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Amboni, CGIL di bergamo: "necessario un salto di qualità nell'azione della Prefettura: da rivitalizzare organismi partecipativi che consentivano prevenzione e coordinamento"

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"La meraviglia" spiega Orazio Amboni del Dipartimento politiche dell'immigrazione della CGIL Bergamo, "è dovuta al fatto che nei rapporti quotidiani per l'espletamento delle pratiche di permesso di soggiorno o ricongiungimento, l'attività di alcuni di questi impiegati, almeno per quel che poteva essere percepito, pareva proprio ispirata a principi di correttezza e rigore. Meraviglia meno l'emergere di corruzione e pratiche illegali, la cui esistenza era di tanto in tanto oggetto di lamentele e illazioni raccolte agli sportelli del sindacato, lamentele, però, mai sostenute da denunce precise e circostanziate che consentissero di avviare esposti o denunce documentati; la situazione di debolezza in cui si trovavano e si trovano gli immigrati di fronte alla pubblica amministrazione rendeva, inoltre, difficile il passaggio dalla lamentela alla testimonianza. Vista la gravità dei reati ipotizzati e, soprattutto, visto il fatto che ad essere colpite sono fasce particolarmente deboli e svantaggiate della popolazione è bene che l'inchiesta proceda a fondo e con speditezza".
Ma, colpire irregolarità e reati non basta: "È lo stesso sistema dei flussi d'ingresso ad alimentare, qui e nei paesi di provenienza, abusi e reati che gravano, in ultima analisi, sui migranti costringendoli, spesso, ad indebitarsi per anni" continua Amboni. "La società bergamasca si deve interrogare se sul fronte istituzionale, e per quel che compete al nostro livello territoriale, è davvero stato fatto tutto il possibile per una gestione corretta ed efficace del fenomeno migratorio in quella che è una delle prime province d'Italia per numero di immigrati. È facile immaginare che, se invece di aspettare anni e anni per ottenere una pratica di cittadinanza o subire ciclicamente ore e ore di coda agli sportelli perdendo giornate di lavoro, gli adempimenti burocratici fossero evasi in tempi brevi e con prassi certe, nessuno sarebbe più disponibile a pagare tangenti o subire ricatti. Verrebbe meno, alla radice, il contesto in cui trovano spazio corruzione e comportamenti illegali".
A parere della CGIL è, dunque, necessario "un salto di qualità nell'azione della Prefettura: vanno rivitalizzati gli organismi partecipativi come il Consiglio Territoriale per l'Immigrazione, ormai di fatto scomparso insieme alle sue commissioni (casa, salute, lavoro, scuola) che consentivano di promuovere azioni di prevenzione e coordinamento. Va, poi, assunto un ruolo maggiormente autorevole nei confronti dei comportamenti illegali e discriminatori di alcuni enti locali, vanno adeguati gli organici di Questura e Prefettura, vanno ridotti drasticamente i tempi di attesa. Su questi temi ci aspettiamo anche un impegno diretto e urgente dei parlamentari bergamaschi".