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STIPENDI A BERGAMO: DATI INPS E ANALISI CGIL. “Retribuzioni influenzate da aumento di tempo determinato e part time. Aumento del 2% per tempo indeterminato ”

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Sulle statistiche diffuse dalla stampa locale ed elaborate da una società di ricerca bergamasca secondo cui gli stipendi del 2018 avrebbero subito un decremento, interviene oggi – dati INPS alla mano – Gianni Peracchi, segretario generale della CGIL di Bergamo. Secondo l’analisi della società di ricerca, Bergamo perderebbe sei posizioni nella classifica delle retribuzioni. Inoltre, dal 2017 al 2018 si sarebbe evidenziato un calo di 201 euro annui nelle buste paga dei lavoratori dipendenti.

“Questa notizia, pubblicata su diverse testate, ha naturalmente attirato la nostra attenzione. Abbiamo, allora, approfondito la questione. In primo luogo va precisato che le statistiche fornite non sono riferite all'universo dei lavoratori ma solo a un campione parzialmente rappresentativo, inoltre i dati non collimano esattamente con quelli pubblicati dall'INPS e rilevati dalle effettive retribuzioni così come risultanti dai contributi versati. Rimane il fatto che la questione posta merita un’attenta valutazione.

Partiamo, allora, dalle cifre pubblicate di recente dall’INPS e riferite al 2017.  Secondo l'Istituto la graduatoria delle retribuzioni medie dei lavoratori a tempo indeterminato vede Bergamo posizionarsi al 4° posto, con una crescita dell'importo medio del 2% circa.

Relativamente al tempo determinato, Bergamo si posiziona al 1° posto della graduatoria per importo delle retribuzioni medie, con una lieve decrescita dell'importo medio (che riguarda la maggior parte delle province) dovuto alla forte crescita del part time.

A livello complessivo (tenuto conto anche del dato sui lavoratori stagionali) Bergamo si posiziona al 4° posto della graduatoria regionale. In questo caso, tutte le province - esclusa Milano - mostrano una lieve riduzione degli importi medi, dovuta, anche in questo caso, alla crescita del lavoro a tempo determinato e del part time.

Relativamente alle singole aree di qualifiche professionali, Bergamo presenta una minore incidenza di quadri e dirigenti di Varese e Milano, fenomeno che giustifica almeno in parte gli importi medi più alti in queste due province.

Per quanto riguarda le retribuzioni medie, considerando le singole qualifiche professionali, per gli operai Bergamo si posiziona al 2° posto dopo Lecco, al 3° posto relativamente ai quadri e ai dirigenti, e al 6° posto per gli impiegati.

Nel 2017, rispetto al 2016, in tutte le province, secondo l'INPS, la platea dei tempi determinati ha aumentato notevolmente la propria incidenza.

  • •Nella Provincia di Bergamo i lavoratori a tempo determinato sono passati da 51.944 a 69.386 (+33,6%), quelli a tempo indeterminato da 276.668 a 273.727 (-1,1%), quelli stagionali da 1.149 a 1.331 (+15,8%).
  • •Nel 2017 i lavoratori a tempo determinato sono il 20,1% (erano il 15,8% l'anno precedente) , quelli a tempo indeterminato il 79,5% (erano 83,9%), quelli stagionali lo 0,4%.

Dunque le retribuzioni medie vengono influenzate dall'aumento del tempo determinato e del part time. Relativamente alle singole forme contrattuali e alle qualifiche professionali, invece, non emergono bassi livelli di  retribuzioni per Bergamo (con quelle per gli operai tra le più alte dopo Lecco). Per il tempo indeterminato (cioè la condizione contrattuale dell’84% dei lavoratori bergamaschi, e del 94% per il settore manifatturiero)  c'è un aumento del 2% nonostante la riduzione del numero dei lavoratori (dovuto in particolare alla maggiore incidenza di lavoratori anziani).

In conclusione si può quindi desumere che per incrementare gli stipendi e le retribuzioni occorra, come già scritto, rilanciare gli investimenti,  incentivare la contrattazione, prevedere agevolazioni fiscali ma soprattutto ‘qualificare’ il lavoro  per dare, per quanto possibile, maggiori prospettive alle giovani generazioni.

Di seguito, i dati INPS, con focus regionale (per aumentare le dimensioni del carattere delle tabelle, cliccare CTRL+).

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