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Nuovo modello per la presa in carico dei malati cronici

NUOVO MODELLO PER LA PRESA IN CARICO DEI MALATI CRONICI
obiettivi giusti, ma molti dubbi sui tempi e le modalità di attuazione

Si può non essere d’accordo con l’obiettivo di migliorare il sistema di cure per i malati cronici, assicurando la continuità di cura, la presa in carico precoce, l’integrazione di ospedale e territorio con tutti i soggetti della rete assistenziale? No, certamente non si può dire di no a questi obiettivi: ma il problema non sono i fini ma i mezzi. I mezzi proposti dalle due delibere regionali (DGR 30 gennaio 2017 n. 6164 e DGR 4 maggio 2017 n. 6551; manca ancora la DGR sul sociosanitario) sono adeguati? Consentono di raggiungere fini ampiamente condivisi? È su questa domanda che sorgono molti dubbi.
Le due DGR prevedono cambiamenti strutturali molto complessi e finora ancora non ben delineati: si moltiplicano i soggetti con l’introduzione di “Gestori” e di “Centri servizi”, si prefigura un cambio del sistema di remunerazione degli erogatori (è forse, finora, l’aspetto più confuso dell’operazione), cambia il sistema di classificazione dei pazienti, cambiano ruoli e competenze dei Medici di cure primarie e di altri soggetti della rete.

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La relazione annuale 2016 dell'ufficio di pubblica tutela

La relazione annuale (2016) dell’Ufficio di Pubblica Tutela ATS
Sempre il servizio di medicina di base al primo posto nelle lamentele

Con la perdita, ormai quasi totale, delle funzioni erogative dell’ATS, sembrava non ci potessero più essere spazi di sopravvivenza per l’Ufficio di Pubblica Tutela. La relazione annuale 2016, ora pubblicata, conferma invece l’utilità di questo organismo che, se fosse più valorizzato e fatto conoscere, potrebbe svolgere in misura assai più rilevante il suo importante compito di tutela del diritto dei cittadini ad avere buoni livelli di prestazioni sanitarie e sociosanitarie.

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Quale futuro per gli ospedali di montagna?

Non è solo questione di “punti nascita”
QUALE FUTURO PER GLI OSPEDALI DI MONTAGNA?
utilizzare il periodo di tempo concesso dalla deroga che si conta di ottenere per progettare soluzioni che diano futuro e stabilità ai presidi di montagna

I “piccoli” ospedali, siano essi di montagna o di pianura, non possono ridursi ad erogare “in piccolo” gli stessi servizi sanitari dei presidi più grandi. Ma quali sono le prestazioni che possono essere erogate, in sicurezza, da strutture di piccole dimensioni e con volumi di attività ridotte?
Lo dice con chiarezza l’Accordo Stato-Regioni (D.M. 2/04/2015 n. 70 sugli standard ospedalieri):
In tali presidi ospedalieri occorre garantire una attività di pronto soccorso con la conseguente disponibilità dei necessari servizi di supporto, attività di medicina interna e di chirurgia generale ridotta. Essi sono strutture a basso volume di attività, con funzioni chirurgiche non prettamente di emergenza e con un numero di casi insufficiente per garantire la sicurezza delle prestazioni, il mantenimento delle competenze professionali e gli investimenti richiesti da una sanità moderna.”

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In arrivo i nuovi LEA (Livelli Essenziali di assistenza)

Arrivano in Parlamento i nuovi LEA:
NEI NUOVI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA MOLTI CAMBIAMENTI
Il nuovo “Nomenclatore tariffario” aggiorna alle innovazioni tecnologiche ausili e protesi . Infondate le notizie di uscita dall’assistenza sanitaria pubblica di prestazioni come la cataratta o il tunnel carpale: passeranno da ricovero ad attività ambulatoriale con pagamento del ticket

È un cammino lungo, faticoso e non ancora terminato quello dell’approvazione dei nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza): il vecchio decreto risale al 2001 e conteneva l’elenco delle prestazioni sanitarie da erogare da parte del servizio sanitario nazionale, prestazioni di ricovero, prevenzione e cura. Dal 2001 ad oggi molte cose sono cambiate sia nelle terapie (farmaci, tempi di cura, tecniche) sia negli ausili (protesi, ortesi, dispositivi monouso …); la revisione dei LEA non è solo un adeguamento alle novità tecniche ma anche un ridisegno delle modalità di erogazione e un’operazione di allargamento del campo delle cure. Ad esempio, sono state riconosciute e inserite nell’elenco delle “malattie rare” 110 patologie prima escluse.

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Istituzione di sportelli per l'assistenza familiare e dei Registri per le badanti

PUBBLICATA LA DELIBERA REGIONALE PER L’ISTITUZIONE DI “SPORTELLI PER L’ASSISTENZA FAMILIARE” E DEI REGISTRI PER LE BADANTI
solo politiche di sostegno economico alla domiciliarità e al lavoro regolare di assistenza possono favorire la realizzazione delle misure proposte dalla Delibera

scarica: DGR 3 ottobre 2016 n. 5648 - DdUO 17/12/2008 n. 15243 standard percorsi formativi
La nuova delibera regionale in materia di assistenza familiare e registro delle badanti (DGR 3 ottobre 2016 n. 5648 “Approvazione del piano delle azioni regionali e delle linee guida per l’istituzione degli sportelli per l’assistenza familiare e dei registri territoriali degli assistenti familiari in attuazione della L.R. n. 15/2015” – in BURL del 7 ottobre) giunge in un clima di rinnovato interesse per i temi della non autosufficienza e della qualità della vita nell’età “evolutiva anziana”. Ne sono prova l’incoraggiante partecipazione di pubblico alle iniziative dell’associazione di recente costituzione “Abitare le età” e le riflessioni e proposte che nel corso dell’ultimo anno sono state elaborate dal “Gruppo di lavoro Residenzialità Leggera” costituitosi su iniziativa di settori della cooperazione, dell’associazionismo e volontariato, con la partecipazione delle organizzazioni sindacali e dell’ATS.