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Ancora di più oggi è necessario investire in PREVENZIONE

in un importante documento, tre esperti ex direttori di Dipartimento di Prevenzione, propongono una serie di misure per riqualificare il sistema della prevenzione

Eugenio Ariano (già Direttore di Dipartimento Prevenzione a Lodi), Susanna Cantoni (già Direttrice del Dipartimento di Milano) e Bruno Pesenti (per anni Direttore del Dipartimento bergamasco) hanno diffuso, anche come esponenti del “Movimento per la difesa e il miglioramento del Servizio Sanitario Nazionale", il documento “Dare risorse ai Dipartimenti di Prevenzione e alla Medicina territoriale. Il momento è oggi”.


Ci sembra importante che il documento sia conosciuto non solo dagli addetti ai lavori in senso stretto, ma da tutti coloro cui stanno a cuore il welfare e la salute. Il Documento parte dalla crisi innescata dalla pandemia COVID-19 e dai punti deboli che, soprattutto in Lombardia, si sono rilevati, per poi avanzare una serie di proposte. Rinviamo pertanto ad una lettura diretta del testo, ci limitiamo qui solo a sottolineare alcuni aspetti particolarmente significativi del documento:
- Un legame molto stretto ci deve essere tra il PRP (Piano Regionale Prevenzione) e il Piano Nazionale approvato in Conferenza Stato-Regioni;
- La spesa per la prevenzione va considerata comprendendo sia i Dipartimenti Prevenzione che l’ARPA;
- Bisogna superare la contrapposizione tra tempestività nella risposta all’emergenza infettiva e interventi di prevenzione, diagnosi precoce e profilassi;
- Bisogna superare l’assistenza primaria basata sullo studio individuale del Medico di Medicina Generale in favore forme aggregate e integrate di organizzazione che consentano una risposta multidisciplinare e multifattoriale;
- Almeno il 5% delle risorse assegnate alle Regioni deve essere destinato all’attività di prevenzione, come del resto prevedono le norme (NB nell’ultimo bilancio approvato dall’ATS di Bergamo, alla prevenzione è assegnato il 3,02%, comprensivo del “ribaltamento” dei costi generali).
Il Documento entra poi nello specifico delle attività di prevenzione negli ambienti di lavoro e nell’igiene degli alimenti e della nutrizione soffermandosi sui fabbisogni di personale, sui carichi di lavoro, e sulla formazione: ci pare significativa l’affermazione per cui “la categoria che meno si è formata in questi anni è quella dei datori di lavoro”, soprattutto delle piccole e medie imprese, anche di quelle che svolgono lavorazioni ad elevato rischio.

Bergamo. 26 ottobre 2020.
(or amb)