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8 marzo 2021 | DONNE, DIRITTI, PARITÀ

8MARZO2021

La tutela della maternità e della paternità è un principio fondamentale dell’ordinamento giuridico italiano.
La normativa consente ai genitori (anche adottivi o affidatari) di alternarsi nello svolgimento dei compiti educativi e di assistenza dei figli, al fine di conciliare e condividere i tempi di vita e di lavoro.
Esistono molti spazi di miglioramento ma dal Testo Unico sulla tutela della maternità e paternità (D.Lgs. n. 151/2001) la normativa ha fatto passi in avanti nel sottolineare il ruolo paritario di madri e padri nei confronti dei figli.

IL MANTENIMENTO DEL POSTO DI LAVORO

Le lavoratrici non possono essere licenziate dall’inizio della gravidanza fino al compimento del primo anno di vita del bambino.
Il divieto è valido anche per il padre che usufruisce del congedo di paternità.
Per evitare che vengano forzati a dimettersi, entrambi i genitori lavoratori, entro i primi 3 anni dalla nascita del bambino (o dal suo ingresso in famiglia in caso di adozione), i genitori stessi hanno l’obbligo di convalidare le dimissioni presentate in questo stesso periodo presso le sedi territoriali dell’Ispettorato del Lavoro.

Hai ricevuto la lettera di licenziamento? Contatta l’Ufficio Vertenze CGIL allo 035.3594340

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TUTELA DELLA SALUTE DELLA LAVORATRICE

Durante la gravidanza le lavoratrici hanno diritto a permessi retribuiti per effettuare visite mediche specialistiche. È inoltre vietato assegnare la lavoratrice a lavori ritenuti pericolosi dall’inizio della gravidanza fino al settimo mese di età del figlio. Vige, inoltre, l’esenzione dal lavoro notturno fino ai 3 anni di età del bambino.

INDENNITÀ DI MATERNITÀ
La legge tutela la lavoratrice madre nelle diverse fasi della gravidanza e nei primi anni di vita del bambino.
È previsto un periodo di astensione obbligatoria dal lavoro per una durata complessiva di 5 mesi con diritto all’80 per cento della retribuzione (congedo di maternità). Molti contratti collettivi pongono a carico del datore di lavoro il pagamento del restante 20 per cento, così da assicurare alla lavoratrice l’intera retribuzione.
Il periodo di astensione dal lavoro può essere utilizzato in modo flessibile, prima o dopo il parto, ed è possibile anticipare l’astensione dal lavoro per motivi di salute o per rischi connessi alla mansione o all’ambiente di lavoro. In caso di parto prematuro i giorni di maternità non utilizzati prima del parto verranno aggiunti al periodo successivo.

Per l’invio della richiesta contatta il Patronato INCA CGIL Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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CONGEDO DI PATERNITÀ

La legge riconosce al padre il diritto ad un congedo di 10 giorni entro i 5 mesi dalla nascita del bambino. In circostanze particolari, il padre può usufruire del congedo obbligatorio di 5 mesi in sostituzione della madre. Questo diritto non spetta ai dipendenti pubblici.

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CONGEDO PARENTALE E PART TIME

Nei primi 12 anni di vita del bambino entrambi i genitori hanno diritto ad astenersi dal lavoro per la cura dei figli per un massimo di 11 mesi. Per i genitori è possibile usufruire del congedo parentale anche in modalità oraria, per un massimo di 180 giorni per figlio. Il padre può utilizzare il congedo parentale anche durante il congedo di maternità della madre o mentre usufruisce dei riposi giornalieri. Nel caso di parto plurimo, ogni genitore ha diritto a fruire del numero di mesi di congedo parentale previsti, per ciascun figlio.
l diritto al congedo spetta anche se il figlio non è residente col genitore richiedente.
In alternativa al congedo parentale è data la possibilità ai genitori di richiedere, una sola volta, la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in tempo parziale per il periodo corrispondente, con una riduzione d’orario non superiore al 50%.

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PERMESSI GIORNALIERI

Sono permessi orari, interamente retribuiti, riconosciuti ad entrambi i genitori durante il primo anno di vita del figlio. Anche per quanto riguarda questi permessi è previsto il loro raddoppio in caso di parto plurimo.

CONGEDI PER MALATTIA DEL FIGLIO
Entrambi i genitori, alternativamente, hanno diritto ad astenersi dal lavoro in caso di malattia dei figli certificata. Il numero dei giorni è illimitato per i primi tre anni del bambino e limitato a cinque giorni all’anno oltre i tre anni. Tali assenze non sono retribuite e non sono soggette a reperibilità.
ADOZIONE E AFFIDO
La normativa ha esteso i medesimi diritti anche ai genitori adottivi o affidatari.
Il congedo di maternità spetta a uno dei genitore lavoratori per un periodo di cinque mesi, dall’ingresso del minore nel nucleo familiare, a prescindere dalla sua età all’atto dell’adozione. In caso di adozione internazionale il congedo può essere fruito anche durante il periodo di permanenza all’estero.
In caso di affido il congedo spetta per un periodo di tre mesi e può essere fruito entro cinque mesi dall’affidamento.

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LAVORO DOMESTICO

Così come le lavoratrici dipendenti, anche per le addette ai servizi domestici e familiari vige il divieto di licenziamento, il diritto ad effettuare le visite specialistiche previste e il diritto al congedo di maternità obbligatorio. Il diritto al congedo obbligatorio di maternità vale anche per i genitori adottivi e affidatari.
Il padre può usufruire del congedo di paternità nei casi previsti per le lavoratrici dipendenti.
Per questa categoria di lavoratori non è previsto il congedo parentale.

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ASSEGNO DI MATERNITÀ DELLO STATO

La legge prevede forme di tutela anche per le madri che lavorano saltuariamente o in modo precario. L’assegno di maternità dello Stato spetta alle madri (anche adottanti o affidatarie) residenti in Italia al momento della nascita o dell’ingresso del bambino in famiglia.
È necessario avere almeno tre mesi di contribuzione nel periodo compreso tra i 18 e i 9 mesi precedenti la data del parto o dall’ingresso in famiglia del bambino.

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ASSEGNO DI MATERNITÀ DEI COMUNI

È un assegno riconosciuto alle madri inoccupate o disoccupate entro un determinato limite ISEE e non titolari di altri trattamenti economici di maternità.
La richiesta deve essere presentata dalla madre al Comune di residenza o presso un CAF convenzionato, entro 6 mesi dalla nascita, dall'adozione o dall'affidamento preadottivo.

Per l’invio della richiesta contatta il Caaf CGIL

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ASSEGNO PER IL NUCLEO FAMILIARE CON ALMENO TRE FIGLI MINORI

I nuclei familiari con almeno tre figli minori, entro un determinato limite ISEE, possono richiedere ogni anno un assegno per il nucleo familiare al Comune di residenza o presso un CAF convenzionato.

Per l’invio della richiesta contatta il Caaf CGIL

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DETRAZIONI D’IMPOSTA E ASSEGNI FAMILIARI

Per ciascun figlio i genitori hanno diritto alle detrazioni d’imposta. Inoltre in base al reddito complessivo e al numero dei componenti familiari si può richiedere l’assegno al nucleo familiare.

Se sei un iscritto CGIL contatta la tua Categoria sindacale di riferimento

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CONGEDI E PERMESSI PER L’ASSISTENZA A FAMILIARI CON DISABILITÀ

I genitori (anche adottivi o affidatari) di bambini con disabilità possono avvalersi di particolari agevolazioni lavorative. Per poter richiedere permessi e congedi è necessario che il bambino sia titolare di un verbale ai sensi della L. 104/92 (certificazione di handicap) in situazione di gravità.

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