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Bresciani, CGIL di Bergamo: "Necessario fare qualcosa nella direzione delle politiche attive per i ragazzi. Le priorità nell'utilizzo di fondi che esistono a livello regionale e provinciale"

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"La drammatica situazione occupazionale che nel corso degli ultimi anni interessa anche i giovani della nostra Provincia impone uno sforzo comune che consenta di incentivare e favorire l'occupazione di ragazze e ragazzi che oggi faticano a trovare lavoro. Solo la ripresa e l'iniziativa dei Governi per politiche espansive possono determinare un'inversione di tendenza, ma intanto dobbiamo fare qualcosa nella direzione delle politiche attive rivolte in modo specifico ai giovani declinando alcune priorità nell'utilizzo di fondi che pure ci sono a livello regionale e provinciale.
Occorre introdurre incentivi per l'assunzione e stabilizzazione di ragazze e ragazzi compresi tra i 18 e i 35 anni. In particolare occorre incentivare ancora di più le assunzioni con contratto di apprendistato professionalizzante, cercando in questo modo di sostenere l'utilizzo della forma contrattuale che se da un lato dovrebbe costituire la strada maestra per l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, dall'altro ha visto anche nella nostra provincia un impiego scarso e che è andato diminuendo nel corso degli anni. In particolare proponiamo di riconoscere ai giovani genitori disoccupati o precari una dote trasferibile ai datori di lavoro che li assumono alle proprie dipendenze con contratto di apprendistato o a tempo indeterminato.
Il sistema delle doti ricollocamento e riqualificazione messo a punto da Regione Lombardia presenta diversi limiti, soprattutto quello di escludere giovani inoccupati e disoccupati non percettori di alcun tipo di indennità. Coloro quindi che oggi si trovano alla ricerca di un lavoro senza alcuna forma di sostegno di carattere economico si trovano anche nella singolare condizione di poter accedere a percorsi formativi solo a pagamento. Sarebbe quindi auspicabile un sistema di finanziamento della formazione che la renda effettivamente fruibile.
La normativa regionale sui tirocini è in via di evoluzione. A seguito delle novità introdotte dalla riforma Fornero e declinate dalla conferenza Stato-Regioni è stati introdotto l'obbligo di compenso ai tirocinanti fissato in 300 euro (sebbene le Regioni si siano impegnate ad alzarlo a 400). In attesa della normativa che Regione Lombardia dovrà emanare entro il mese di luglio 2013 un esempio particolarmente significativo può essere quello della Regione Toscana che prevede a fronte di un compenso minimo al tirocinante di 500 euro un rimborso all'azienda di 300 euro.
Sarebbe poi opportuna l'estensione di quanto fissato dal decreto 1676 del 28/02/2013 di Regione Lombardia in attuazione dell'avviso "Ponte Generazionale". L'estensione alla Provincia di Bergamo di un'azione simile a quella oggi prevista solo per i territori di Lodi, Monza-Brianza e Milano e per le sole Aziende aderenti ad Assolombarda, dovrebbe interessare tutte le imprese della provincia in accordo quindi con tutte le associazioni datoriali. In sintesi l'azione prevede che l'azienda interessata possa proporre a lavoratori prossimi alla pensione una conversione del contratto di lavoro da full time a part-time con una riduzione dell'orario di lavoro fino al 50%. Va chiaramente garantita la copertura del delta contributivo determinatosi a causa della conversione del contratto. A fronte della conversione del contratto l'impresa si impegna all'inserimento di giovani con un contratto di apprendistato o a tempo indeterminato".