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Giornata di mobilitazione nazionale del settore edile e delle costruzioni: anche da Bergamo lavoratori e sindacalisti verso Milano per il presidio

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anche dal capoluogo orobico partirà per Milano una delegazione di circa 200 lavoratori per partecipare al presidio regionale del settore delle costruzioni che si terrà dalle 9.00 alle ore 12.00, nei pressi della sede della Regione Lombardia, dal lato di via Galvani n.27. Nel corso della manifestazione prenderanno la parola Walter Schiavella, segretario generale FILLEA-CGIL, Gigi Petteni, segretario generale della CISL della Lombardia e Antonio Del Verme della segreteria FENEAL-UIL regionale.
"Chiediamo interventi immediati per evitare il collasso del settore, con l'apertura tempestiva di cantieri per la manutenzione degli edifici pubblici, la loro riconversione tesa al risparmio energetico, attraverso l'allentamento del patto di stabilità" hanno detto oggi Angelo Chiari della FILLEA-CGIL, Gabriele Mazzoleni della FILCA-CISL e Duilio Magno di FENEAL-UIL di Bergamo. "Riteniamo indispensabile favorire tutti quegli interventi che vadano a favore delle imprese regolari e strutturate, a scapito del caporalato e del lavoro nero ed irregolare. Bergamo rischia di perdere quel patrimonio di imprese storiche e strutturate che ancora caratterizzano il nostro settore con la conseguente scomparsa di migliaia di posti di lavoro. Insieme alla situazione drammatica degli edili ricordiamo le difficoltà che tutto il settore delle costruzioni sta attraversando: i dati generali nazionali segnalano una diminuzione del 22% delle tonnellate prodotte nel primo trimestre di quest'anno rispetto stesso periodo del 2012. Le previsioni per il 2013 parlano di una produzione annua di 15milioni di tonnellate contro i 47milioni del 2007. A Bergamo nel settore del cemento ci sono 400 persone coinvolte in piani di cassa integrazione nell'ambito del Gruppo Italcementi. Il comparto del legno sta registrando un ricorso generalizzato alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria come succede in FoppaPedretti, Novem, Scaglia srl, Valsecchi spa e altre numerose piccole aziende legate all'edilizia, per non parlare del settore dei manufatti in cemento che ha registrato un crollo della produzione del 60% portando alla chiusura, ad esempio, della Prefabbricati Cividini e alla cassa integrazione di Av Strutture e di CSP di Ghisalba".
Nel settore edile in Lombardia erano impiegati nel 2008 circa 185.000 lavoratori. Oggi vi lavorano in 120.000: in cinque anni, dunque, si sono registrati 65.000 dipendenti in meno.
Cosa chiedono i sindacati alla Regione Lombardia:

  • occorre dare la precedenza alle imprese a più alta intensità di lavoro, in tema di debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese;
  • completare le grandi infrastrutture lombarde (Expo, Pedemontana, Brebemi, Tem): chiediamo garanzie;
  • l'adozione di Linee guida per Province e Comuni in materia di edilizia pubblica e privata, incentivando la sostenibilità ambientale e il risparmio energetico;
  • in materia di appalti e qualificazione d'impresa, occorre far crescere in Lombardia un vero settore delle costruzioni;
  • il monitoraggio, per favorire in Lombardia le imprese regolari e virtuose;
  • nel nostro settore manifatturiero occorre una politica industriale e del territorio della Regione Lombardia per affrontare nuove sfide che ci facciano uscire dalla crisi.