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L'emergenza abitativa e la necessità di un piano per l'abitare: mercoledì a Bergamo la raccolta firme di CGIL, Fp, Fillea e Sunia

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Mercoledì 22 maggio, davanti alla sede provinciale di Regione Lombardia, in via XX Settembre 18/A a Bergamo, dalle 10.30 fino alle 18.30, si raccoglieranno le firme per la petizione popolare da presentare al Pirellone e alle istituzioni locali per segnalare l'emergenza abitativa e chiedere un nuovo Piano per la casa. Lo stesso accadrà in tutti i capoluoghi del territorio regionale.
"Alla Regione Lombardia e al nuovo Governo chiediamo che l'emergenza 'casa' rientri nelle priorità della politica" hanno detto poco fa Giacomo Pessina della segreteria provinciale CGIL e Pietro Roberti, segretario del SUNIA di Bergamo. "Sono necessarie risposte concrete e decisioni chiare in merito alle Politiche abitative di questa Regione. Per questo anche a Bergamo, insieme ai pensionati di SPI-CGIL e ai sindacati di categoria di edili e funzione pubblica, abbiamo raccolto l'invito della campagna nazionale. Oltre al gazebo di mercoledì, nei prossimi giorni raggiungeremo anche i singoli quartieri del capoluogo per raccogliere adesioni anche lì".
Il sindacato confederale regionale della CGIL, quello dei pensionati, quello degli inquilini, quello delle costruzioni e quello della funzione pubblica chiedono di firmare:

  • a sostegno del fabbisogno di case popolari in Lombardia che ammonta a circa 50.000 domande di alloggi sociali e a più di 10.000 alloggi di edilizia convenzionata e per il recupero e la riqualificazione del patrimonio pubblico esistente per istituire un fondo straordinario con le risorse del bilancio della Regione;
  • per cambiare la legge regionale 27/2009 che, nel calcolare gli affitti pubblici, con imperfezioni e storture, ha provocato in molti casi l'aumento iniquo di canoni non sopportabili, anche a causa della grave crisi economica, a danno degli assegnatari, determinando un aumento considerevole delle morosità nei confronti di Aler in particolare a Milano, Brescia e Varese; per affrontare l'acuirsi della morosità incolpevole ed i relativi sfratti in corso e quelli in prospettiva, occorre rifinanziare il Fondo di solidarietà e il Fondo sociale affitti a favore dei nuclei familiari in stato di reale povertà;
  • per promuovere un vero cambiamento delle Aler, non con la creazione di un'unica grande agenzia centralizzata, ma trasformando le attuali aziende di servizio nell'ipotesi di possibili accorpamenti territoriali (oggi ne esistono 13), e soprattutto semplificando la loro composizione riducendone i costi a carico della collettività (Direttori, Presidenti, Amministratori). La riforma, oltre a liberare forti risorse finanziarie per gli investimenti, deve al contempo garantire i livelli occupazionali ed i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

Il sindacato chiede l'istituzione di regolamenti di partecipazione, di controllo e di qualità, coinvolgendo l'utenza ed eliminando gli inutili orpelli, contro l'Aler unica che "accentra i poteri e mantiene i privilegi a discapito dei territori".