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La relazione annuale 2016 dell'ufficio di pubblica tutela

La relazione annuale (2016) dell’Ufficio di Pubblica Tutela ATS
Sempre il servizio di medicina di base al primo posto nelle lamentele

Con la perdita, ormai quasi totale, delle funzioni erogative dell’ATS, sembrava non ci potessero più essere spazi di sopravvivenza per l’Ufficio di Pubblica Tutela. La relazione annuale 2016, ora pubblicata, conferma invece l’utilità di questo organismo che, se fosse più valorizzato e fatto conoscere, potrebbe svolgere in misura assai più rilevante il suo importante compito di tutela del diritto dei cittadini ad avere buoni livelli di prestazioni sanitarie e sociosanitarie.

In arrivo i nuovi LEA (Livelli Essenziali di assistenza)

Arrivano in Parlamento i nuovi LEA:
NEI NUOVI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA MOLTI CAMBIAMENTI
Il nuovo “Nomenclatore tariffario” aggiorna alle innovazioni tecnologiche ausili e protesi . Infondate le notizie di uscita dall’assistenza sanitaria pubblica di prestazioni come la cataratta o il tunnel carpale: passeranno da ricovero ad attività ambulatoriale con pagamento del ticket

È un cammino lungo, faticoso e non ancora terminato quello dell’approvazione dei nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza): il vecchio decreto risale al 2001 e conteneva l’elenco delle prestazioni sanitarie da erogare da parte del servizio sanitario nazionale, prestazioni di ricovero, prevenzione e cura. Dal 2001 ad oggi molte cose sono cambiate sia nelle terapie (farmaci, tempi di cura, tecniche) sia negli ausili (protesi, ortesi, dispositivi monouso …); la revisione dei LEA non è solo un adeguamento alle novità tecniche ma anche un ridisegno delle modalità di erogazione e un’operazione di allargamento del campo delle cure. Ad esempio, sono state riconosciute e inserite nell’elenco delle “malattie rare” 110 patologie prima escluse.

Istituzione di sportelli per l'assistenza familiare e dei Registri per le badanti

PUBBLICATA LA DELIBERA REGIONALE PER L’ISTITUZIONE DI “SPORTELLI PER L’ASSISTENZA FAMILIARE” E DEI REGISTRI PER LE BADANTI
solo politiche di sostegno economico alla domiciliarità e al lavoro regolare di assistenza possono favorire la realizzazione delle misure proposte dalla Delibera

scarica: DGR 3 ottobre 2016 n. 5648 - DdUO 17/12/2008 n. 15243 standard percorsi formativi
La nuova delibera regionale in materia di assistenza familiare e registro delle badanti (DGR 3 ottobre 2016 n. 5648 “Approvazione del piano delle azioni regionali e delle linee guida per l’istituzione degli sportelli per l’assistenza familiare e dei registri territoriali degli assistenti familiari in attuazione della L.R. n. 15/2015” – in BURL del 7 ottobre) giunge in un clima di rinnovato interesse per i temi della non autosufficienza e della qualità della vita nell’età “evolutiva anziana”. Ne sono prova l’incoraggiante partecipazione di pubblico alle iniziative dell’associazione di recente costituzione “Abitare le età” e le riflessioni e proposte che nel corso dell’ultimo anno sono state elaborate dal “Gruppo di lavoro Residenzialità Leggera” costituitosi su iniziativa di settori della cooperazione, dell’associazionismo e volontariato, con la partecipazione delle organizzazioni sindacali e dell’ATS.

ANCORA IN CALO LA SANITA' PUBBLICA

Pubblicati dalla Regione i dati sui ricoveri 2015:
ANCORA IN CALO LA SANITÀ PUBBLICA
è la sanità territoriale dei piccoli ospedali quella più falcidiata mentre ci sarebbe bisogno di un suo potenziamento

scarica: sintesi dei dati (file pdf)
Lo scorso 2 agosto la Regione ha pubblicato il consueto report annuale con i dati sui ricoveri ospedalieri (ordinari, riabilitazione, day hospital); confrontando i numeri del 2015 con quelli degli anni precedenti (vedi allegato pdf) è possibile individuare alcune linee di tendenza del servizio sanitario nella nostra provincia.

A un anno dall'approvazione della Legge di Riforma Sanitaria Lombarda

A un anno dall’approvazione della Legge di Riforma del Servizio Sanitario Lombardo:
ANCORA NON SI VEDONO I MIGLIORAMENTI ATTESI
anche la nuova delibera regionale sui Piani di Organizzazione delle Aziende Sanitarie delude le aspettative di cambiamento e conferma le rigidità istituzionali che limitano l’azione innovatrice delle aziende socio sanitarie territoriali.

Tra una settimana è trascorso un anno dall’approvazione della Legge Regionale di riforma del servizio sanitario (L. 23 dell’11 agosto 2015), una riforma che aveva suscitato molte attese, forse più tra i cittadini e gli utenti che tra gli operatori, poco propensi ad un’adesione acritica a quella che veniva enfaticamente presentata come “riforma epocale”.

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