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UNA NUOVA SEDE INCA E FILLEA-CGIL A BUCAREST: LO SPORTELLO APERTO PER I LAVORATORI RUMENI CHE HANNO LAVORATO O LAVORERANNO IN ITALIA

Troppi casi di diritti negati e la necessità di promuovere una migrazione consapevole fondata sui diritti e sulla dignità del lavoro: da queste premesse è nata l'idea di costituire il nuovo sportello informativo INCA e FILLEA-CGIL aperto da pochi giorni a Bucarest, in Romania.

Si tratta di un luogo al quale possono rivolgersi tutti i lavoratori edili rumeni che vengono a lavorare in Italia e che vogliono preventivamente conoscere i loro diritti, ma anche chi, tornando nel paese di origine, ha la necessità di verificare la regolarità del proprio trattamento (salario, prestazioni previdenziali e assistenziali).

"In Lombardia i lavoratori rumeni sono circa il 13% sul totale della manodopera del settore, mentre nella nostra provincia, durante il cosiddetto anno cassa 2014 (cioè dal 1° ottobre 2013 fino al 30 settembre 2014), i lavoratori in arrivo dalla Romania registrati alla Cassa edile e in Edilcassa come dipendenti di imprese edili bergamsche sono stati un migliaio" ha spiegato oggi Angelo Chiari della FILLEA-CGIL di Bergamo. "Spesso per impiegare manodopera rumena in Italia, le aziende (anche italiane, talvolta con sede legale in Romania e sede di rappresentanza in Italia) utilizzano il distacco comunitario, che permette di svincolare le loro retribuzioni dal Contratto nazionale di lavoro degli edili e dai contratti integrativi provinciali, contrariamente a quanto previsto dalla normativa europea. La Cassa edile di Bergamo, tra l'altro, è stata la prima in Italia a tentare di contrastare, con provvedimenti legali, l'utilizzo del distacco".