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ITALCEMENTI, IPOTESI DI ACCORDO FIRMATA NELLA NOTTE. SABATO 21 MAGGIO L’INCONTRO COL PREMIER MATTEO RENZI AL KILOMETRO ROSSO (ore 10.30)

on 20 Maggio 2016.

“La mobilitazione dei lavoratori, i loro scioperi, i presidi, mesi di proteste hanno portato frutti: la trattativa è stata dura, nei dettagli faticosa, ma l’intesa alla fine è buona”: così Luciana Fratus della FILLEA-CGIL di Bergamo, sin da agosto del 2015 in prima fila nella vertenza Italcementi, ha commentato la firma dell’ipotesi di accordo che è arrivata alle 2 della notte scorsa. Ora i contenuti dell’ipotesi saranno sottoposti al giudizio dei lavoratori attraverso un referendum: lunedì 23 maggio si svolgeranno le assemblee per illustrare i dettagli poi, nei giorni successivi, si voterà.

“In tutti questi mesi difficili siamo riusciti a portare l’azienda a presentare un Piano sociale che, all’inizio non era per nulla scontato” continua Luciana Fratus. “Poi abbiamo chiesto vigorosamente e ottenuto di aumentare sensibilmente il budget messo ai disposizione per sostenere il Piano: da principio ammontava a 24 milioni di euro, mentre oggi l’ipotesi di accordo poggia su una somma pari a 35milioni”.

“La dirigenza Italcementi si è spostata su posizioni e principi che sin dall’inizio abbiamo posto come imprescindibili: ad esempio il principio dell’equivalenza delle mansioni future (rispetto a quelle esercitate in Italcementi) di ciascun lavoratore ricollocato, e la regolamentazione delle modalità del distacco per chi accetterà di andare a lavorare all’estero per Heidelberg” prosegue Fratus. “Il Piano contenuto nell’ipotesi di accordo è più equo di quello originariamente proposto dall’azienda perché si articola in maniera flessibile, dando la possibilità al lavoratore di scegliere se aderire al percorso di ricollocazione del Piano oppure di usufruire direttamente delle risorse economiche messe a disposizione”.

“Con fatica in una trattativa durissima, crediamo di avere compiuto pienamente il nostro dovere. Ora spetta al Governo incalzare Heidelberg per la riduzione del numero degli esuberi dichiarati dall’azienda, dopo l’acquisizione di Italcementi da parte dei tedeschi (415 lavoratori nella sede centrale di Bergamo+250 nelle cementerie): questo chiederemo domani al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, insieme all’impegno di prolungare il periodo di ammortizzazione sociale. Inoltre, gli chiederemo di garantire la presenza del neominstro Carlo Calenda al prossimo incontro con l’azienda al Ministero dello Sviluppo Economico il 30 maggio”.

L’ipotesi di Piano sociale siglata questa notte prevede diverse “doti” che ciascun lavoratore potrà usare per riqualificarsi e trovare nuova ricollocazione in altre aziende, grazie all’azione sinergica di Comune di Bergamo, Provincia, Regione Lombardia, Università degli Studi di Bergamo.

Ecco cosa sono le “doti”:
-Dote incentivo, 42mila euro (di base) più 3mila euro se il lavoratore ha il coniuge carico, più 1.500 per ogni figlio a carico, più il pagamento dei mesi di preavviso. Questi soldi sono a disposizione diretta del lavoratore.
-Dote inserimento di 2mila euro come incentivo che viene erogato a un operatore (ad esempio un’agenzia interinale) che proponga e perfezioni (cioè qualora la proposta vada a buon fine) il ricollocamento a tempo indeterminato di un lavoratore Italcementi: qui il sindacato ha insistito che la mansione proposta sia equivalente a quella svolta in Italcementi.
-Dote ricollocazione, 12mila euro, rappresenta l’incentivo che riceverà l’azienda che assume ciascun lavoratore aderente al Piano sociale. La somma è modulata in maniera crescente ed erogata nell’arco di tre anni: se l’azienda riconosce al lavoratore l’applicazione dell’ art. 18 dello Statuto dei Lavoratori (dunque non applicando quanto previsto dal Jobs Act) l’azienda riceverà la somma subito, in un’unica soluzione.
-Dote formazione, 7.000 euro, a disposizione del lavoratore per corsi di formazione.

Sarà il singolo lavoratore a scegliere se aderire o meno al Piano. Dovrà comunicare la propria decisione entro il 31 agosto. Nel caso non sia interessato a partecipare alle fasi articolate del Piano, si vedrà liquidare tutte le 4 doti in un’unica soluzione (ammontare totale medio di circa 85mila euro). Chi ad agosto deciderà di non aderire verrà licenziato. Chi, invece, aderirà, potrà usufruire dell’indennità di Cassa integrazione che, lo ricordiamo, scadrà il 23 settembre 2017 (ma che potrebbe essere prolungabile): dunque potrà usufruire dell’integrazione al reddito già prevista dagli accordi precedenti.

È stato definito anche quanto accadrà al lavoratore che accetta la ricollocazione in una delle sedi HeidelbergCement all’estero: è previsto un distacco di 36 mesi (nei quali cioè si rimane dipendenti di Italcementi). Se, poi, il lavoratore decidesse di rinunciare al distacco e se decidesse di tornare in Italia entro 12 mesi dall’inizio dell’attività, gli saranno garantiti tutti gli importi del Piano sociale al 100%, come anche nel caso in cui, dopo 24 mesi, sia Heidelberg che non gli rinnovi il contratto. Dopo i 36 mesi, avrà diritto alla metà del Piano sociale.

Domani, l’incontro di delegati Italcementi e sindacalisti con il Presidente del Consiglio Matteo Renzi è previsto per le ore 10.30 al Kilometro Rosso (Via Stezzano, 87 Bergamo).