Assessore Gallera dice esplicitamente che si tratta di un’iniziativa valida “in qualsiasi periodo durante il corso dell'anno per un massimo di 40 giorni”).
Sarebbe più utile superare l’episodicità delle iniziative e degli stanziamenti e mettere in grado le strutture ospedaliere di sostenere i picchi di accesso come episodi normali che si ripetono ormai periodicamente e quindi del tutto prevedibili.
Ciò sarebbe possibile solo adeguando gli organici del personale (come è ben noto, ora a malapena si riescono ad assicurare turni, riposi, ferie, reperibilità) e potenziando adeguatamente i servizi territoriali. Dei tanto annunciati “POT”, cioè i presidi ospedalieri territoriali che dovrebbero farsi carico proprio dei ricoveri non complessi ma di durata più medio-lunga, ancora non c'è traccia: per la nostra provincia si parla di Calcinate, ma la piena funzionalità della struttura, soprattutto per le degenze per pazienti non particolarmente critici, non è ancora realizzata.
Bergamo. 21 novembre 2017.
(or amb)