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NOTIZIE

VARIANTE DI ZOGNO, “GIÙ LE MANI DAL CANTIERE”

Oggi al Presidio della Fillea-Cgil oltre ai sindacalisti, presenti anche il Presidente della Provincia e il vice-sindaco della locale amministarzione.

 Bergamo, giovedì 5 marzo 2015

All’imbocco del galleria-cantiere della variante di Zogno, oggi pomeriggio, c’erano anche Matteo Rossi, presidente della Provincia, e Giampaolo Pesenti, vicesindaco della locale amministrazione: hanno partecipato al presidio organizzato dalla FILLEA-CGIL di Bergamo contro “i mali delle nostre opere pubbliche, “irregolarità, contenziosi infiniti nell’aggiudicazione degli appalti, infiltrazioni della malavita, corruzione”, come si legge nel documento diffuso tra gli automobilisti dai sindacalisti in presidio.

L’iniziativa contro i tanti cantieri fermi da anni che, invece di garantire infrastrutture al territorio, creano disoccupazione e perdita di competitività della provincia bergamasca, è stata organizzata nell’ambito di una campagna nazionale sugli appalti in edilizia. Ha supportato con la propria presenza i sindacalisti della FILLEA anche Luigi Bresciani, segretario generale provinciale della CGIL.

“Mi è sembrato doveroso incontrare il sindacato dal momento che ha sollevato un tema che mi sta a cuore e che sento mio” ha commentato Matteo Rossi, presidente della Provincia. “L'economia locale può ripartire anche grazie a tanti piccoli cantieri e la Provincia insieme ai Comuni potrebbe fare tanto se i governi nazionale e regionale assumessero il territorio come priorità anziché continuare a tagliare risorse. Sulla variante di Zogno la nostra posizione non cambia: concretezza, condivisione, trasparenza. Questo è il mandato che ho dato alla commissione insediata dal consiglio provinciale.

“Confidiamo che l'opera venga realizzata nel più breve tempo possibile perché è vitale per le aziende e per i residenti di questo territorio, fondamentale sia per Zogno che per l’intera valle” ha detto oggi Giampaolo Paolo Pesenti, vicesindaco di Zogno. “Auspichiamo che la Provincia di Bergamo e la Regione Lombardia trovino una soluzione, per far ripartire i lavori nel più breve tempo possibile. Nessuno può permettersi di lasciare in queste condizioni la variante e una valle che, lungo questa strada, vede buona parte del suo futuro”.

“Irregolarità, contenziosi e infiltrazioni mafiose sonoelementi che determinano ostacoli per un settore oggi in crisi come quello delle costruzioni che ha visto perdere in sei anni il 40% degli addetti” si legge nel documento diffuso dalla FILLEA-CGIL. “La variante di Zogno, opera estremamente utile alla Val Brembana e a tutto il territorio, sta vivendo un percorso particolarmente travagliato tra rinvii, scarsi finanziamenti, scarichi di responsabilità, commissioni di indagine e di inchiesta per sbrogliare una vicenda poco chiara. Da ultimo la Magistratura e la Corte dei conti vogliono vederci chiaro in un’opera che, grazie all’ennesimo appalto aggiudicato con la logica del massimo ribasso, è partita da un valore base di 60 milioni di euro, è stata poi aggiudicata (con un ribasso del 35%) per una cifra di 44 milioni. Ora, per terminare  l’opera, servono 24 milioni aggiuntivi che potrebbero diventare anche 32 milioni (giungendo, tra l’altro, a superare il valore iniziale dei 60 milioni). La precedente amministrazione provinciale guidata da Ettore Pirovano nega ogni responsabilità addossando eventuali colpe ai ‘tecnici’. All’attuale Presidente della Provincia di Bergamo, Matteo Rossi, che ha avuto il merito di avviare la Commissione di indagine sull’opera, chiediamo oggi di andare fino in fondo e di fare chiarezza sulle responsabilità dei ritardi e delle opacità presenti. Allo stesso modo diciamo che l’opera va realizzata perché necessaria alle aziende e ai residenti di una valle strangolata dal traffico. Al Presidente della Regione Maroni chiediamo il rispetto degli impegni presi con i bergamaschi della Val Brembana”.