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Reddito di cittadinanza: fotografia di una frattura nazionale

I dati pubblicati dall’INPS su Reddito e Pensione di Cittadinanza fotografano la realtà delle profonde disuguaglianze tra regioni ricche e regioni povere e dell’esistenza di condizioni di povertà anche nelle regioni ricche.
La provincia di Bergamo, che è 18a per reddito medio pro capite, risulta 15a per minor accesso al Reddito di Cittadinanza

Anche se lo si sa già, fa sempre una certa impressione vedere fotografata implacabilmente dai numeri la profonda frattura che divide l’Italia tra regioni in cui la povertà è limitata a percentuali minime e regioni con condizioni povertà estese e radicate. È questo il quadro che esce dai dati ufficiali pubblicati dall’INPS rispetto agli assegni attivati per il Reddito di Cittadinanza (RdC) e per la Pensione di Cittadinanza (PdC), analizzati ed evidenziati nei nostri grafici e nelle tabelle allegati.
I dati sono speculari a quelli delle dichiarazioni dei redditi: le regioni e le province con i redditi medi più alti hanno i numeri più bassi di accesso a reddito e pensione di cittadinanza, e viceversa. Ma non sempre: vi sono province, come Milano (al primo posto in Italia per reddito medio, ma solo al 40° per minor numero di percettori RdC) o, al contrario, Trento, Bolzano e Aosta sempre con redditi medio alti (nei primi della classifica) e che però hanno un basso e bassissimo accesso al reddito di cittadinanza: segno che c’è una migliore distribuzione dei redditi e minori disuguaglianze sociali rispetto ad altre province del ricco nord come Milano o Brescia.
Bergamo è 18° per reddito medio pro capite e 15° per minor accesso al RdC: una condizione quindi più equilibrata, che vede comunque distanze sociali ma un numero ridotto di situazioni estreme.
I grandi divari esistenti tra le regioni italiane segnalano che la misura del Reddito di Cittadinanza è insufficiente, magari utile, ma non certamente in grado di ridurre le distanze se non accompagnata da politiche economiche di sviluppo e creazione di lavoro vero, non assistito.

Riorganizzazione della rete riabilitativa. Nasce la nuova struttura "Degenze di comunità"

NASCE LA NUOVA STRUTTURA “DEGENZE DI COMUNITÀ”
La DGR XI/2019 prevede la riorganizzazione della rete riabilitativa: Presidi Socio Sanitari Territoriali (PreSST) e Presidi Ospedalieri Territoriali (POT). Nella nuova struttura “Degenze di comunità” confluiranno le “Cure intermedie”, i posti sub-acuti e post-acuti.

I molti tentativi, succedutisi negli ultimi anni, di riorganizzare la rete riabilitativa regionale stanno a dimostrare come sia obiettivamente difficile applicare alla riabilitazione classificazioni rigide (come quelle utilizzate per i ricoveri per “acuti”). I provvedimenti regionali hanno, nel tempo, oscillato tra poli opposti: da un lato la netta separazione tra riabilitazione sanitaria e riabilitazione socio-sanitaria (cui corrispondevano le due Direzioni Generali di Sanità e Famiglia, spesso in concorrenza tra loro), dall’altro il tentativo di superare questa divisione cercando di uniformare le regole. Il risultato di questi tentativi è stata la proliferazione di classificazioni e categorie: riabilitazione specialistica, di mantenimento, generale e geriatrica, intensiva, estensiva, di alta complessità, posti tecnici, sub acuti, post acuti, cure intermedie … categorie spesso complicate da suddivisioni interne in ulteriori “profili” o “livelli”: un ginepraio in cui gli stessi operatori sanitari fanno tuttora difficoltà ad orientarsi, per non parlare degli utenti.

Per l'autonomia di persone anziane e per disabili un bando regionale con stanziamenti irrisori

Bando regionale voucher per persone anziane e disabili
“Interventi volti a migliorare la qualità della vita delle persone anziane fragili e di percorsi di autonomia per l'inclusione sociale delle persone disabili”

La Regione ha pubblicato un bando che mette a disposizione voucher (massimo € 4.800 per richiedente) per acquisto di servizi finalizzati “a migliorare la qualità della vita delle persone anziane fragili e … percorsi di autonomia per l'inclusione sociale delle persone disabili”. Più che immergersi nel contenuto del bando per vedere i requisiti di accesso, è utile dare uno sguardo alla tabella con la dotazione economica e il numero di voucher di possibile attivazione:

Ticket sanitari 2019: minisanatoria senza cambiare nulla

Ticket sanitari 2019: due norme approvate dalla Giunta Regionale a fine anno 2018
MINISANATORIA SENZA CAMBIARE NULLA DELLE REGOLE FONTE DI CONFUSIONE E DISCRIMINAZIONI
AUTOCERTIFICAZIONI DA RIFARE OGNI ANNO PER LE ESENZIONI PER REDDITO

L’art. 18 della Legge Regionale 28 dicembre 2018 interviene su tre diverse situazioni rispetto alla vicenda dei ticket sanitari non pagati:
1. Chi ha ricevuto il verbale di accertamento “per la fruizione di prestazioni sanitarie o di farmaci … senza la corresponsione del relativo ticket” (cioè la prima comunicazione di messa in mora), non ha pagato e quindi ha ricevuto (entro il 31/12/2018) la conseguente “ordinanza ingiunzione” può differire al 31/12/2019 il pagamento di ticket e della relativa sanzione (pari all’importo del ticket, quindi pagare, in tutto, due volte l’importo del ticket).
2. Chi ha ricevuto il verbale di accertamento entro il 31/12/2018, ma non ha ancora ricevuto l’”ordinanza ingiunzione”, può pagare entro il 31/12/2019 l’importo del ticket e degli interessi legali ma senza la sanzione.
3. Chi non ha ricevuto entro il 31/12/2018 né il verbale né l’ordinanza, può richiedere all’ATS di “regolarizzare spontaneamente” entro il 31/12/2019 il pagamento dei ticket dovuti e non pagati (senza sanzione ma con gli interessi legali)

Una duplice beffa: da un lato uno schiaffo per chi ha già pagato, cedendo ai toni minacciosi dei “verbali di accertamento” inviati dall’ATS, dall’altro nessun cambiamento delle regole fonte di tanti errori e discriminazioni.

Case di riposo e rete sociosanitaria. Bergamo in difficoltà

Resi noti i dati regionali 2017 sulla rete di offerta delle Case di Riposo
RSA: Bergamo sotto la media regionale sia per numero di posti letto che per intensità dell’assistenza
in difficoltà anche l’assistenza domiciliare, le cure palliative e le misure innovative di residenzialità leggera e RSA aperta

In un recente incontro con le Organizzazioni Sindacali la Direzione Generale Welfare della Regione ha fornito alcuni dati sulla rete delle RSA in Lombardia utili per confrontare l’offerta tra le varie ATS lombarde. Il quadro conferma una persistente situazione di debolezza della nostra provincia comparativamente ad altri territori.